SETHIANI. - Nome di una setta gnostica, che, Seth (v.) o se-
sethiti, metteva il patriarca Seth al centro della sua speculazione.
Origene, Fragm. in Epist. ad Titum, nella Apologia di Panfilo (PG 14, 1303 D; in Mt. comm. [CB. 11 ser. 28, p. 51, 10]) conosce questo gruppo ed anche Epifanio, Panarion 30, 1,2 (ed. K. Holl, I [CB. 25] p. 72, 3-5) lo menziona. Serapione di Tmuis distingue i s. dai marcioniti e valentiniani (Adversus Manichaeos, ed. K. Casey [Cambridge 1931], p. 30; V. Didimo, Epist. Iud.; PG 39, 1813 C). Il nome della setta probabilmente non deriva dall'uso di scritti attribuiti al patriarca, ma dalla credenza di appartenere alla prole spirituale di Seth. Questa idea è basata sopra una interpretazione dei figli di Seth come «figli di Dio» (Gen. 5, 3 e 6, 2). La speculazione è probabilmente di origine giudaica e per questa ragione la gnosi giudaica è stata solo leggermente cristianizzata (identificazione di Seth e Cristo). Forse si deve cercare l'origine della speculazione dei s. in Mesopotamia, dove si trova AUDIENTI (v.). I s. sono una delle più antiche correnti della gnosi, qualche volta si nascondono sotto il nome generico di gnostici, qualche volta sotto altri nomi (arcontici). La Biblioteca gnostica trovata a Nag-Hammadi, in Egitto viene dall'ambiente dei s. Sulle dottrine dei s. si veda Ippolito, Refut., V, 19-22 ed Epifanio, Haeres., 39 (cf. Ps. Tertulliano, Adv. omnes haer., 2; Filastro, Haeres., 3).