Nata da una modista parigina e da Maurice Dupin, nipote del maresciallo Maurizio di Sassonia, fin dalla prima giovinezza espresse quel temperamento ribelle e pretenzioso, esaltato e passionale, che fu poi il tono della sua vita. Sui quindici anni ebbe una crisi di misticismo. Diciottenne, per rendersi indipendente dalla famiglia, sposò Casimir Dudevant, colonnello a riposo, dal quale ebbe due figli. Nel 1831, sempre in cerca di libertà, abbandonò la famiglia per Parigi, ove iniziò la professione di scrittrice. Già con le prime opere, Indiana, Valentine (1832) e Lélia (1833), riportò un notevole successo, perché esse appagavano pienamente il gusto romantico del tempo. Da allora, la sua vita fu tutto un susseguirsi di relazioni piccanti e scandalose. È famoso il viaggio a Venezia con il de Musset. Tra le sue amicizie più notevoli son quelle di Heine, Balzac, Flaubert e infine Chopin. Si occupò anche di politica e costituì il primo esempio di donna totalmente « emancipata » dei tempi moderni.
Nella sua enorme produzione (oltre 140 volumi), riassume pregi e maggiormente difetti di tutta l'età romantica, e, per una liricizzante e misticizzante retorica di derivazione prevalentemente byroniana, nonché per una tematica a tesi, spesso informata a motivi confusamente politici e sociali, riesce di ben scarso rilievo al vaglio dell'odierna critica. La sua vita e le sue opere costituiscono sovente una vera e propria apologia dell'immoralità. Sono all'Indice omnes fabulae amatoriae (decr. 27 nov. 1840; 30 marzo 1841; 5 apr. 1842; dic. 1863).