SCALABRINI, GIOVANNI BATTISTA

SCALABRINI, Giovanni Battista. - Vescovo di Piacenza, fondatore dei Missionari di S. Carlo (Scalabriniani) e della Società S. Raffaele, n. a Fino Mornasco (Como) l'8 luglio 1839, m. a Piacenza il 10 giugno 1905.

Ordinato sacerdote il 30 maggio 1863, fu rettore del Seminario di Como dal 1867 al 1870. Preconizzato vescovo di Piacenza nel 1875, in trent'anni di episcopato rinnovo la diocesi con lavoro apostolico indefesso, distinguendosi particolarmente per i Sinodi diocesani, il culto eucaristico e la diffusione dell'insegnamento del catechismo. La sua opera oltrepassò i confini della diocesi ed ebbe risonanza nazionale ed internazionale soprattutto per il chiaro ROMAGNA (v.) e per le molteplici iniziative nel campo dell'assistenza agli emigrati italiani.

Nel 1888 pubblicò un opuscolo Intransigenti e transtigenti, osservazioni di un vescovo italiano, che non portava però il suo nome. La pubblicazione, già approvata da Leone XIII, che ne aveva lette le bozze, suscitò molto scalpore tra gli intransigenti che l'attaccarono violentemente nell'Osservatore cattolico, diretto da d. Davide Albertario. Egli aveva ben compreso che era impossibile la ricostruzione dello Stato Pontificio nel modo e nella estensione avuta fino al 1870. D'altra parte si rendeva perfettamente conto che il papa non poteva né doveva essere nella condizione di suddito. Asserita quindi la possibilità di una coesistenza del principato civile del Pontefice con l'unità d'Italia, auspicava che gli Italiani, consci della forza del Pontificato e persuasi del proprio vantaggio, restituissero spontaneamente al Pontefice quel tanto di principato civile che rendesse tollerabile la sua condizione.

Egualmente precisa la posizione di mons. S. nella questione della partecipazione dei cattolici italiani alla vita politica. Non esitò a chiamare rovinosa la formola né eletti né elettori. In materia sociale sostenne una più equa distribuzione della ricchezza e l'elevazione delle masse operaie e contadine. Fu particolarmente agli emigranti di tutta Italia che egli dedicò opera indefessa, colpito come fu dalle misere e umilianti condizioni nelle quali venivano a trovarsi (v. DAMIANITI, EMIGRAZIONE).

Le iniziative pratiche di mons. S. furono, oltre la fondazione di una Congregazione religiosa di missionari (Missionari di S. Carlo [v.]), per procurare assistenza religiosa e morale agli emigranti, particolarmente nei luoghi ove andassero a stabilirsi, la fondazione di un'opera per l'assistenza materiale e sociale agli emigranti, allo scopo di sottrarli a vergognose speculazioni (Società S. Raffaele); l'istituzione di uffici nei porti di sbarco per il collocamento degli emigranti. Le opere fondate da mons. S. sorsero tra innumerevoli difficoltà e si diffusero particolarmente nelle due Americhe, ove egli si recò nel 1901 e nel 1904, per visitarle e incrementarle. Il Processo Ordinario per la beatificazione è già depositato presso la S. Cong. dei Riti.

Sebbene non ne costituiscano il merito principale, pure non vanno dimenticati i suoi scritti: Il Concilio Vaticano (Como 1873, con successive 4 edd.); Piccolo catechismo proposto agli asili d'infanzia (1875); Catechismo cattolico (1877); L'emigrazione italiana, considerazioni e proposte (1888); Dell'assistenza all'emigrazione nazionale e degli istituti che vi provvedono (1891); L'Italia all'estero (1899).

BIBL.: Mons. G. B. S., vescovo di Piacenza; trent'anni di apostolato: Mem. e docum., Roma 1909; L. Sterlocchi, Cenni biografi. di mons. G. B. S., vesc. di Piacenza, Como 1912; E. Soderini, Leone XIII, II, Roma 1933, passim; F. Gregori, La vita e l'opera di un grande vesc. mons. G. B. S., Torino 1934.