Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Arte Artisti

PIAZZETTA, GIAMBATTISTA

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Noto anche come: inglese: Giovanni Battista Piazzetta; Giovanni Battista Piazzetta

PIAZZETTA, GIAMBATTISTA - Gloria di s. Domenico - Venezia, chiesa dei SS. Giovanni e Paolo.
PIAZZETTA, GIAMBATTISTA - Gloria di s. Domenico - Venezia, chiesa dei SS. Giovanni e Paolo.

PIAZZETTA, GIAMBATTISTA. - Pittore, n. a Venezia il 13 febbr. 1682, m. ivi il 28 apr. 1754.

Determinante per la sua formazione fu il lungo soggiorno a Bologna (fra il 1703 e il 1711), durante il quale frequentò la bottega di G. M. Crespi e vide le opere del Guercino giovane, derivandone il gusto per i problemi luministici e quella solidità formale che rimarranno i caratteri più costanti e più tipici della sua arte. Al periodo bolognese è attribuito un Ercole e Onfale (collez. privata americana). Tornato a Venezia vi rimase fino alla morte, che lo colse in miseria, nonostante l'indefessa operosità e la larga fama acquistata presso i contemporanei (nel 1750 era stato nominato direttore dell'Accademia).

Al primo periodo veneziano appartengono: il S. Jacopo trascinato al martirio (ca. il 1720: S. Stae), in cui la concitazione dei gesti trova rispondenza nel violento chiaroscuro, su una scala ridotta di toni bruni, con tipica colorazione rossastra nelle carni; la Susanna (Uffizi) e, più tardi, il Ritratto di Giulia Lama (già nella collez. Planiscig a Vienna). Tra il 1725 e il 1727 il P. eseguì la stupenda Madonna con s. Filippo Neri (S. Maria della Fava) e il soffitto, su tela, con la Gloria di s. Domenico (SS. Giovanni e Paolo), risolvendo problemi di luce, di prospettiva e di spazio che anticipano il Tiepolo, su cui il P. ebbe notevole influsso. Al 1732 sono assegnate altre pale d'altare: l'Angelo Custode e santi (S. Vitale, Venezia) e la drammatica Estasi di s. Francesco (Museo di Vicenza); allo stesso periodo la Giuditta (Acc. di S. Luca a Roma), Pastori (Metropolitan di Nuova York), L'Alfiere (Galleria di Dresda), il Ritratto di giovane scultore (già nella raccolta Grassi a Firenze).

Nel periodo maturo, che si inizia con L'Assunta (1735) ora al Museo di Lilla, l'artista rischiara le tinte e varia i colori, pur mantenendo la saldezza chiaroscurale delle figure (pala con Tre santi [chiesa dei Gesuati a Venezia, ca. il 1739]). Tale mutamento di gusto è propizio alla realizzazione di soggetti non più drammatici ma patetici, ispirati a episodi della Bibbia o a scene popolari: Rebecca al pozzo (Galleria Brera a Milano), Indovina (Accademia di Venezia), Pastorale (Art Institute di Chicago) e Idillio sulla spiaggia (collez. von Schnitzler a Colonia), questi ultimi eseguiti forse nel 1742. Nel 1744, con la Decollazione del Battista (Museo del Santo a Padova), tornano a prevalere i problemi plastico-compositivi, realizzati con colori nuovamente cupi e con un violento luminismo chiaroscurale. A tale momento appartengono la Cena in Emmaus (Museo di Cleveland) e la Giuditta (Scuola del Carmine a Venezia: variante nella Galleria naz. d'Arte antica in Roma). Segni di stanchezza appaiono nel contenutismo di numerose opere di questo periodo: S. Gaetano (Pinacoteca dei Concordi a Rovigo, dove sono anche due buoni ritratti del P.), Madonna e santi (Meduno, Udine), Madonna e s. Filippo (S. Andrea a Cortona, 1744), Adorazione dei pastori (duomo di Würzburg, 1745), la Morte di Dario (Palazzo Pisani Moretta) e il Muzio Scevola (Palazzo Barbaro a Venezia), nei quali l'unità chiaroscurale del colore si perde nella complessità delle composizioni. Negli ultimi anni si fa sempre più sensibile la collaborazione dei numerosi discepoli e seguaci (G. Angeli, il Maggiotto, il Cappella, il Chiozzotto, G. Lama, ecc.) la cui abbondante e spesso monotona produzione è stata sceverata da quella del maestro per opera essenzialmente del Pallucchini. Fondamentali per la conoscenza del P. sono i disegni, vere opere compiute e non semplici studi, dei quali rimangono gruppi notevoli all'Accademia e al Museo Correr di Venezia, nelle collez. Alverà e Brass, ivi, nel Museo di Cleveland, ecc.

Bibliografia8 opere
BIBL.: G. Fiocco, s. v. in Thieme-Becker, XXVI, pp. 568-71, con bibl.: R. Pallucchini, L'arte di G. B. P., Bologna 1934; id., Op. ined. di G. B. P., in L'Arte, 39 (1936), p. 187 sg.; id., Unbehante Werke des P., in Pantheon, 1942, p. 49; id., G. B. P., Roma 1943; id., Op. tarde del P., in Arte ven., 1947, p. 108; W. Arslan, Studi sulla pittura venez. del primo Settec., in La critica d'arte, 1 (1935-36), p. 184; M. Goering, G. B. P. als Zeichner, in Pantheon, 1941, p. 259; U. Procacci, Op. del P. e della sua bottega a Cortona, in Arte ven., 1947, p. 117.

Nolfo di Carpegna

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Di Nolfo di Carpegna

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 1338–1340.

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Altre voci di Nolfo di Carpegna: PELLIPARIO, NICOLA · PITTONI, GIAMBATTISTA · PIZZOLO, NICCOLÒ · PAOLO VENEZIANO · PALMA IL VECCHIO (GIACOMO NEGRETTI, DETTO)

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Di, Carpegna Nolfo. “Piazzetta, giambattista.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 1338–1340. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/piazzetta-giambattista.

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Di, Carpegna Nolfo. “Piazzetta, giambattista.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1338–1340. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/piazzetta-giambattista.

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