SACRA CONVERSAZIONE

SACRA CONVERSAZIONE. - Composizione in cui immagini di santi vengono raffigurate in atteggiamenti ed espressioni di colloquio, o tra loro o con la Vergine e il Bambino.

Ve ne sono accenni nel Trecento, ma il genere prende pieno sviluppo nei primi decenni del '400; l'animazione dei personaggi, la spontaneità degli affetti conducono ad una partecipazione alla vita reale, dovuta all'irrompere della concezione umanistica della vita nei nuovi canoni giurativi dell'arte.

Nella scuola toscana della metà del '400 per la prima volta appare il tema della S. C.: in un intimo colloquio sono radunati a due a due i ss. Cosma e Damiano, Francesco e Lorenzo, Antonio e Pietro martire attorno a Giovanni B. in una esfera marmorea rettangolare sullo sfondo di un giardino, nel quadro di Filippo Lippi del 1437-58 che è a Londra nella Galleria nazionale. Tutta via questo tipo di S. C. non ha avuto seguito fra i pittori. Mentre in Toscana il tema della S. C. si esaurisce o assume diversa grandiosità nelle complesse pale d'altare, fin dalla fine del '400 esso viene principalmente trattato dai veneti. Si ha all'inizio una composizione in cui, in tre quarti d'altezza, sono rappresentati ai lati delle figure

SACRA CONVERSAZIONE - S. C. di Palma Vecchio (1ª metà sec. XVI) - Venezia, Galleria dell'Accademia.

mediante della Madonna e del Bambino uno o più santi rivolti al gruppo centrale, su sfondo di paese o su sfondo sicuro: fu Giovanni Bellini ad iniziare questo schema compositivo nella S.C. del 1502 che è nella Galleria di Venezia, ripreso poco più tardi nella mirabile composizione del Lotto del 1508 che è alla Galleria Borghese di Roma. Autore di numerose S.C. all'aperto è Cima da Conegliano. Solo con Tiziano, che abolisce la composizione centrifuga, la S.C. si risolve in un vivo coloquio tra la Vergine e i santi, tra santo e santo, a tre quarti di figura sullo sfondo di una parete o di una tenda in due gruppi contrapposti, in modo che il centro non sia più dato da un gruppo dominante, ma dal rapporto che passa tra le varie figure attraverso la direzione dei loro sguardi e dei loro gesti: s. Brigida nella S.C. di Madrid alla Galleria del Prado por un cestello di rosa al Bambino che a sua volta sembra volerlo offrire alla Madonna, e s. Giovanni Battista nella S.C. di Dreda del 1515 aiuta egli stesso a sorreggere in piedi il Bambino Gesù prendendo intimamente parte al gruppo divino.

Accanto alla S.C. che si svolge in un ambiente chiuso e severo si ha contemporaneamente un pieno sviluppo della S.C. all'aperto, operato da Palma il Vecchio, che raggiunge nelle sue equilibrate composizioni un senso di idillio pastorale. In un largo paesaggio molti santi sono seduti o inginocchiati in un armonico disordine attorno alla Vergine e al Bambino, spesso accompagnati da s. Giuseppe, come in quella dell'Accademia di Venezia. A volte queste S.C. prendono motivo dalla presentazione alla s. Vergine da parte dei santi di uno o più donatori disposti su un piano inferiore a quello delle sacre immagini; così nella S.C. di Napoli del Palma del 1523-25 due donatori sono inginocchiati ai piedi del rialzo dove stanno Maria e i santi, e in loro favore s. Girolamo e s. Giovanni dirigono raccomandazioni alla Vergine, mentre il Bambino li guarda attento.