Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Arte Artisti

ROSA, SALVATORE

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Noto anche come: inglese: Salvator Rosa; Salvator Rosa

ROSA, SALVATORE. - I. ARTE. - Pittore e incisore, n. all'Arenella presso Napoli il 21 giugno 1615 e m. a Roma il 15 marzo 1675.

Si dedicò ben presto alla pittura, prima sotto la guida dello zio Antonio Domenico Greco e poi del cognato Francesco Fracanzano; subì più tardi vari influssi, specialmente dei veneti e dei fiamminghi. Soggiornò a Roma una prima volta dal 1635 al 1639: è di questo periodo, oltre alcuni paesaggi e bambocciate (genere che egli più tardi ripudierà) l'Incredulità di s. Tommaso dipinta per il card. Brancacci, ora al Museo civico di Viterbo.

Chiamato nel 1640 a Firenze dai Medici vi ottenne grande successo sia come pittore che come poeta; volle tuttavia ritornare a Roma (1649) dove si stabilì definitivamente. Durante questo secondo periodo romano egli cercò di affermarsi in un altro genere di pittura: le grandi composizioni monumentali e storiche che provocarono le più acerbe e non del tutto ingiustificate critiche dei contemporanei. La sua sensibilità e lo squisito senso della natura, che fin da giovane lo avevano spinto a portare all'aperto il suo cavalletto, accompagnati ad un temperamento vivace, gli avevano fatto trasfigurare con fantasia romantica paesaggi e marine ritratti dal vero, o battaglie affollate. Era questo il suo campo naturale d'azione nel quale riuscì ad affermarsi con autentici capolavori.

Tra le opere numerose vanno ricordate quelle delle raccolte fiorentine (notevole il Boschetto dei filosofi); la Battaglia Corsini al Louvre; le opere di Napoli. Scarseggiano i dipinti di soggetto sacro: oltre al quadro di Viterbo, è a Roma in S. Giovanni dei Fiorentini il Martirio dei ss. Cosma e Damiano; nella Pinacoteca di Napoli Gesù fra i Dottori e la Vergine del suffragio nella Pinacoteca di Brera a Milano.

Bibliografia2 opere
BIBL.: H. Voss, s. v. in Thieme-Becker, XXIX, pp. 1-3; V. Golzio, Seicento e Settecento, Torino 1950, pp. 546-54.

Maria Donati

II. LETTERATURA

A meglio far notare la versatilità del suo ingegno il R., oltre a qualche poesia, canzonette e «cantate» per opere musicali, lasciò sei satire in terza rima, contro vizi, deviazioni, iniquità dei suoi tempi, bollando senza misericordia la genia viziosa e gaudente dei cantori e musicanti (Musica), la vanissima canaglia dei poetastri (Poesia), i pittori mestieranti (Pittura), la società viziosa e bellicosa per ingordigia di potere e di ricchezze (Guerra), i suoi nemici personali di Roma (Invidia), il fasto e l'ignoranza della nobiltà di Napoli e della Curia romana (Babilonia). Se lo stile è brillante e vivace e le sferzate acute e taglienti, l'autore però non dimostra di essere scevro dei difetti che agli altri rimprovera; inoltre la prolissità, le troppo frequenti digressioni, l'erudizione troppo accumulata, tolgono alle satire una gran parte di efficacia.

ROSA, SALVATORE - Gesù fra i dottori - Napoli, Museo nazionale, Pinacoteca.
ROSA, SALVATORE - Gesù fra i dottori - Napoli, Museo nazionale, Pinacoteca.(fot. Anderson)
Bibliografia2 opere
BIBL.: sulla vita e sulle opere del R. e sugli studi intorno a lui, cf. A. Belloni, Il Seicento, Milano 1929, pp. 297-304 e 338; U. Renda-P. Operti, s. v. in Diz. storico della lett. ital., Torino 1952, pp. 967-70.

Celestino Testore

Informazioni sulla voce

Di Maria Donati, Celestino Testore

Fonte Maria Donati: firma a stampa; Celestino Testore: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 1339–1341.

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Donati, Maria, and Celestino Testore. “Rosa, salvatore.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 1339–1341. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/rosa-salvatore.

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Donati, Maria, and Celestino Testore. “Rosa, salvatore.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1339–1341. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/rosa-salvatore.

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