Si dedicò ben presto alla pittura, prima sotto la guida dello zio Antonio Domenico Greco e poi del cognato Francesco Fracanzano; subì più tardi vari influssi, specialmente dei veneti e dei fiamminghi. Soggiornò a Roma una prima volta dal 1635 al 1639: è di questo periodo, oltre alcuni paesaggi e bambocciate (genere che egli più tardi ripudierà) l'Incredulità di s. Tommaso dipinta per il card. Brancacci, ora al Museo civico di Viterbo.
Chiamato nel 1640 a Firenze dai Medici vi ottenne
ROSA, SALVATORE - Gesù fra i dottori - Napoli, Museo nazionale, Pinacoteca.
provera; inoltre la prolissità, le troppo frequenti digressioni, l'erudizione troppo accumulata, tolgono alle sature una gran parte di efficacia.