ROSSELLI, COSIMO. - Pittore n. a Firenze nel 1439, m. ivi il 7 genn. 1507. Iniziata, da giovinetto, la sua educazione artistica alla bottega di Neri di Bicci, rimase sempre legato agli insegnamenti del suo mediocre maestro, malgrado il succedersi di influssi di altri artisti quali il Gozzoli, il Pollaio, il Perugino e, negli ultimi tempi, Filippino Lippi.
La mancanza di eleganza nelle figure, di unità e coerenza nelle composizioni, di precisione nel disegno delle prime opere, ancora sotto l'impressione diretta di Neri di Bicci (Annunciazione del Louvre, 1473; S. Barbara degli Uffizi; Storie di s. Filippo Benazzi nel chiostro dell'Annunziata a Firenze, 1475), ritorna nel Passaggio del Mar Rosso e nell'Adorazione del vitello d'oro, affreschi della Cappella Sistina (1481-82), mentre nel Discorso della Montagna (ivi), il paesaggio, per influsso degli artisti operanti vicino a lui, ha un maggior respiro e, per l'intervento del suo scolaro Piero di Cosimo, alcune figure vi si muovono con ritmo elegante di sapore quasi botticelliano. Ma nell'Ultima Cena non bastano a sostenerlo il ricordo di Andrea del Castagno e del Ghirlandaio, o la vici-
nanza del Perugino, per dare unità e coerenza alla scena.
Tuttavia la lezione romana non fu vana: nelle opere che seguono, al suo ritorno a Firenze, si ha una maggiore saldezza, un disegno più corretto, una ricerca di individuazione notevoli. Sono infatti di questo periodo i suoi ritratti migliori e nei dipinti eseguiti in S. Ambrogio a Firenze (1488-1501), affresco della Processione del Sacramento e Madonna in gloria, è raggiunta una certa unità di stile e dignità nella rappresentazione che già si orienta verso le forme più ampie e monumentali, di carattere cinquecentesco, proprie della Incoronazione di Maria (1505) in S. Maria Maddalena de' Pazzi, pure a Firenze. Altre opere si trovano agli Uffizi nonché nei vari musei italiani e stranieri.