RICCI, CORRADO. - Archeologo e critico d'arte, n. a Ravenna il 18 apr. 1858, m. a Roma il 5 giugno 1934.
Studente all'Università di Bologna (dove si lauro è in legge il 5 luglio 1882), cominciò il suo lavoro di erudito e di archeologo con l'esplorazione della cripta della basilica ravennate di S. Pietro Maggiore o S. Francesco, che condusse nel 1877 insieme con Edoardo Gardella. La prima edizione della sua guida di Ravenna e i suoi dintorni (a dispense negli anni 1877-88) è opera giovanile, ma sotto molti aspetti ancora utilissima e non superata
dalle altre 5 edizioni sino al 1923. Nel nov. 1882 entrò come alunno-assistente presso la Biblioteca nazionale di Firenze, iniziando quella vita di lavoro e di studio che doveva portarlo al grado, prima di rientrare generale delle Belle Arti (1906) poi, nel 1929, a quello di presidente del Consiglio superiore delle Antichità e Belle Arti. È anche opera sua la fondazione e l'organizzazione dell'Istituto di archeologia e storia dell'arte. Nel 1923 fu nominato senatore del Regno. La sua attività si estese alle principali pinacoteche italiane di Parma, Modena, Brera, che riordinò nel 1903, alle Gallerie fiorentine, alla Capitolina. Il suo nome è anche legato alla sistemazione dei Fori imperiali e delle grandi vie, che in Roma adducono al Colosseo. Ma a Ravenna monumentale dette sempre il meglio della sua attività; ne ripristino e restaurò le basiliche e gli altri edifici monumentali, lavoro che iniziò coraggiosamente sin dal nov. 1897, quale sovrintendente ai monumenti. Di questo suo spirito di ricerca e di studio amoroso rimane oggi quella che può considerarsi l'opera sua principe: le Tavole storiche dei musicai di Ravenna.
Volle che la sua salma riposasse nel cimitero della sua città e che tutti i suoi libri, il carteggio di ca. 80.000 lettere a soggetto artistico, storico o letterario, e le sue schede venissero conservate nella Biblioteca Classense.