RIGNANO FLAMINIO

RIGNANO FLAMINIO. - Al xxvi miglio della Via Flaminia, adagiato ai piedi del Soratte, si distende R. F. che, con la denominazione di Castrum Rinianum, è ricordato in un documento del 962; nel 1116 figura quale territorio appartenente alla chiesa di S. Cecilia in Trastevere.

R. F. ha due insigni monumenti paleocristiani: un cimitero sotterraneo ad occidente dell'abitato e una antica chiesa ad oriente. Il cimitero cristiano venne in luce nel 1651 sulla sinistra della Via Flaminia in un'area detta di S. Laurenziano, appartenente alla chiesa collegata di R., dedicata ai ss. Vincenzo e Anastasio. Vi si rinvennero allora tre gallerie cimiteriali cristiane con sepolcri intatti, come risulta da un manoscritto dell'Archivio

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di detta collegiale. Nel 1702 vi si recò il custode delle reliquie mons. M. A. Boldetti il quale vi osservò una cappella rotonda piena di sepolcri e... alcune sagre pitture: «Il cimitero venne poi sterrato nel 1745 dal vicario foraneo G. B. Tomai e nel 1746 dai fossori del Sacrista. Alla fine del sec. XVIII, fu sacrificata una parte del cimitero per costruire un oratorio in onore di s. Teodora patrona della famiglia Savelli, e un piazzale antistante. Nel 1857 vi si recò G. B. De Rossi il quale trascrisse e pubblicò le iscrizioni datate graffite sui loculi ormai aperti e violati, contenenti le date dal 336 al 424. Una relazione del Sacrista è nel cod. Vat. lat. 9023, f. 38. Nel 1908 e nel 1946 il cimitero fu restaurato dalla Pont. Commissione di archeologia sacra. Ad oriente dell'abitato, alle scoscese pendici di un colle, si erge la chiesa in onore dei ss. Abbondio e Abbondanzio. L'edificio si compone di due parti distinte: la prima è a grossi blocchi di tufo squadrati provenienti da un precedente edificio; la seconda è in muratura a cortina; in ciascuna delle due parti sono inseriti frammenti marmorei, cippi, basi, capitelli e un arco di tabernacolo con la caratteristica decorazione del sec. VIII a treccia. Un cippo posto da un'Atilia Marcella alla memoria del marito C. Clodio Fabato (CIL, XI, 1, 3963) contiene tre esametri di singolare concetto che sono stati ritenuti da alcuni come cristiani e che si vedono ripetuti in un cippo trovato a Niebla, presso Siviglia in Spagna (CIL, II, suppl., p. 856, n. 3591). Nella congiunzione delle due parti si elevò un alto campanile a tre piani con bifore, del sec. XI. L'intorno è ad unica navata; tre pilastri con capitelli ornati con una croce greca sostengono tre archi acuti; le pareti furono ricoperte di pitture.

Nel presbiterio sopraelevato sono la mensa e i sedili in pietrame. Nell'arco è dipinto nel centro l'agnello divino con nimbro crucigero tra i simboli dei quattro Evangelisti e i sette candelabri. In basso, nel mezzo, il busto del Redentore tra cherubini alati e cori di angeli. Nella zona inferiore ai due lati si appressano dodici per parte i 24 seniori dell'Apocalisse, secondo il tipo già fissato nell'arco di S. Paolo e ripetuto in S. Prassede, a Ferentillo, a Castel S. Elia e a S. Giovanni a Porta Latina a cui si ricollegano specie per la stessa datazione alla fine del sec. XII. Al disotto si apre una cripta. Quanto ai martiri Abbondio e Abbondanzio, essi non ricorrono negli antichi calendari e martirologi; figurano al 26 ag. nell'edizione di Colonia del 1515 del Martirologio di Usuardo.

I Bollandisti indicano (Acta SS. Septembris, V, Parigi 1868, p. 293 sgg.) una prima Passio da un manoscritto Bude-cense e una seconda stampata nel 1584 dal gesuita F. Cardolo il quale si servì di tre manoscritti, di cui il più antico, del sec. XII-XIII, è nell'Archivio Liberiano. I martiri Abbondio prete e Abbondanzio dicono sarebbero stati decapitati al XIV miglio della Via Flaminia, e sepolti da Teodora nella sua proprietà al XXVIII miglio della stessa

RIGNANO FLAMINIO - Oratorio dei SS. Abbondio e Abbondanzio con affreschi del sec. XII, prima dei restauri.

Via. La Passio sembra composta prima del 1000; non dà alcun accenno al cimitero; ma viene ricordata solo la «clesia quae est iuxta montem Soractis». Non è sicura provenienza da questo gruppo o dal cimitero dell'iscrizione: «Abundio prb. martyri sancto dep. VII idus dec. 7 oggi nel Museo Lateranense (CIL, XI, 4076).

BIBL.: M. A. Boldetti, Osteravizioni, Roma 1720, p. 377; G. B. De Rossi, Inscr. christ., I, Roma 1857-61, nn. 55, 58, 75, 76, 77, 81, 86, 90, 165, 166; id., I monum. antichi crist. e loro distribuzione, geografi. nel territorio dei Capenati, in Bull. arch. crist., 4a serie, 2 (1883), pp. 115-59; CIL, XI, 1651, 4012, 4028-32, 4043, 4036, 4038-39, 4042-47, 4076; G. Tomasetti, La campagna romana, III, Roma 1913, p. 344; P. Toesca, Stor. dell'arte ital., Torino 1927, pp. 928 e 1025; A. Serafini, Torri campanarie di Roma e del Lazio nel medio evo, Roma 1927, p. 108 sgg.