RUBENS, PETER PAUL. - Pittore n. a Siegen (Vestfalia) il 28
(per cortesia di mans. A. P. Frutaz)
RUBENS, PETER PAUL. - Particolare del S. Giovanni Battista - Balduina (Padova), chiesa parrocchiale.
giugno 1577, m. ad Anversa il 30 maggio 1640. Di nobile famiglia anversese emigrata in Germania per sottrarsi alle persecuzioni delle guerre di religione e rientrata nel 1587 ad Anversa, quivi il R. compì la sua educazione artistica, prima con Tobias Verhaecht quindi con Adam van Noort e Otto van Veen, romanista fiammingo.
Iscritto come maestro nella Ghilda di S. Luca di Anversa nel 1598, due anni dopo iniziava un lungo viaggio in Italia che ebbe importanza determinante nel configurarsi della sua maniera: prima a Venezia, poi a Mantova, quindi a Firenze (1600) e a Roma (1602), di nuovo a Mantova donde per incarico del duca Vincenzo Gonzaga si recò in Spagna (1603), a Roma (1605) e a Genova (1607), solo nel 1608 faceva ritorno ad Anversa. Lo studio delle opere del Caravaggio (sua copia della Deposizione vaticana si conserva nella collezione Liechtenstein a Vienna), del Barocci, del Tintoretto, del Veronese, di Michelangelo, del Correggio, di Raffaello, dell'antico (di cui è singolare testimonianza il dipinto rappresentante la Morte di Seneca, del 1606 ca., nella Pinacoteca di Monaco che riproduce una celebre scultura ellenistica, allora nelle raccolte borghesiane e oggi al Louvre), e, soprattutto, di Tiziano, copiate in gran numero con particolare predilezione, consentì al R. una profonda assimilazione della cultura classico-rinascimentale italiana e lo rese padrone di quella tecnica ricca, sicura e articolata, su cui si fonda la sua produzione di pittura, impressionante per numero e qualità. Tra le opere più significative del periodo italiano sono da ricordare le tre tele con S. Elena, la Crocifissione e la Coronazione di spine eseguite nel 1602 per la chiesa di S. Croce in Gerusalemme a Roma donde furono rimosse nel sec. XVIII (oggi si conservano nella cappella dell'Ospedale di Grasse); il Trionfo di Cesare della Galleria nazionale di Londra, 1602-1604, dove appaiono evidenti desunzioni dai Trionfi del Mantegna già nel Palazzo ducale di Mantova e oggi in Hampton


Stabilitosi ad Anversa dal 1608 (nel 1609 vi sposava Isabella Brandt che ritrasse in numerose tele, come poi Elena Fourment sposata in seconde nozze nel 1630), fu nominato pittore degli arciduchi Alberto e Isabella, iniziando quella prodigiosa attività, oltre che di pittore, di collezionista, di diplomatico al servizio dell'Infanta Isabella per conto della quale svolse brillanti missioni presso varie corti d'Europa, di scrittore (in grande numero si conservano sue lettere), che ne fa uno degli ingegni più versatili del secolo. A capo di una fiorentissima bottega, circondato da allievi e da collaboratori fra i quali J. Jordaens, F. Snyders e il van Dyck, la sua produzione, varia in sommo grado e sempre ardita e grandiosa, andò progressivamente trapassando da una idealizzazione e oggettivazione dell'immagine, tuttavia percorsa da eccezionale vitalità e agitata da un ritmo di movimento e da una foga inventiva pienamente barocchi, verso una libertà formale e un'eccitazione fantastica sempre più accentuate che trovano altissima espressione negli estremi opposti delle tonanti grandi composizioni allegoriche o religiose e delle liriche rappresentazioni di paesaggi sorprendentemente anticipatorie. Fra le maggiori imprese della sua maturità sono da ricordare in particolare le tele della cattedrale di Anversa con la Erezione della Croce (1610-11) e la Deposizione (1611-14; più tarda, 1626, è la Assunzione di Maria nella stessa chiesa); la Comunione di s. Francesco, 1619, ancora sotto l'influsso delle analoghe composizioni della Comunione di S. Girolamo di Agostino Carracci e del Domenichino a Bologna e a Roma, e il Colpo di Iancia (1620), del Museo di Anversa; la decorazione della chiesa
dei Gesuiti in Anversa (1620-21), andata distrutta nel XVIII sec., fuorché le due pale con i Miracoli di s. Ignazio e i Miracoli di s. Francesco Saverio conservate nel Kunsthistorisches Museum di Vienna; il grande ciclo di pitture celebrative di Maria dei Medici eseguite nel 1621-25 per la Galleria del Lussemburgo oggi al Louvre (di un altro ciclo in onore di Enrico IV, mai compiuto, restano tele agli Uffizi, a Monaco, ecc.); la decorazione del soffitto della Sala dei banchetti (1630-35) nella Whitehall a Londra; il Trittico di s. Ildefonso, per la chiesa di corte di Bruxelles (1630-32), oggi nel Kunsthistorisches Museum di Vienna; la Crocifissione di s. Pietro, 1635-40, nella chiesa di S. Pietro a Colonia ecc. Produzione per gran parte di altissimo valore d'arte, sempre di sorprendenti facilità e abilità di esecuzione pittorica, che pone il R., il cui apprezzamento ha lungamente sofferto a causa dei pregiudizi classicistici contro l'arte del periodo barocco (sarebbe molto esaltato dai contemporanei il cui consenso trovò eco alla fine del sec. XVII in Roger de Piles nella nota Querelle des anciens et des modernes, contrapponente il R. al Poussin, idolo dei classicisti ortodossi) come immediato antecedente dei più raffinati raggiungimenti, della pittura francese del sec. XVIII nonché quale genialissimo anticipo della pittura del sec. scorso da Delacroix agli impressionist
i. In parallelo gli scrittori romantici, da Baudelaire a Fromentin, ne esaltavano l'opera, dando inizio all'alta considerazione attuale del pittore
Vedi tav. LXXXVIII.(per cortesia di mons. A. P. Frutas)
RUBENS, PETER PAUL - Il Miracolo di S. Ignazio - Genova, chiesa di S. Ambrogio.
Della dottrina che i Padri della Compagnia di Giesù insegnano a Neofiti, nelle missioni della Cina.
Con la risposta alle obiettioni di alcuni Moderni che la impugnano.
Opera del Padre Antonio Rubino della Compagnia di Giesù, Visitatore della Provincia di Giappone e Cina.
Tradotta dal Portoghese italiano, dal Padre Gio. Filippo de Marini, della medesima Compagnia.
Aggiuntosi al fine suo breve trattato della forma del Battistone pronunciata in lingua Tumbonfice pregefi album case di Matrimonio cola accorsi.

Con Approbatione, e Permissione.
(fot. Enc. Catt.)
RUBINO, ANTONIO - Prontespizio del Metodo, Lione 1665 - Roma, esemplare della Biblioteca nazionale.
opere più recenti: J. Burckhardt, Die Landschaften von P. P. R., Vienna 1940; L. van Puyvelde, Les esquisses de Rubens, Basilea 1940; J. Burckardt, R., Berlino 1942. Carla Guglielmi