SAINT-MICHEL, MONT. - Antica abbazia nel dipartimento della Manche (Francia) situata in un isolotto roccioso che forma una collina granitica; dal 1879 è riunito alla terraferma mediante una diga di 2 km.
Il monte (alto m. 78) si chiamò in origine Mont-Tombe. Nel 708 s. Audeberto, vescovo di Avranches, sulla cima del monte Tombe costruì un oratorio in onore di S. Michele, nel sec. X sostituito da una chiesa carolingia sulla quale sorge nel sec. XI la Basilica romanica. L'isolotto cominciò a chiamarsi successivamente St-Michel-en-Tombe, St-Michel-en-Mer, St-Michel-au-Péril-de-la-Mer, St-Michel-du-Mont e infine Mont-St-Michel.
L'invasione normanna spinse alcuni profughi a rifugiarsi nell'isolotto intorno al monastero annesso alla chiesa. Nel 966 Riccardo I duca di Normandia vi insediò i Benedettini provenienti da Fontenelle (St-Vandrille) essendo il santuario molto frequentato da pellegrini. Nel 1203 fu incendiata parte degli edifici monastici dalle truppe di Filippo Augusto che voleva togliere l'isolotto ai duchi di Normandia. I monaci furono indennizzati, ricostruirono l'abbazia e ne iniziarono la fortificazione compiuta nel 1228 detta la «Merveille». S. Luigi si recò al santuario nel 1254. Gli Inglesi cercarono invano di occuparla tra gli 1423-34; nel 1469 Luigi XI istituì l'ordine reale cavalleresco detto St-Michel. Vennero però gli abati commendatari e la disciplina monastica si rilasciò tanto che nel 1622 vi entrò la Congregazione benedettina di S. Mauro che vi rimase fino alla soppressione nel 1790 per opera della Rivoluzione Francese. Gli edifici monastici furono adibiti a carceri fino al 1874 in cui furono dichiarati monumenti storici; da allora se ne iniziarono i restauri.

La chiesa abbaziale fu restituita al culto nel 1922; il principale pellegrinaggio ha luogo il 29 sett., giorno di S. Michele. L'accesso all'abbazia è dato da una porta fortificata da cui parte una ripida scala detta «du Gouffre» che immette alla sala delle guardie del sec. XIII. Una seconda scala detta abbaziale conduce alla residenza degli abati e alla chiesa abbaziale (1022-1135). La navata e il transetto sono ancora romanici; il coro con il deambulatorio a cinque cappelle a raggera è del 1450-1521; tutto fu restaurato tra il 1898-1914; l'altar maggiore in granito rosa di Borgogna fu consacrato nel 1927. L'abitazione dei monaci con la superba facciata a tre piani costituisce la «Merveille»; nel piano superiore, a lato del refettorio, è il chiesto con quattro ambulacri sostenuti da 227 colonnine e con decorazioni svariate. Dell'abbazia primitiva restano elementi dal sec. X al XII, tra cui la cripta dell'aquilone del sec. XI-XII, la cappella di S. Stefano, la foresteria e la cripta detta dell'ovest, e cioè la chiesa carolingia rinforzata e ingrandita nel sec. XI. Sotto il chiostro è la sala dei cavalieri divisa in quattro navate da tre file di colonne con capitelli a fogliami. Le mura delle fortificazioni conservano ancora varie torri. Nel borgo la chiesa parrocheiale è del sec. XI con aggiunte del XVI; il fonte battesimale è del sec. XIII. - Vedi tav. CII.
BML.: P. Gout, Le Mont-St-M., Parigi 1910; Ch. H. Besnard, Le mont St-M., ivi s. d.; M. Aubert, Le Mont-St-M. L'abbaye, ivi 1933; Cortineau, II, col. 2813. Enrico Josi