SIMONE MAGO

SIMONE MAGO. - Samaritano, contemporaneo degli Apostoli (Act. 8, 9-24). S. Giustino (Apol., I: PG 6, 3-68) lo dice nativo di Gitton (Πττων); il diacono Filippo nell'ermagelizzare la Samaria vi trovò S., il quale si era acquistata straordinaria fama per le sue magie (μαγεών), sì che le folle di Samaria lo seclamavano: « Costui è la Potenza di Dio, quella chiamata Grande » (Act. 8, 9-10).

Gli Atti degli Apostoli narrano del suo battesimo, Pietro (v.) e della sua turpe offerta al medesimo (ibid. 8, 9 segg.). Di lui parlano anche Giustino, Ireneo, Clemente Alessandrino, Ippolito, Eusebio, le pseudo-Clementine Pietro (v.).

Giustino riferisce (Apol., I, 26; Dial. cum Tryh., 120) che S. nei suoi viaggi era accompagnato da certa Elena, già prostituta, la quale sarebbe « l'idea primordiale » (έννυα) proveniente da lui « grande potenza di Dio » (nozioni di schietto sapore gnostico); inoltre che S. venne a Roma sotto l'imperatore Claudio e vi continuò le sue arti magiche ed ebbe onori divini con una statua nell'Isola Tiberina recante l'iscrizione « Simoni Deo Santo » (la iscrizione, sullo zoccolo della statua ivi ritrovata nel 1574, diceva: « Semoni Sanco Deo Fidio », e si riferiva alla divinità sabina Semo Sancus).

S. Girolamo attribuisce a S. queste parole: « ego sum Sermo Dei, ego sum Speciosus, ego Paraclitus, ego Omnipotens, ego Omnia Dei » (In Matth., XXIV, 5: PL 26, 183), che pare un'amplificazione di Act. 8, 9-10. Ireneo presenta S. come la fonte di tutte le eresie (Adv.

hner., I, 23, 2; 27, 4), cioè delle eresie gnostiche che ha principalmente di mira. Nei brevi cenni di Giustino, che sono i più attendibili, si scorgono i germi dottrinali che sono alla base della gnosi. Peraltro è difficile, per la scarsezza di dati sicuri e precisi, ricostruire la gnosi simoniana. Secondo Ippolito (Philosoph., VI, 7, 20) S. avrebbe scritto un'opera intitolata Ἀπόρσος μετφίλ, «Grande dichiarazione». Ma è probabile che questo scritto provenga dai seguaci di S., detti simoniani, setta gnostica che persisteva ancora nel sec. IV, come si apprende da Eusebio (Hist. eccl., II, 13). Leggendarie sono le notizie degli apocriti Atti di Pietro e delle pseudo-Clementine (Homil., 2, 22 sgg.; 4, 4 sgg.; Recognit., 1, 72; 2, 7 sgg.; 3, 12 sgg.) Pietro (v.) a Roma o in Siria, e sulla sfida a volare, precipitando in seguito alle preghiere dello stesso Apostolo. L'opinione di Ch. Baur, che sul labile fondamento delle omelie ps.-Clementine vedeva in S. il Mago l'esponente della lotta del paolinismo contro il petrinismo, è del tutto sorpassata.

BIBL.: L. Cerfaux, La gnose simonienne, in Rech. de sc. relig., 16 (1925), pp. 489-511; 17 (1926), pp. 5-20, 265-86, 281-503; H. Dannenbauer, Die röm. Petruslegende, in Hist. Zeitschrift, 146 (1932), pp. 239-62; G. Ricciotti, Gli Atti degli Apostoli tradotti e commentati, Roma 1951, pp. 150-57; E. Amann, Apocryphes du Nouv. Test., in DIB, I, coll. 496-98 e 514-18. Gaetano Stano
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“SIMONE MAGO.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 392. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/simone-mago.