SIMONI, Simone. - Teologo e medico protestante, n. forse a Lucca nel 1532, m. a Cracovia ca. 1602.
Partecipe di tutte le irrequietudini teologiche, le propensioni radicali, i vagabondaggi in terre straniere che contraddistinguono i più autorevoli «riformatori» italiani del '500, e con una particolare inclinazione al panesimo, derivata dalla formazione nell'aristotelismo alessandrino. Studiò a Lucca, poi medicina e filosofia a Bologna, Pavia, Padova, dove per qualche tempo tenne cathedra. A Ginevra nel 1565, aderì apertamente al calvinismo, ottenendovi la cittadinanza e una cattedra di filosofia, e, poco dopo, pure di medicina. Per le sue dottrine entrò in conflitto con Beza e con la comunità italiana riformata. Esiliato, si rifugiò in Francia, dove, come medico, ebbe l'incarico dell'insegnamento al Collegio reale di Parigi; espulso anche di lì perché protestante, fu ad Heidelberg (Palatinato) dove si urtò con l'ortodossia luterana a causa della sua interpretazione simbolica dell'Eucaristia. Nel 1579 lo si trova a Lipsia medico dell'Elettore e professore di filosofia; quindi dal 1581 a Praga, Breslavia, Cracovia, medico di corte di Rodolfo II di Ungheria e Boemia e di Stefano Bathori.