ROSSELLINO, FAMIGLIA

ROSSELLINO, FAMIGLIA. - ANTONIO, scultore, figlio di Matteo Gamberelli, n. a Settignano nel 1427, m. a Firenze nel 1479.

Gli si possono attribuire le seguenti opere: alcuni capitelli nella chiesa di S. Lorenzo in Firenze (1449); il busto di Giovanni Antonio Chellini, firmato e datato 1456, ed il tabernacolo di S. Chiara (1465 ca.) entrambi al Victoria and Albert Museum di Londra; la tomba del card. di Portogallo in S. Miniato al Monte di Firenze (1461-66) ed il busto di Matteo Palmieri (1468) nel Museo nazionale del Bargello della stessa città; il S. Sebastiano di Empoli (Museo della Collegiata, 1470 ca.); il dossale d'altare con la Natività in S. Maria di Monteoliveto a Napoli (1475 ca.); il pergamo eretto in forma di acquasantiera nel duomo di Prato, con la collaborazione di Mino da Fiesole (1473); la Madonna del latte, in S. Croce di Firenze (prima del 1478). Tale elenco va integrato con molte opere non datate tra le quali basterà citare il S. Giovanni no della Compagnia Vancchioni di Firenze, ora al Museo di Washington: gli altri due del Bargello e del Museo di Faenza; i rilievi in marmo con il gruppo della Madonna e il Bambino di S. Clemente a Sociana, del Kaiser Friedrich Museum di Berlino, dell'Ernitage a Leningrado, del Metropolitan Museum a Nuova York (replicati in un gran numero di copie di stucco e di terracotta). Vanno infine aggiunte due opere nelle quali la partecipazione di R. è limitata: il monumento Mazzari nel duomo di Pistoia, su disegno del fratello Bernardo, e la tomba di Maria d'Aragona in S. Maria di Monteoliveto per la quale R. dette solo il progetto, eseguito poi da Benedetto da Majano. Formatosi presso il

ROSSELLI, COSIMO. - Processione e miracolo del Sacramento di S. Ambrogio. (Att. Alinari)

La mancanza di eleganza nelle figure, di unità e coerenza nelle composizioni, di precisione nel disegno delle prime opere, ancora sotto l'impressione diretta di Neri di Bicci (Annunciazione del Louvre, 1473; S. Barbara degli Uffizi; Storie di S. Filippo Benizzi nel chiostrino dell'Annunziata a Firenze, 1475), ritorna nel Passaggio del Mar Rosso e nell'Adorazione del vitello d'oro, affreschi della Cappella Sistina (1481-82), mentre nel Discorso della Montagna (ivi), il paesaggio, per influsso degli artisti operanti vicino a lui, ha un maggior respiro e, per l'intervento del suo scolaro Piero di Cosimo, alcune figure vi si muovono con ritmo elegante di sapore quasi botticelliano. Ma nell'Ultima Cena non bastano a sostenerlo il ricordo di Andrea del Castagno e del Ghirlandaio, o la vicinanza del Perugino, per dare unità e coerenza alla scena.

Tuttavia la lezione romana non fu vana: nelle opere che seguono, al suo ritorno a Firenze, si ha una maggiore saldezza, un disegno più corretto, una ricerca di individuazione notevoli. Sono infatti di questo periodo i suoi ritratti migliori e nei dipinti eseguiti in S. Ambrogio a Firenze (1488-1501), affresco della Processione del Sacramento e Madonna in gloria, è raggiunta una certa unità di stile e dignità nella rappresentazione che già si orienta verso le forme più ampie e monumentali, di carattere cinquecentesco, proprie della Incorporazione di Maria (1505) in S. Maria Maddalena de Pazzi, pure a Firenze. Altre opere si trovano agli Uffizi nonché nei vari musei italiani e stranieri.

BIBL.: Gronau, s. V. in Thieme-Becker, XXIX, 34-36; Venturi, VII, 1, pp. 68-96; A. M. Ciaranfi, s. V. ENOCH. Ital., XXX, p. 133; G. Fiocco, Pittura toscana del '400, Novara 1941 (v. indice). Maria Donati

ROSSELLINO, FAMIGLIA. - ANTONIO, scultore, figlio di Matteo Gamberelli, n. a Settignano nel 1427, m. a Firenze nel 1479.

Gli si possono attribuire le seguenti opere: alcuni capitelli nella chiesa di S. Lorenzo in Firenze (1449); il busto di Giovanni Antonio Chellini, firmato e datato 1456, ed il tabernacolo di S. Chiara (1465 ca.) entrambi al Victoria and Albert Museum di Londra; la tomba del card. di Portogallo in S. Miniato al Monte di Firenze (1461-66) ed il busto di Matteo Palmieri (1468) nel Museo nazionale del Bargello della stessa città; il S. Sebastiano di Empoli (Museo della Collegiata, 1470 ca.); il dossale d'altare con la Natività in S. Maria di Monteoliveto a Napoli (1475 ca.); il pergamo eretto in forma di acquasantiera nel duomo di Prato, con la collaborazione di Mino da Fiesole (1473); la Madonna del latte, in S. Croce di Firenze (prima del 1478). Tale elenco va integrato con molte opere non datate tra le quali basterà citare il S. Giovanni no della Compagnia Vancchioni di Firenze, ora al Museo di Washington: gli altri due del Bargello e del Museo di Faenza; i rilievi in marmo con il gruppo della Madonna e il Bambino di S. Clemente a Sociana, del Kaiser Friedrich Museum di Berlino, dell'Ernitage a Leningrado, del Metropolitan Museum a Nuova York (replicati in un gran numero di copie di stucco e di terracotta). Vanno infine aggiunte due opere nelle quali la partecipazione di R. è limitata: il monumento Mazzari nel duomo di Pistoia, su disegno del fratello Bernardo, e la tomba di Maria d'Aragona in S. Maria di Monteoliveto per la quale R. dette solo il progetto, eseguito poi da Benedetto da Majano. Formatosi presso il

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RosSELLI, Cosimo - Processione e miracolo del Sacramento - Firenze, chiesa

compatta o non piuttosto coperto da tegole e in forma tronco-conica. L'interno, che subì un ampliamento forse nel sec. xv, fu restaurato alcuni anni or sono e nel ripristino vennero alla luce tracce di importanti affreschi

fratello maggiore Bernardo, con cui aveva
bottega nel 1457, non tardò ad intrapren-
dere proprie ricerche, evolvendosi rapida-
mente da una maniera minuziosa, incisiva,
delincata più nei contorni che nelle masse
(busto Chellini di Londra), verso un pit-
toricismo morbido, fatto di delicati trapassi
e di preziosità epidermiche, che chiara-
mente denuncia un accostamento ai modi
del coctaneo e conterraneo Desiderio, e con
questi gareggia nella delicata e sensibile rap-