PEPOLI, FAMIGLIA

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PEPOLI, FAMIGLIA. - Il primo P. di cui si abbia notizia certa è il b. Niccolò, francescano, vissuto nel secc. XIII; ma solo un po' più tardi questa famiglia cominciò ad intervenire nelle agitate vicende del Comune di Bologna, guidando la fazione dei Geremei e mirando ad ottenere la sinagoria ai primi del Trecento: il tentativo fu però troncato da tumulti, che portarono alla fuga dei P. dalla città.

Nel 1337 TADDEO P., insinuatosi abilmente fra le fazioni ed approfittando del fallimento dell'opera di Giovanni di Boemia e Bertrando del Poggetto, ottenne di essere acclamato signore durante il Parlamento generale del Comune: assunse poi il significativo titolo di conservatore di pace e giustizia e riuscì perfino ad ottenere il vicariato da Benedetto XII. I figli di Taddeo, GIACOMO e GIOVANNI, non poterono resistere all'avanzata viscontea e, abbandonati da Ettore di Durafort, generale degli Stati della Chiesa, cedettero per 200.000 fiorini la signoria di Giovanni Visconti, rientrando nella vita privata. Nel secc. XV tre P. furono professori a Bologna; durante il secc. XVI, UGO P. militò con Giovanni dei Medici e nel secc. XVIII si ebbero notevoli opere letterarie da CORNELIO ed ALESSANDRO (1757-96), il quale ultimo fondò anche una tipografia a Venezia. Nel secc. XIX si ricordano: CARLO (1796-1881), per aver partecipato ai moti del '31, insieme ai napoleonidi e per essere stato deputato nella Consulta romana del '48; ANNA (1783-1844), sorella del precedente ad autrice di importanti opere volte alla educazione della donna; GIOACCHINO NAPOLEONE (1825-81), combattente nell'esercito pontificio del '48, cooperatore del Cavour nel rendere Napoleone III benevolo alla politica piemontese, ministro dell'Agricoltura con Rattazzi (1862).

BIBL.: per CARLO, V. Rosi, s. V. in Dizion. del Risorgimento naz., III, pp. 838-39; per GIOACCHINO NAPOLEONE, V. Azzi, ibid., pp. 839-41; per ANNA, V. G. B. Gerini, Le scrittrici pedagogiche, Torino 1910, pp. 483-99. Luciano Gulli