PUGINIER, PAUL-FRANÇOIS. - N. il 4 luglio 1835 a Saix (Tarn, Francia) entrò il 19 luglio 1854 nel Seminario delle Missioni Estere di Parigi. Ordinato sacerdote il 29 maggio 1858, partì il 29 ag. del medesimo anno per il Tonchino occidentale, dove non poté penetrare che nel 1862, a causa della persecuzione.
Nel nov. 1867 fu nominato coadiutore di mons. J. S. Theurel, vicario apostolico del Tonchino occidentale, e consacrato vescovo di Mauricastro il 26 genn. 1868 a Hoang-Nguyen. Il 3 nov. di questo anno successe a mons. Theurel. Durante le diverse spedizioni di Francesco Garnier (1872) e di Rivière (1883) il P. diede consigli di moderazione per riuscire a pacificare il paese. La sua missione era stata colpita da due sanguinose per-

PUGLIA - Boschi presso Roseto e distesa del Tavoliere.
seczioni ed egli moltiplicò le conversioni e accrebbe il clero indigeno, facendo personalmente più di 120 ordini nazionali sacerdotali. M. ad Hanoi il 25 apr. 1892 e fu innato nella chiesa di Ke-so.
PUGLIA. -
I. GEOGRAFIA
Regione storica formata dal versante adriatico dell'Appennino a SE del Fortore e dalla Penisola salentina.Quattro distinte unità naturali vi si riuniscono: il Tavoliere, vasta pianura alluvionale fra l'Ofanto, il Fortore e il Gargano, nella quale l'originaria steppa popolata di greggi ovine è stata trasformata in granaio; il Gargano, sporgente massiccio calcareo, le cui groppe boscone (M. Calvo m. 1056) declinano all'Adriatico in terrazze, rivestite in basso di agrumeti (Tavoliere e Gargano formano la vecchia Capitanata, o provincia di Foggia); le Murge (terra, o provincia di Bari), altopiano anglo-castro, interrotto da conche (doline), e limitato ad E. da una cimosa litoranea piatta e fertile; e la Penisola salentina, che questo altopiano continua verso S., fra Adriatico e Jonio, scendendo del pari a gradini sul mare con più deboli ondulazioni collinari (le Serre).
Poverissima di acque superficiali e con scarse precipitazioni medie annue (meno di 500 mm. nel basso Tavoliere e sul litorale tarentino), concentrate per di più nel periodo autunno-invernale, la P. è territorio adatto al pascolo (Murge) ed all'agricoltura, con netta prevalenza, in quest'ultima, delle colture arboree (olivo e vite soprattutto) su quelle erbacee (frumento; avena: 1 ½ della produzione nazionale; tabacco nella Penisola salentina). La P. fornisce ca. 1/3 dell'olio prodotto in Italia, e tiene il primo posto sul mercato nazionale per le uve e il vino (quantità). Notevole anche la produzione della frutta secca (mandorle, fichi), destinata per lo più all'esportazione. Le industrie, per mancanza assoluta di energia e di materie prime minerali, si limitano alle alimentari (olearia, enologica e molitoria); fanno eccezione le meccaniche concentrate nel porto militare di Taranto. Attivi la pesca ed i traffici, favoriti dal grande sviluppo di coste e di ferrovie.
La popolazione, che cresce con ritmo assai rapido (era di 1,3 milioni di ab. nel 1861), è variamente distribuita: massima densità sul litorale barese, minima nel Tavoliere e nel Gargano. Caratteristico il forte accentramento (93,3%, valore massimo fra i compartimenti italiani) in abitati grandi e piccoli; 77 comuni superano i 20 mila ab., e di questi due i 100 mila (Bari, Taranto), sei i 50 (Foggia, Barletta, Andria, Lecce, Brindisi e Molfetta) e tredici i 30 (Cerignola, Corato, S. Severo, Bisceglie, Altamura, Trani, Martina Franca, Bitonto, Monopoli, Canosa, Ostuni e Manfredonia).
PUGLIA - Panorama di Manfredonia. In fondo, il promontorio del Gargano.
| Province | Superficie in kmq. | Popolazione Censimento 1936-11.1950 (in 1000 abit.) | Densità a kmq. | Popolazione del capoluogo (in 1000 abit.) |
| Bari | 5.129 | 987 | 1.166 | 227 | 270 |
| Jonio (Taranto) | 2.436 | 338 | 438 | 180 | 193 | 193 |
| Lecce | 2.759 | 514 | 599 | 217 | 62 |