PRIMA. - Ora canonica che si recita all'inizio del giorno. Si compone di due parti distinte, P. propriamente detta (ufficio del Coro) e ufficio del Ca-pitolo; l'una si diceva in coro, l'altra invece nella sala del Capitolo.
La prima parte è sul modello delle altre 3 Ore mini più antiche. Precedono Pater, Ave (dopo Pio V) e Credo (a ricordo del Battesimo); seguono dopo il «Deus, in adiutorium» l'inno «I amicus ordo sideres», tre salmi (prima della riforma di Pio X, 5). Il testo del Capitolo come quello del versetto è caratteristico di P. (un doppio Capitolo, l'uno per le domeniche e le feste, l'altro per le ferie); la supplica finale, anche essa caratteristica, indicata già nel Sacramentario di Gellone, secc. VIII, non si cambia mai, come la conclusione finale delle altre Ore ca-noniche, meno la Compieta. Negli Uffici feriali, nei sempli-ci e nei semidoppi, fra il Capitolo e la supplica s'inser-sono preghiere speciali («preces dominicales», sostanzialmente del sec. VIII, e «feriales» del sec. X-XI), chiuse dal «Confiteor» (che era anticamente nella seconda parte di P.). La seconda parte, l'ufficio del Capitolo, di cui si trova già menzione nell'Ordo XVIII (3ª, Andrieu) e nella Regola di Credo, preghiere e benedizioni che non si trovano esortazioni, preghiere e benedizioni che non si trovano nelle altre Ore canoniche. Era in principio l'adunanza dei monaci per ricevere dall'abate le disposizioni per la giornata. Si faceva la confessione dei peccati (come adesso nella prima parte), poi si assegnavano le varie occupa-zioni: alla cucina, alla biblioteca, ai campi, ecc.; seguivano preghiere appropriate, si leggeva un capitolo della Regola (donde il nome dell'atto stesso e del luogo dell'adunanza) seguito da un'esortazione e dalla benedizione dell'abate. Quest'ufficiatura monastica si trasportò in seguito anche nei Capitoli cattedrali o secolari. Col tempo si stabilì quest'ordine: 1) il martirologio del giorno seguente, tal-volta anche il necrologio (rassegna dei nomi dei confra-telli, degli associati e dei benefattori defunti); 2) le preghiere appropriate per la santificazione dei lavori; 3) un'istruzione e una benedizione seguita dalla lettura di un capitolo della Regola (nell'Ufficio secolare una breve lezione scritturale). Nell'Ufficio monastico si aggiunse una commemorazione e preghiera per i defunti.
Si credeva che P. traesse origine da un monastero di Betlemme verso la fine del sec. IV dove, secondo un racconto di Cassiano, alcuni monaci iniziavano il lavoro quotidiano dopo le Lodi, altri invece dopo un periodo di riposo prolungato fino a Terza. Per abbreviare questo intervallo s'introdusse una nuova ora di preghiera, detta «novella sollemnitas» (la nostra P.), che si diffuse con i libri di Cassiano dappertutto nei monasteri. Recente-mente J. Froger ha sostenuto che quest'innovazione non è la P. attuale, perché i salmi recitati erano gli stessi delle Lodi. Al contrario P. ebbe origine in Occidente, e se ne ha notizia solo nel sec. VI: si trova per la prima volta nella Regola di S. Cesario d'Arles e più sviluppata ed estesa già a tutti i giorni d'inverno in quella di S. Aure-liano. Non è conosciuta da Cassiodoro, ma ebbe la sua def-initiva organizzazione da S. Benedetto e divenne una Ora canonica.