RICCI, MATTEO. - Gesuita, pioniere delle missioni cattoliche di Cina, n. a Macerata il 6 ott. 1552, m. a Pechino l'11 maggio 1610.
Frequentato il Collegio dei Gesuiti in patria, attese a Roma allo studio del diritto per due anni, dopo i quali entrò nella Compagnia di Gesù il 15 ag. 1571. Durante i corsi di filosofia al Collegio Romano, segui le lezioni di matematica (intesa nel senso assai più ampio di quei tempi) del celebre p. Clavio. Imbarcatosi il 5 marzo 1577 a Lisbona, raggiunse, nel 1578. Gio, dove compì i suoi studi e fu ordinato sacerdote, e nel 1582 Macao di Cina, dove si applicò allo studio della lingua e letteratura cinese, perché destinato, con il p. M. Ruggieri, a infrangerle la barriera di quel grande Impero, che impediva l'entrata ai missionari e alla fede e a raggiungere come ultima tappa Pechino, la Corte e lo stesso Imperatore. Tale lo scopo assegnato ai due missionari dal visitatore dalle ampie vedute moderne, p. A. Valignano; ma a raggiungerlo ci vollero 18 anni di lavoro e di attesa. Il R., infatti, entrò nella Cina nel 1583 e poté fissare la sua dimora a Sciaochin, dove entrò presto in relazione e in gran fama con i dotti del luogo, a cui mostrò i vari oggetti recati dall'Europa, tra cui un mappamondo e una statua della Vergine con il Bambino in braccio, che collocò sull'entrata della casa, e fece le prime conversioni.
Cambiato il prefetto di Canton, da cui dipendeva Sciaochin, fu espulso dalla sua sede e si portò nel 1589

dalle altre 5 edizioni sino al 1923. Nel nov. 1882 entrò come alunno-assistente presso la Biblioteca nazionale di Firenze, iniziando quelle vita di lavoro e di studio che doveva portarlo al gra
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terra, ecc.; soprattutto vanno ricordate le varie edd. sempre più perfezionate di mappamondi (cf. P. D'Elia. Il mappamondo cinese del p. M. R., tradotto e annotato, Roma 1938) e la sua storia della missione cinese rimasta inedita fino ai nostri giorni e pubblicata da P. Tacchi Venturi sotto il titolo: Opere storiche del p. M. R. (2 voll., I, Commentari della Cina, Macerata 1911; II, Lettere, ivi 1913) e da P. D'Elia, sotto il titolo: Fonti Ricciane: Storia della introd. del Cristianesimo in Cina (3 voll., Roma 1942-49) con ampio uso delle fonti cinesi, aggiornata bibliografia, appendici e indici; cui seguiranno altri volumi per le lettere e le altre opere.
Sulla leggenda che il R. fosse un pio conciliatore delle credenze nel senso di patrocinare una specie di sincretismo a detrimento del dogma, cf. P. D'Elia. Il domma cattolico integralmente presentato da M. R. ai letterati della Cina, in Civ. Catt., 1935. II, pp. 35-53. Per la questione del nome di Dio e dei riti,
V. RITO, QUESTIONE DEI
Vedi tav. XLVII.BIDL: Sommervogel, VI, 1702-05; IX, 805; Stricht, Bibl., IV e V, V. indici; J. Brucker, Le p. Mathieu R., fondateur des Missions de Chine (1552-1610), in Etudes, 124 (1910). p. 20 sgg.; P. Tacchi Venturi, L'apostolato del p. M. R., Roma 1910; id., Il ceto cattolico confucianismo del p. M. R., Macerata 1911; H. Bosmans, L'œuvre scientifique de Mathieu R., in Rev. des questions scientifiques, 3° serie, 29 (1921). pp. 135-51; L. Pfister, Notices biogr. et bibliogr. sur les fésuites de l'ancienne mission de Chine, I, Sciangai 1932, pp. 21-42; H. Bernard, Aux portes de la Chine, Tientsin 1933; id., L'apport scientifique du p. Mathieu R. à la Chine, ivi 1935; P. D'Elia, Sonate e canzoni italiani alla Corte di Pechino nel 1601, in Civ. Catt., 1935. I, pp. 185-65; H. Bernard, Le p. Mathieu R. et la Société chinoise de son temps, 2 voll., Tientsin 1937; P. D'Elia, Missionari artisti in Cina, in Civ. Catt., 1939. I, pp. 61-72, 130-39; id., Le origini dell'arte cristiana cinese (1583-1640), Roma 1939; id., Poeti cinesi in lode dei missionari gesuiti italiani del Seicento, in Civ. Catt., 1947, iv, pp. 560-69.