SEGANTINI, GIOVANNI

SEGANTINI, GIOVANNI. - Pittore n. ad Arco nel Trentino il 15 genn. 1858, m. sullo Schafberg in Engadina il 28 sett. 1899.
SEGANTINI, GIOVANNI. - Pittore n. ad Arco nel Trentino il 15 genn. 1858, m. sullo Schafberg in Engadina il 28 sett. 1899.

Rimasto orfano di madre quando era ancora fanciullo, venne condotto dal padre, falegname, a Milano, ma presto abbandonato anche da questi ed affidato ad una sorellastra ebbe una prima giovinezza travagliatissima. Riuscito ad entrare all'Accademia di Brera, nel 1879 si distinse con un quadro dal titolo: Coro di S. Antonio che come altri di quel suo primo periodo mostra rapporti con il fare dell'ambiente milanese contemporaneo. Amico del Longoni, del Mentessi e di Luigi Grubicy, subì l'influsso delle ricerche tecniche divisionismo (v.). Trasferitosi nel 1881 in Brianza prima, e quindi a Savognino, alla ricerca di atmosfere sempre più limpide, giunse ad esprimere, in un gruppo di opere di alto valore lirico, il suo sincero amore per la natura e le sue manifestazioni. Dotato di un forte senso decorativo, questo pose sovente ad esprimere i riposti significati di talora generiche allegorie moralistiche ed umanitarie nate dalla sua stessa amorosa contemplazione del creato. Così nelle Due madri (1889) della Galleria d'arte moderna di Milano e nel più tardo Amore alle fonti della vita e nell'Angelo della vita della stessa raccolta, dipinti dopo che s'era trasferito nel 1894 sul Moloia. Altre sue opere di grande qualità, e giustamente famose, sono in musei e raccolte italiane e straniere: così la Ragazza che fa la calza (1888) della Kunsthaus di Zurigo e Alla stanga della Galleria naz. d'arte moderna di Roma. - Vedi tav. XV.

BIBL.: W. Ritter, G. S., Vienna 1897; R. Calzini, S., Milano 1934; E. Somarè, S., Bergamo 1937; N. Barbantini, G. S., Venezia 1945; F. Petriccione, S., Novara 1945; G. Castelfranco, Pittori ital. del secondo Ottocento, Roma 1952, p. 50.

Emilio Lavagnino