Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Liturgia Temporale

SACRA FAMIGLIA

English Cita

Noto anche come: francese: Sainte Famille; latino: Sacra Familia

SACRA FAMIGLIA. - I. LITURGIA. - Il culto liturgico della S. F. è recente.

Se ne trovano le prime manifestazioni soltanto nel sec. XVII, in Italia, in Francia, in Belgio. Dalla Francia passò nel Canadà, dove ebbe notevoli sviluppi, per merito soprattutto del ven. servo di Dio Francesco Montmorency de Laval, primo vescovo di Québec (m. nel 1708) e della b. Margherita Bourgeois (m. nel 1700). La festa, col rito di 2ª classe, si celebrava la seconda domenica dopo Pasqua.

Intanto anche altrove si moltiplicarono le concessioni, alle date più disparate, come, p. es., 2ª, 3ª, 4ª domenica dopo Pasqua, ultima domenica di maggio e 3ª domenica di nov.

Ai tempi di Leone XIII, quando si trattava di concedere la solennità patronale all'Associazione mondiale della S. F., fondata nel 1861 a Lione dal gesuita P. Francoz, si propose per la festa titolare la domenica fra l'ottava di Epifania, per la vicinanza ideale fra le feste natalizie e la S. F. Ma Leone XIII, il 14 giugno 1893, fissò la festa alla 3ª domenica dopo l'Epifania, stabilendo inoltre che venisse concessa senz'altro « omnibus petentibus ». Lo stesso Leone XIII compose gli inni per l'Ufficio.

Il Congresso internazionale mariano di Saragozza (1908), si fece promotore della estensione della festa a tutta la Chiesa; il b. Pio X invece la fece togliere da quasi tutti i calendari particolari (1914), e dove fu conservata, fu fissata al 19 genn. Contemporaneamente però fu concesso di celebrare due Messe votive nella 3ª domenica dopo l'Epifania; ma in seguito a molte istanze, Benedetto XV la permise al sabato precedente la detta domenica (1920); però l'anno dopo (26 ott. 1921), mentre auspicava una diffusione sempre più ampia dell'Associazione della S. F. in mezzo al popolo cristiano, come esempio efficace cui conformarsi, estese la festa della S. F. a tutta la Chiesa, fissandola alla domenica fra l'Ottava della Epifania con il rito doppio maggiore. Come lezione del secondo Notturno, in luogo del sermone di s. Agostino In psalmos, fu messo un testo del breve di Leone XIII, del 14 giugno 1892, Neminem fugit sulla S. F.

Bibliografia3 opere
BIBL.: J. Beringer-Hilgers, Die Ablässe, ihr Wesen u. ihr Gebrauch, II, 14ª ed., Paderborn 1916, p. 124 agg.; K. Kastner, Praktischer Breviarkommentar, I, Breslavia 1923, pp. 172-75; F. G. Holweck, Calend. liturg. festorum Dei et Dei Matris Mariae, Filadelfia 1925.

Giuseppe Löw

II. ARTE

TONDO RAFFIGURANTE LA SACRA FAMIGLIA, di L. Signorelli (1492) Firenze, Uffizi.
TONDO RAFFIGURANTE LA SACRA FAMIGLIA TONDO RAFFIGURANTE LA SACRA FAMIGLIA, di L. Signorelli (1492) Firenze, Uffizi.(fot. Picchi)

La più semplice immagine della S. F. raffigura solo tre persone: Maria, s. Giuseppe e Gesù Bambino; essa comprende tuttavia spesso anche il s. Giovannino in atto di giocare con il Bambino Gesù. Non di rado interviene pure s. Elisabetta. Così possono trovarsi nella raffigurazione della S. F. anche quattro, anzi cinque persone, oltre alle quali intervengono talora diversi santi ed angeli adoranti. Il concetto della rappresentazione mira ad evocare una quieta immagine di vita, di assoluta pace e purezza, nella casa di s. Giuseppe al tempo dell'infanzia di Nostro Signore, rispecchiando una intima felicità e una sublime beatitudine della mite aura familiare. Queste raffigurazioni sono un tardo tipo iconografico dell'arte sacra; esse appaiono non prima della Rinascita italiana.

SACRA FAMIGLIA - S. F., dipinta da Pompeo Batoni (ca. 1765). Roma, Pinacoteca Capitolina.
SACRA FAMIGLIA - S. F., dipinta da Pompeo Batoni (ca. 1765). Roma, Pinacoteca Capitolina.
SACRA FAMIGLIA - S. F. detta del Pajarito dipinta dal Murillo (sec. XVII). Madrid, Museo del Prado.
SACRA FAMIGLIA - S. F. detta del Pajarito dipinta dal Murillo (sec. XVII). Madrid, Museo del Prado.

Quale primizia può citarsi il tondo dell'Pinturicchio, databile al 1480 ca., della Galleria di Siena. Diverse S. F. a tre persone, dipinte su tondi, ci ha lasciato la pittura fiorentina del primo Cinquecento; tra esse, al primo posto, è da citare il tondo della Galleria degli Uffizi dipinto da Michelangelo nel 1504 per le nozze di Agnolo Doni con Maddalena Strozzi. Negli Uffizi si conservano pure tondi con la S. F.: uno del Signorelli ed un altro di Franciabiglio. Il gabinetto delle Stampe degli Uffizi possiede un disegno delle S. F. di fra' Bartolomeo della Porta, pure in tondo.

Numerose sono anche le S. F. di Raffaello e della sua scuola. La più celebre è la pala dipinta dal maestro nel 1518 per il re di Francia Francesco I, ora conservata al Louvre. Questa pala, a cinque sacre persone e due angoli, diventò un vero prototipo per le numerose raffigurazioni manieristiche del tardo Cinquecento, tra le quali quella di Scipione Pulzone, della Galleria Borghese di Roma. Si osserva che in alcune S. F. di Raffaello, il s. Giuseppe è in secondo piano e di dimensioni minori della Madonna, di s. Elisabetta, del Bambino Gesù e di s. Giovannino. Così lo si vede nella S. F. detta della Perla, dipinta da Raffaello nel 1518 ed ora conservata al Prado di Madrid, e in quella del medesimo maestro del Museo nazionale di Napoli. Pure i seguaci di Raffaello accentuavano nelle diverse loro S. F. in modo minore la presenza di s. Giuseppe, come si vede nella Madonna della Gatta di Giulio Romano, della quale una replica si trova nel medesimo Museo nazionale di Napoli ed un'altra nella sacristia di S. Maria d'Aracoeli a Roma. Anche il noto pannello del Museo nazionale di Napoli, chiamato Madonna del Passeggio, opera di un immediato seguace di Raffaello, presenta s. Giuseppe nel fondo del quadro, in proporzioni minuscole. Fra le altre diverse numerose S. F., lasciateci dalla pittura italiana, del Rinascimento si cita fra le più notevoli quella di Bernardino Luini della Pinacoteca Ambrosiana a Milano e l'affresco sopraportale in forma di lunetta nel 'chiostro della S.ma Annunziata a Firenze, chiamato Madonna del Sacco, capolavoro di Andrea del Sarto, a cui si deve pure una bella S. F. nella Galleria Borghese a Roma. Anche il Sodoma dipinse alcune S. F. tra le quali la più importante è quella del Palazzo pubblico a Siena, dove il Bambino Gesù si vede adorato da s. Francesco, e il sereno pannello della Galleria Borghese a Roma. Si cita anche tra le opere rinascimentali la S. F. di Cesare da Sesto, di proprietà della Pinacoteca di Brera a Milano.

L'arte oltremontana del primo Cinquecento si dedicava pure a raffigurare la S. F.; lo può illustrare una ingenua silografia di Lucas Cranach il Vecchio, databile al 1508, dove si vede il sacro gruppo adorato da schiere di angioletti danzanti. Nel tardo Cinquecento nell'Europa settentrionale s'usava talvolta indicare s. Giuseppe solo in modo accessorio; così, p. es., una S. F. di Jan Bruegel detto dei Velluti, della Galleria Doria a Roma, ove la composizione si riduce ad una Madonna con il Bambino Gesù posta su un magnifico fondo di paese, in mezzo al quale si vede un piccolo s. Giuseppe.

Agli albori del Seicento venne a crearsi una speciale variante: la S. F. fu raffigurata nella sosta di riposo durante la fuga in Egitto. Questa variante appartiene al plurisecolare genere iconografico della Fuga in Egitto, di tradizione medievale, ora riformato e rimaneggiato secondo i nuovi concetti di intimità della S. F.

Come più noti esempi del Riposo si ricordano: La Madonna delle Ciliege, capolavoro del Barocci dipinto nel 1575, ora nella Pinacoteca Vaticana; il quadro del Caravaggio, databile al 1592, della Galleria Doria a Roma, e quello di Carlo Saraceni, di una quindicina d'anni posteriore, conservato nel convento dei Camaldolesi a Frascati. Nel Riposo la S. F. viene di regola rappresentata all'aperto, su un fondo di paese; accanto si vede quasi sempre dipinto un somarello. L'arte barocca del Seicento ha portato un copioso contributo al genere della S. F., sottillizzando in esso i più fini affetti dell'intimità familiare. Quale primo esempio seicentesco (del 1610 ca.) si ricorda la fiabesca S. F. di Orazio Borgianni, ora conservata nella Galleria Corsini a Roma. Diverse S. F. furono dipinte dal Rubens, tra le quali una, a tre persone, si trova nella Galleria reale a Torino ed un'altra, a cinque persone, nella Galleria Pitti a Firenze. Ancora più numerose sono le S. F. del van Dyck: tra esse le più notevoli sono quella a cinque persone di proprietà della Galleria reale a Torino e quella a tre persone della Pinacoteca vecchia di Monaco di Baviera. Esse sono una viva immagine di intima vita familiare, e tale carattere, comune a tutte le raffigurazioni seicentesche, viene esaltato in modo particolare sotto la forma di una soave scena di genere nella S. F. di B. E. Murillo, capolavoro di pittura spagnola, che si conserva nel Museo del Prado a Madrid. In genere però le S. F. dei pittori italiani del tardo Seicento mantengono un carattere di minor verismo. Così la tela del Sassoferrato della Galleria Doria a Roma e quella di Carlo Maratta, della Pinacoteca Capitolina di Roma.

SACRA FAMIGLIA - S. F. di ritorno dall'Egitto, dipinto ad olio di Orazio Amato (1950).
SACRA FAMIGLIA - S. F. di ritorno dall'Egitto, dipinto ad olio di Orazio Amato (1950).

Il gusto settecentesco ha ingentilito anche le raffigurazioni della S. F.; come tipica opera per la prima metà del secolo può valere la S. F. di Francesco Mancini, che si trova nella Pinacoteca Vaticana. Ma il Settecento ebbe il suo maggiore pittore di S. F. nella persona di Pompeo Batoni: in quella della Pinacoteca Capitolina, viene realizzata una creazione fra le più graziosse dell'elegantissimo rococò. - Vedi tav. XCV.

A sinistra: SACRA FAMIGLIA detta Tondo Doni. Dipinto di Michelangelo (ca. 1507) - Firenze, Galleria degli Uffizi. A destra: SACRA FAMIGLIA. Dipinto del Pinturicchio (sec. XV) - Siena, Galleria dell'Accademia.
Tav. XCV A sinistra: SACRA FAMIGLIA detta Tondo Doni. Dipinto di Michelangelo (ca. 1507) - Firenze, Galleria degli Uffizi. A destra: SACRA FAMIGLIA. Dipinto del Pinturicchio (sec. XV) - Siena, Galleria dell'Accademia.(fot. Anderson)
Bibliografia
BIBL.: K. Künste, Homogr. der christl. Kunst, I, Friburgo in Br. 1928, pp. 370-75.

Witold Wehr

Informazioni sulla voce

Di Giuseppe Löw, Witold Wehr

Fonte Giuseppe Löw: firma a stampa; Witold Wehr: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 1551–1555.

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Altre voci di Giuseppe Löw: RUPERTO (HRUOBERT, RUPRECHT), SANTO · SALISBURGO · RUDIGIER, FRANZ JOSEF, VENERABILE · ROSARIO · SANKT FLORIAN

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Lów, Giuseppe, and Witold Wehr. “Sacra Famiglia.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 1551–1555. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/sacra-famiglia.

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Lów, Giuseppe, and Witold Wehr. “Sacra Famiglia.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1551–1555. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/sacra-famiglia.

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