PIERO di COSIMO. - Pittore, n. a Firenze nel 1462, m. forse nel 1521. È una delle personalità più singolari dell'ultimo Quattrocento toscano, per l'estro bizzarro dell'invenzione fantastica - evidente anche nei vivaci particolari che animano gli sfondi delle scene sacre - per la sottile penetrazione psicologica, per la delicata sensibilità ai problemi luministici: qualita che non furono senza conseguenze nell'arte dei pittori fiorentini dell'inizio del '500.
Ebbe per maestro Cosimo Rosselli, con il quale collaborò negli affreschi (*Predica sul monte, Guarigione del labbroso*) che questi eseguì nella Cappella Sistina (1481). Ritornato nell'ambiente colto e raffinato di Firenze (era amico di Poliziano), vi attinse gli elementi per la ricostruzione estrosa e idillica di quel mondo di miti pagani che doveva diventare uno dei temi prediletti della sua pittura. Una delle prime sue opere sembra essere stata il pannello di cassone nuziale con la *Storia di Giasone*, dipinto probabilmente per le nozze Albizzi-Tornabuoni (1486). Quasi alla stessa epoca risalgono: Battaglia dei Centauri e dei Lapiti (Londra, National Gallery); Vulcano ed Eolo (Ottawa, Museo); Ille e le Ninfe (Nuova York, collezione Duveen, già Benson), due *Scene di caccia* (Nuova York, Metropolitan Museum) e una *Festa protesta popolata di animali* (Oxford, Ashmolean Museum); dipinti nei quali sarebbero da riconoscersi i pannelli fatti eseguire secondo il Vasari da Francesco del Pugliese, patrono dell'Arte della Lana, per la decorazione di una stanza. Sempre a questo periodo, in cui l'influsso del Signorelli, di Filippino e del Botticelli si sostituiscono all'iniziale atteggiamento rosselliano, sono generalmente assegnati il pannello con *Venere e Adone* (o *Venere e Marte*, Berlino, Kaiser Friedrich Museum) e il supporto ritratto di *Simonetta Vespucci* (Chantilly, Museo Condé) che il Douglas assegna invece ai primi anni del '500, ritenendoli, insieme con il pannello della *Morte di Procri* (Londra, National Gallery), coevi alla Pala dell'*Ospedale degli Innocenti*. Opera fondamentale della maturità è la *Visitazione* (Washington, National Gallery), dipinta per la cappella di Gino Capponi in S. Spirito, nella quale appare anche una diretta conoscenza dell'arte fiamminga. Alla *Visitazione* si ricollegano: il *Presepe* (già Quincy Shaw), la *Madonna col Bambino* (Louvre), il tondo con la *Sacra Famiglia* (Dresda, Museo), la citata Pala dell'Ospedale degli Innocenti (*Madonna e Santi*, 1500 ca.), dipinti nei quali il chiaroscuro di P. si afferma con accenti personali; nonché i due *Baccanali* (Cambridge, Mass., Foggy Museum of Art; Worcester, Mass., Museum of Art) notevoli per l'invenzione estrosa ed il chiaroscuro vibrato.
L'influsso di Leonardo, di ritorno a Firenze nel 1500, è preponderante, specie per il senso chiaroscuro, negli ultimi dipinti di P. : i ritratti di *Giuliano di Sangallo* e *Francesco Giambetti* (L'Aia, Galleria), il *Ritratto di signora come Maddalena* (Roma, Galleria Corsini); le due pale d'altare : la patetica *Pietà di Perugia* (Galleria nazionale dell'Umbria) e l'*Immacolata Concezione degli Uffizi*; nonché alcuni pannelli mitologici (*Storie di Perseo e Storie di Prometeo* agli Uffizi, a Monaco e a Strasburgo).