RIGENERAZIONE (SCIENZA). - Una delle proprietà generali RELIAZIONE (v.), proprietà che permette la preservazione dell'unità dell'organismo, ovvero dell'individuo. I fenomeni di r. sono uno degli aspetti di questa proprietà.
Durante le fasi di sviluppo di un organismo e nel successivo periodo dell'adulto e della senescenza, sino alla morte, continuamente vengono fisiologicamente a distruggersi cellule e parti, e di continuo l'organismo le ricostituisce mediante una r. fisiologica sempre adeguata allo stadio del ciclo vitale. Così pure cause accidentali o traumatiche possono ledere più o meno profondamente un organismo, e questo, se la lesione ne permette la vita, in grado più o meno grande secondo la posizione per gli animali nella scala zoologica, rigenera la parte o, con un processo rigenerativo più limitato, la ripara con la cicatrizzazione.
Vanno pertanto distinte le r. fisiologiche da quelle traumatiche. R. e cicatrizzazione sono due aspetti di uno stesso processo di riparazione, e anche la cicatrizzazione, come la r., comporta la r. di connettivo e di epitelio; tuttavia, negli organismi dotati di grande proprietà rigenerativa la cicatrizzazione rappresenta un processo antagonista della r. dell'organo: se ad una salamandra acquaiola si taglia la coda essa viene rigenerata, ma se, dopo l'amputazione, si cucino i lembi cutanei, così da accelerare la cicatrizzazione, non si ha più la r. di una nuova coda.
Pur essendo i processi rigenerativi degli animali, in linea generale, tanto maggiori quanto più in basso si trovano nella scala zoologica, pur vi sono notevoli eccezioni per cui animali di gruppi inferiori, sia degli invertebrati come de; vertebrati, ne presentano assai scarsi. Così si osserva che le forme dotate di vaste proprietà rigenerative, ad es., della coda e degli arti, sovente presentano una grande facilità di autotomia di questi organi, come gli arti dei decapodi o la coda delle lucertole.
I fenomeni rigenerativi, che portano alla reintegrazione dell'individuo minorato, appaiono come tipicamente finalistici. Tuttavia alcune condizioni possono appartenere pere in dubbio questo concetto. Note a questo proposito sono le r. multiple, per cui al posto di un organo asportato se ne rigenerano più d'uno, così che la funzionalità rimane fortemente compromessa. Ben noti sono i casi di r. multipla degli arti di anfibio, della coda di lucertole, della lente cristallina dell'occhio di tritoni, ecc.
Nella r. fisiologica, quale può essere considerata come esempio la continua formazione dell'epidermide (anche nell'uomo), man mano che gli strati più esterni cornifcano e si disquamanò, si trova nel tessuto uno strato a una zona con carattere embrionale che continuamente, mediante riproduzioni cellulari, riforma il nuovo tessuto. Si chiamano, queste, zone germinali o cambiali.
Nella r. traumatica si considerano, secondo gli ormai classici concetti del Morgan, due condizioni: l'epimorfosi e la morfallassi. Nel primo caso si attiva nella regione cruenta del moncone un tessuto a carattere embrionale, che, per moltiplicazione cellulare, riproduce l'organo asportato; nel secondo caso, invece, sono le cellule vecchie che si riordinano, si differenziano e riacquistano proprietà riproduttive. In ogni caso, l'organo che si riproduce con tali processi non risiede il meccanismo embrionale con cui si è formato la prima volta. Un caso particolare della r. è quello della eteromorfosi per cui al posto di un organo se ne rigenera un altro; tipico esempio è quello dei gambieri (Palemon) che al posto di un occhio rigenerato una antenna.
Come si è detto, più si sale la scala zoologica, più limitati sono i processi rigenerativi; questo va messo in relazione alla condizione antagonista tra differenzamento e r., differenzamento che è sempre maggiore salendo la scala zoologica.
Nei mammiferi e nell'uomo tali processi sono ridotti
a r. fisiologiche a carico dei tessuti labili, quali gli epiteli, alcune ghiandole e il sangue, mentre la r. traumatica si riscontra solo per il tessuto osseo, a carico del periostio, dei connettivi in genere e degli epiteli con processi di cicatrizzazione. A carico del tessuto nervoso non si ha la r. di cellule, mentre invece possono rigenerare le fibre, specie quelle a percorso periferico nei nervi. Nei centri si ha r. di nevroglia.
I processi rigenerativi di alcuni animali e di molte piante collegano questo processo con la riproduzione e precisamente con la riproduzione vegetativa. Tali sono i casi di divisione o di scissiparità dei protozoi, degli anellidi, di molti celenterati, ecc. Questo può essere un processo naturale con cui alcune forme si riproducono, oltre che col meccanismo sessuale (v. RIPRODUZIONE), come può verificarsi anche traumaticamente e accidentalmente. Così se tagliamo in due un lombo, una parte rigenera la testa e l'altra la parte caudale e si «regolano» due individui completi. Un altro caso di r. è la ricostituzione. È stato descritto da Wilson nelle spugne: se si passa una spugna al setaccio, isolando così le varie cellule, e si raccolgono su un supporto, esse si riaggregano, in gran parte muoiono, ma quelle che sopravvivono, dotate di potenze multiple, ricostituiscono il nuovo corpo animale.