SIDGWICK, HENRY

SIDGWICK, HENRY. — Filosofo, n. il 31 maggio 1838 a Skipton (Yorkshire), m. il 28 ag. 1900 a Cambridge. Studiò a Cambridge. Fellow del Trinity College (1859), fu incaricato (1869) dell'insegnamento della filosofia morale e, più tardi, anche della filosofia politica. Nel 1882 fu eletto presidente della Society for psychical research, di cui fu uno dei principali promotori.

Il S. BENTHAM, JEREMY (v.) e di J. MELLO (v.) dimostrando però, in conseguenza dei suoi studi della filosofia di Kant, una coscienza più viva delle difficoltà di conciliare l'imperativo altruistico del sistema con il suo concetto edonistico del bene. L'atto con cui si apprende la «desiderabilità» di una cosa possiede, per S., un valore oggettivo e interpersonale ed è, simultaneamente, uno stato di coscienza gradevole. Lo stesso orientamento edonistico della vita soggettiva richiede perciò di scegliersi fini valevoli per tutti, e di vincere le tendenze egoistiche. In materia di parapsicologia ha il merito di aver istituito una delle prime ricerche sperimentali sui fenomeni di telepatia (v.).

Opere principali: Methods of ethics (Londra 1875, 6ª ed. 1901); History of ethics (ivi 1879, 4ª ed. 1896); Principles of political economy (ivi 1883); The elements of politics (ivi 1891); Practical ethics (ivi 1898); Philosophy, its scope and relations (ivi 1902); The philosophy of Kant and other lectures and essays (ivi 1905).

BIBL.: A. G. Sinclair, Der Utilitarismus bei S. und Spencer, Heidelberg 1907; P. Bernays, Das Moralprinzip bei S. und Kant, Ottignia 1910; C. D. Broad, H. S., in The Hibbert Journal, 37 (1938), pp. 25-43.