SEDECIA (EBR. SIDHĀYIJĀHĀ « GIUSTIZIA DI JAHWEH »)

SEDECIA (ebr. Sidhāyijāhā « giustizia di Jahweh »). - Ultimo re di Giuda (597-86), Iosia (v.) Ioachaz (v.); fu posto sul trono in età di 21 NABUCHODONOSOR II (v.) Ioachin (v.), tratto in esilio a Babilonia. Il suo nome era Matthania, cambiato in quello di S. dallo stesso Nabuchodonosor (II Reg. 24, 17), che gli impose anche il giuramento di fedeltà (II Par. 36, 13).

Sui fatti del suo regno, appena abbozzati nei libri storici (II Reg. 24-25; II Par. 36), si hanno copioso informazioni dal libro di Geremia (capp. 27-39). Governò in un periodo difficilissimo, sia per la dura condizione di vassallaggio verso Babilonia, stabilitasi con il primo intervento di Nabuchodonosor nel 597, sia per la interferenza dell'Egitto nella politica del barcollante regno di Giuda.

Dubbioso ed incerto, non fu mai all'altezza della situazione e la sua arrendevolezza alla politica della fazione antibabilonese, contro i ripetuti consigli di Geremia, accelerò la catastrofe finale. Sulla sua condotta religiosa e morale è dato questo sfavorevole giudizio: « Fece ciò che dispiace al Signore Dio suo; non si piegò al profeta Geremia che gli parlava in nome di Dio » (II Par. 36, 12). Finché visse il faraone Nechao, il quale dopo la disfatta di Carcamis (605 a. C.) ritenne prudente non immischiarsi nelle faccende palestinesi, la situazione si mantenne abbastanza tranquilla; ma l'anno della lui morte (593 a. C.) S., per istigazione del partito antibabilonese, promosse in Gerusalemme un convegno dei vari Stati palestinesi, Edom, Moab, Ammon, Tiro e Sidone (Ier. 27, 3) con l'evidente scopo di scuotere il giogo babilonese. L'astensione del faraone Psammetico II determinò il fallimento della lega, ma il re di Giuda S. dovette recarsi a Babilonia e giustificarsi presso Nabuchodonosor, cui il detto convegno era apparso più che sospetto. Tornato a Gerusalemme, ridivenne preda dello stesso partito, rinfocolato dall'azione sobillatrice di vari pseudo-profeti che preconizzavano l'imminente autonomia del regno (Ier. 28), mentre il Tempio era aperto all'invasione dei culti idolatrici (Ex. 8). Succeduto a Psammetico II nel 588 il faraone Ephree, decisamente avverso alla potenza babilonese, la corrente agitatoria divampò in aperta rivolta. Contro il Re di Babilonia presero le armi, insieme al Re di Giuda, tutti gli Stati palestinesi, stretti in una lega che faceva capo all'Egitto. Ma Nabuchodonosor, partito in quello stesso anno con un grosso esercito, si accampò a Reblatha sull'Oronte; poi invase il territorio di Giuda e strinse d'assedio Gerusalemme (anno 9° di Sedecia, verso dic. del 588 a. C.; II Reg. 25, 1); la città si difese eroicamente per 18 mesi, in attesa che arrivasse l'aiuto egizio; Geremia, che per la salvezza di Gerusalemme e della nazione consigliava la resa ai Caldei, fu gettato in prigione; anche qui S. continuò segretamente a consultarlo, senza però seguirne mai i consigli (Ier. 27, 17 sgg.; 38, 14 sgg.). Dopo un anno, avendo dovuto i Caldei interrompere l'assedio per non essere presi alle spalle dagli Egizi, sembrò spuntare a Gerusalemme l'aurora della vittoria; i Caldei, sbarazzati presto degli Egizi, ripresero l'assedio. La città, già estenuata dalla fame e dalle epidemie, non resistette più a lungo e l'anno 11° di S., nel giugno 587 a. C., fu invasa dagli assedianti, che la misero a ferro e a fuoco. S., fuggito con i principali capitani, fu raggiunto presso Gerico e fatto prigioniero (Ier. 39, 2 sgg.). Condotto a Reblatha avanti a Nabuchodonosor, l'infelice padre vide sgozzare alla sua presenza tutti i suoi figli (II Reg. 25, 2-4); dopo di che il re caldeo gli fece cavare gli occhi ed incatenato lo spedì a Babilonia (ibid. 25, 6-7), ove morì in prigione. Così ebbe tragicamente fine il Regno di Giuda: il Tempio fu incendiato, tutto il paese devastato (ibid. 25, 8-21).

BIBL.: H. Hellmann, Chronologia libri Rigum, Roma 1914, pp. 701-14; A. Pohl, Historia populi Israéli a divisione regni ad exilium, ivi 1933, pp. 157-61; W. Caspari, Vorfahren und Vorgeschichte des letzten jüdischen Königs, in Klio, 26 (1933), pp. 186-210; G. Ricciotti, Storia d'Israele, I, Torino 1934, pp. 485-95. Gaetano Stano
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“SEDECIA (EBR. SIDHĀYIJĀHĀ « GIUSTIZIA DI JAHWEH »).” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 152. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/sedecia-ebr-sidhayijaha-giustizia-di-jahweh.