SALVIATI, SCIPIONE. - Uno degli uomini più rappresentativi del laicato cattolico, n. a Parigi il 23 giugno 1823, m. a Roma il 15 giugno 1892.
Figlio del principe Francesco Borghese e della principessa Adele de la Rochefoucauld, nipote del card. Gregorio Salviati, ultimo di questa famiglia. Per volontà del card. Salviati, Scipione ne ereditò il cognome e il titolo ducale; e sostituì al suo cognome quello di S. Scipione percorse gli studi in Roma dove la famiglia si era trasferita, dimostrando elevata intelligenza. Nel 1848 si arruolò nella guardia civica; ma nel 1849, sopraggiunto il triumvirato di Mazzini, si rifugiò in Francia e ritornò a Roma appena ripristinato il governo pontificio. Nel 1860 fu tra i principali promotori d'un movimento in Roma e propose al Papa di costituire un corpo armato di cattolici d'ogni parte per fronteggiare l'invasione piemontese. Quando invece, nel 1867, Garibaldi tentò la conquista di Roma, si formò un battaglione di volontari romani ed il S. con il grado di capitano si distinse in operazioni militari.
Dopo il sett. 1870 fondò la «Società primaria romana per gli interessi cattolici»; più ancora si occupò CATTOLICITÀ (v.). Tenne la presidenza effettiva del I Congresso a Venezia nel giugno 1874; del II a Firenze nel sett. 1875 in cui l'Opera fu stabilmente costituita; del III a Bologna nell'ott. del 1876. Nel maggio 1878 ACQUADERNI, GIOVANNI (v.) quale presidente del Comitato generale permanente e tenne la presidenza effettiva anche del V Congresso a Modena nell'ott. del 1879. Ma la salute scossa gli impedì di presiedere il VI a Napoli nel 1883, e lo costrinse a rinunciare alla presidenza del Comitato generale nel 1885. Leone XIII lo confermò quale capo morale dell'Azione Cattolica italiana con il titolo di presidente onorario. Oltre che all'Opera dei Congressi, il duca S. diede la sua zelante attività alle molteplici iniziative della Gioventù cattolica italiana, alla Società di S. Vincenzo de' Paoli e ad altre istituzioni di beneficenza in Roma.