SALVADOR, EL. - La più piccola (34.126 kmq.) delle Repubbliche centro-americane e l'unica che si affacci solo sul Pacifico.

(Int. Alinari)
I. GEOGRAFIA
Il territorio è formato da un alto-piano interno (600 m. di altezza, in media), con vulcani in parte ancora attivi, e da una non larga cimosa litoranea, interrotta da lagune. Il clima è caldo-umido sulla costa, più temperato e sano nelle regioni elevate. Il S. è paese agricolo; prodotti principali sono: il caffè, largamente esportato, la canna da zucchero, il cacao, il tabacco, l'agave e, di recente, il cotone; i cereali (mais e riso) provvedono al fabbisogno interno. Ricche di essenze pregiate le foreste; mediocri le risorse minerarie (oro e argento). Le industrie, nonostante i moderni progressi (tessili), hanno valore meramente locale. Va tuttavia notato che il S. è, per il suo sviluppo economico, lo Stato più evoluto dell'America centrale.La popolazione (2.200.000 ab.) è costituita per il 15% da bianchi, per il 10% da amerindi e per il 75% da meticci. La sua densità (60 a kmq.) è la più alta del centro-America. L'unica città che supera i 100.000 ab. è la capitale, S. S. La Unione (10.000 ab.) è il porto di maggior traffico.
Il S. è una repubblica unitaria, con un presidente rinnovabile ogni sei anni ed un'assemblea legislativa eletta a suffragio universale.
II. STORIA CIVILE ED ECCLESIASTICA
Al tempo della scoperta dell'America e della successiva penetrazione spagnola nelle terre continentali, l'odierno S. era abitato dai Pipili, popolazione azteca, la cui capitale Cuscatlán fu occupata nel 1525 da Pedro de Alvaredo, penetrato nel paese dal Messico attraverso il Guatemala.Tre anni dopo il fratello di Pedro, Giorgio, fondò a poca distanza da Cuscatlán la città di S. S. Il S. fece quindi parte della capitaneria generale del Guatemala, la cui giurisdizione si estendeva su tutte le Repubbliche odierne dell'America centrale (Costa Rica, Nicaragua, Honduras, S., Guatemala) e sulle province messicane di Chiapas e di Yucatan.

(propr. Euc. Catt.)
III. SITUAZIONE GIURIDICA DELLA CHIESA
La recente Costituzione, promulgata il 14 sett. 1950, riconosce la personalità giuridica della Chiesa cattolica (art. 161), mentre le altre Chiese possono ricevere il riconoscimento, richiedendolo caso per caso.Sono state, però, abolite tutte le modificazioni apportate dalla Carta costituzionale del 1945 a quella del 1886, favorevoli alla Chiesa medesima. Nessun cenno, p. es., vi è fatto alla religione cattolica come quella professata dalla grandissima maggioranza del popolo. È vietato ai ministri di qualsiasi culto di appartenere a partiti politici e di ottenere cariche pubbliche (art. 24). Parimenti è vietato lo stabilirsi nel territorio nazionale di ordini contemplativi (art. 156) e vi sono limitazioni per il diritto di proprietà di enti e congregazioni religiose (art. 140). Dal 1882 è imposta la precedenza dell'atto
civile sul matrimonio religioso; il Codice civile ammette con facilità il divorzio; i figli illegittimi sono equiparati in tutto ai legittimi. Tale legislazione contribuisce non poco alle lamentevoli condizioni dell'istituto famigliare nel S.
Nell'art. 201 è stata riaffermata la laicità della scuola, soppressa con il decreto di riforma costituzionale del dic. 1945, ed anche la situazione delle scuole private è divenuta meno favorevole, essendo state assoggettate a regolamentazione ed ispezioni da parte dello Stato, il quale inoltre può avocare a sé, in maniera esclusiva, la formazione degli insegnanti (art. 202). La Costituzione dispone poi che le scuole private non potranno rifiutare di accettare un alunno, adducendo come motivo l'illegittimità dei natali (art. 202). Altre disposizioni legislative, dal 1926 per le scuole secondarie e dal 1939 anche per quelle primarie, esigono che l'80 % degli insegnanti siano salvadoregni. Esse, tuttavia, che riuscirebbero di grave pregiudizio per i collegi tenuti da personale religioso, non sono rigorosamente applicate.
Nella nomina dei vescovi non spetta al governo del S. nessuna ingerenza né alcuna forma di diritto di patronato.
I rapporti tra la S. Sede e la Repubblica del S. sono normali. Tra le due parti esistono relazioni diplomatiche, con un nunzio apostolico accreditato presso il governo del S. e un ambasciatore presso la S. Sede.
Dal 1935 la rappresentanza pontificia nel S. è unita, nella persona del titolare, a quella del Guatemala.
IV. ORDINAMENTO SCOLASTICO
Si deve constatare che la Repubblica del S. sta compiendo un lodevole sforzo efficace per migliorare sia il grado di istruzione ed educazione del popolo, sia il trattamento del corpo insegnante.La scuola elementare abbraccia 6 anni; nel 1951 le scuole erano 1520 (con tendenza ad aumentare notevolmente) dirette da 3700 istitutori con 11.000 alunni. La scuola secondaria, denominata « Cinque corsi di scienze e lettere », abbraccia 5 anni; nel 1951 si aveva 1 scuola normale e 22 scuole professionali, con un totale di 3336 alunni. Dà il titolo di baccelliere e con questo apre l'accesso all'Università. La quale è eretta nella capitale, è dotata di cinque Facoltà e frequentata da 900 studenti.
Degna di rilievo è la « Fattoria di riabilitazione di Rafael Campo » in favore dei delinquenti minorenni, nella quale vengono attuate le più recenti esperienze sia nel
campo dell'agraria, sia in quello della rieducazione, tenendo conto dell'ambiente e del carattere dei rieducandi per meglio prepararli alle circostanze sociali, in cui torneranno a vivere. Così pure è da notare l'impulso dato per facilitare la lettura di libri e documentazione, creando nuove biblioteche pubbliche e ampliando quelle già esistenti; tutte con il prestito gratuito.
Le somme stanziate per la cultura e l'istruzione popolare rappresentano il 13,5% del bilancio generale dello Stato.