SAINT-RIQUIER. - Antica abbazia benedettina, presso Abbeville in diocesi di Amiens (Francia), fondata ca. il 624-34 da S. Ricario, figlio di un conte di Ponthieu (festa il 26 apr., cf. Martyr. Romanum, p. 157). Fu ingrandita dall'ab. Angilberto di Centula ca. il 793.
Angilberto fu a Roma negli aa. 792, 794, 796, 800; dal 790 abate di Centula, rinnovò il monastero, arricchì di codici la Biblioteca monastica e di reliquie le chiese. La silloge di Centula notevole per il testo di alcune iscrizioni si chiude con l'epitafio di S. Caidoco (G. B. De Rossi, Inscr. chr., II, I, Roma 1888, pp. 72-77). Angilberto costruì 3 chiese; una sulla tomba di S. Ricario, demolita l'anteriore chiesa dell'abate Ocioaldo, fu dedicata al Salvatore e a tutti i santi; un'altra alla B. Vergine e agli Apostoli, la terza a S. Benedetto e agli altri santi abati. Fiori allora l'abbazia e raggiunse il numero di 400 monaci; ma nell'845 fu saccheggiata dai Normanni; ca. il 959.

fu riformata da s. Gerardo de Brogne; passò in commenda nel 1538, quindi alla Congregazione maurina nel 1659. L'abbazia venne quasi distrutta da un fulmine nel 1710; oggi è in parte occupata dal piccolo Seminario della diocesi di Amiens; la chiesa abbaziale del Salvatore venne ricostruita nei secc. XV-XVI; restaurata nel 1827-28; oggi adibita a parrocchia. Nella facciata sono 12 grandi statue degli Apostoli; la torre quadrata si erge per 50 m. L'interno, m. 104 X 25 e alto m. 25, è a croce latina diviso in tre navate da colonne portate dall'Italia. Ha una sola abside e transetto. Nel corso 68 stalli scolpiti e alcune statue dell'edificio antico. Nel Tesoro preziosi reliquiari. Della ricca Biblioteca sono superstiti l'Evangelario purpureo carolingio in 198 foglietti con cinque iniziali e quattro miniature a piene pagine, conservato nella Biblioteca di Abbéville; inoltre il ms. latino 13359 della Biblioteca nazionale di Parigi. Anche la cronaca del monaco Ariulfo, scritta ca. il 1088, è andata distrutta; egli vi aveva inserito il catalogo della Biblioteca abbaziale (F. Lot, Hariluf, Chronique de l'abbaye de St-Riquier, Parigi 1894). I Carmina Centulenta di Mico, Fregedardo e Odulfo costituiscono la storia poetica dell'abbazia dall'825 all'853 e dall'861 all'871. Le carte del monastero andarono disperse in più luoghi: negli archivi dipartimentale e nazionale, nelle Biblioteche di Amiens e di Parigi (Nazionale e dell'Arsenale).