ROSSETTI, Cristina Georgina. - Poetessa, n. a Londra il 5 dic. 1830, m. ivi il 29 dic. 1894, sorella di D. G. Rossetti. Rifiutò due mariti, uno perché cattolico, l'altro perché ateo, e visse vita seminoma-tica, attendendo alla composizione di versi per bambini, di versi religiosi e di trattati esegetici sul Vecchio e sul Nuovo Testamento.
Rimase fermamente anglicana, sebbene simpatizzasse con i rappresentanti del Movimento di Oxford al punto che scrisse un elogio funebre in versi alla morte del card. Newman. A differenza di quello del fratello, il suo misticismo è privo di ogni carattere di sensualità e le sue migliori poesie religiose sono contrassegnate da rigore d'ispirazione e purezza d'esecuzione e richiamano i metafisici, soprattutto Vaughan e Herbert. Le liriche di Monna Innominata nascono dalle sue delusioni amorose, ma la sua poesia migliore si contiene in Goblin Market and other poems (1862). I New poems furono pubblicati postumi a cura del fratello William Michael. Le opere devozionali trattano del valore simbolico delle S. Scritture tra esse la più nota è The face of the deep, un commento all'Apocalisse. I temi ricorrenti nella sua poesia, per lo più intonata alla malinconia, sono la morte e l'affetto dei vivi nei morti, la vanità delle cose terrene e la rinuncia ascetica. Questa poesia è stata apprezzata e studiata in Italia.