POPE, ALESSANDRO. - Poeta inglese, n. a Londra il 21 maggio 1688, m. a Twickenham il 30 maggio 1744. Iniziò giovanissimo la carriera poetica con le Pastorals (1709), imitando i classici che rimosero sempre i suoi modelli e lo studio dei quali propugna nell'Essay on Criticism (1711).
Tradusse, con alcuni collaboratori, i poemi omerici (dal 1715): l'imitazione di Ovidio dà il suo fiore più bello nell'Epistle of Eloisa to Abelard, basata sulla nota corrispondenza dei due amanti, dove la vita claustrale è dipinta con le cupe tinte allora di moda; quella di Orazio diede le Imitations of Horace e diverse epistole ad amici. Come Orazio, P. è soprattutto « satiro », e le opere principali sotto questo aspetto sono il Rape of the lock (1ª ed., poi di molto allargata, 1712) dove con sublime poesia dipinge un futile episodio dell'alta società; la Dunciad (1728), violentissima satira contro i letterati, soprattutto contro coloro che lo avevano offeso; e lo Essay on Man (1733), di carattere filosofico e morale, non privo di valore nelle indovinate scenette di vita quotidiana.