SA'ADJĀH BEN JÓSĒPH

SA'ADJĀH ben Jósēph. - Gaonita, n. a Fajjūm nell'882, m. nel 942. Fu grammatico, esegeta, traduttore della Bibbia in arabo, teologo, polemista, fondatore della filosofia religiosa ebraica medievale. Sino all'età di 30 anni visse in Egitto, poi in Palestina, Siria e Babilonia ove fu nominato nel 928 capo delI'Accademia talmudica di Sūrā.

Nel 931 compì il suo commento al Sépher jésiräh, nel 933 la sua principale opera filosofica: Libro delle opiezioni e delle dottrine religiose (in arabo: Kitāb al-amānāt wa 'l-i'tiqādāt; in ebraico: Sépher ha-'èmūnāth wē-ha-dē'ōth). Anche i suoi commenti biblici sono di intonazione filosofica. Si oppone ovunque, al concetto trinitario cristiano, al dualismo zoroastrico, alle teorie islamiche opposte alla Rivelazione biblica. Seguace del kaläm nel suo aspetto razionalistico mu'tazilita, favorisce il concetto dell'unità di Dio e del libero arbitrio nell'uomo. La verità religiosa è quella rivelata ad Israele; la ragione è la base comune delle più svariate religioni, dovute ad uomini anziché a Dio. La Rivelazione persegue uno scopo educativo senza voler annullare nell'uomo la sua attività razionale che mira a dimostrare la verità di quanto fu rivelato da Dio stesso e conservato dalla tradizione storica, la quale deriva dalla consapevolezza collettiva che esclude ogni illusione ed ogni errore. E vero quanto a tutti risulta essere storicamente vero.

L'esistenza del mondo presuppone l'esistenza del Creatore e la creazione è una forma di Rivelazione. Il mondo è composto di parti soggette a continuo divenire e perire. Gli accidenti sorgono nel fluire del tempo e sono limitati dal tempo stesso. Il mondo non è eterno. La morale, voluta da Dio, mira a rendere l'uomo felice (eudemonismo). La teodicea presuppone l'aldilà, come elemento di equiparazione. Il dolore è un mezzo di pu-
rificazione e un avviamento verso l'umiltà e il benessere in un secondo tempo. La risurrezione presuppone il riunirsi dell'anima al corpo e coinciderà col tempo della redenzione messianica.

Oltre le suddette vanno ricordate: 'Aghrōn, specie di dizionario ebraico ad uso dei rimatori con aggiunto uno studio sulle varie forme della poesia; I Libri sulla lingua, la più antica grammatica a noi prevenuta; un commento ai 70 hapax legómena della Bibbia; contro i caraiti: Il Libro della confutazione di 'Anon e Il Libro della distinzione.

Molte opere di S. furono tradotte in ebraico e in varie lingue europee.

Biel.: J. Gothmann, Die Philosophie des Judentums, Monaco 1933, pp. 69-84 e passim; M. Ventura, La philosophic de S. Gaon, Parigi 1934; G. Vajda, Introduction à la Pensée juive du moyen âge, ivi 1947, cap. 2, p. 219 sgg.; E. Gilson, La philosophie au moyen age, ivi 1947, pp. 369 e 376.

Eugenio Zolli