SIDNEY, PHILIP, sir. — Scrittore, n. a Peshurth il 30 nov. 1554, m. a Arnheim (Paesi Bassi) il 17 ott. 1586.
È considerato come il tipico gentleman dell'Inghilterra elisabettiana, con le virtù del cortigiano, del soldato
e dello scalare, nella tradizione rinascimentale italiana e francese, protettore di artisti e di letterati, letterato egli stesso, e difensore della religione nazionale. Le sue opere, postume, comprendono il lungo romanzo epico-pastorale Arcadia (1590), che si pone accanto all'opera del Sannazaro e alla Diana di Jorge de Montemayor, scritto in prosa, talvolta prolissa, intercalata da liriche di carattere soprattutto amoroso; l'Apologie for Poetrie (1598), scritta in seguito ad un attacco contro il teatro da parte di Stephen Gosson, che lo fa il primo rappresentante della critica letteraria del Rinascimento inglese e in cui si trovano interessanti giudizi sulla produzione contemporanea; e Astrophel and Stella (1591), raccolta di sonetti indirizzati a Penelope Devereux, che pongono il S. fra i rappresentanti più cospicui e più originali in Europa del genere di lirica petrarchesca.