SACRA CONVERSAZIONE. - Composizione in cui immagini di santi vengono raffigurate in atteggiamenti ed espressioni di colloquio, o tra loro o con la Vergine e il Bambino.
Ve ne sono accenni nel Trecento, ma il genere prende pieno sviluppo nei primi decenni del '400; l'animazione dei personaggi, la spontaneità degli affetti conducono ad una partecipazione alla vita reale, dovuta all'irrompere della concezione umanistica della vita nei nuovi canoni figurativi dell'arte.
Nella scuola toscana della metà del '400 per la prima volta appare il tema della S. C.: in un intimo colloquio sono radunati a due a due i ss. Cosma e Damiano, Francesco e Lorenzo, Antonio e Pietro martire attorno a Giovanni B. in una esedra marmorea rettangolare sullo sfondo di un giardino, nel quadro di Filippo Lippi del 1457-58 che è a Londra nella Galleria nazionale. Tuttavia questo tipo di S. C. non ha avuto seguito fra i pittori. Mentre in Toscana il tema della S. C. si esaurisce o assume diversa grandiosità nelle complesse pale d'altare, fin dalla fine del '400 esso viene principalmente trattato dai veneti. Si ha all'inizio una composizione in cui, in tre quarti d'altezza, sono rappresentati ai lati delle figure

Accanto alla S. C. che si svolge in un ambiente chiuso e severo si ha contemporaneamente un pieno sviluppo della S. C. all'aperto, operato da Palma il Vecchio, che raggiunge nelle sue equilibrate composizioni un senso di idillio pastorale. In un largo paesaggio molti santi sono seduti o inginocchiati in un armonico disordine attorno alla Vergine e al Bambino, spesso accompagnati da s. Giuseppe, come in quella dell'Accademia di Venezia. A volte queste S. C. prendono motivo dalla presentazione alla s. Vergine da parte dei santi di uno o più donatori disposti su un piano inferiore a quello delle sacre immagini; così nella S. C. di Napoli del Palma del 1523-25 due donatori sono inginocchiati ai piedi del rialzo dove stanno Maria e i santi, e in loro favore s. Girolamo e s. Giovanni dirigono raccomandazioni alla Vergine, mentre il Bambino li guarda attento. Maria Laura De Nicola