SOFIOLOGIA

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SOFIOLOGIA. - Dottrina filosofico-teologica o gnostica (v. GNOI russa contemporanea) di una serie di pensatori russi recenti sulla fondazione del mondo, specialmente dell'uomo e dell'uomo-Dio, Cristo in Dio, Sapienza Eterna; può dirsi anche dottrina sulla trasparenza della bellezza dell'Eterna Sapienza nelle creature. Il metodo della s. è più artistico-intuitivo che non propriamente discorsivo; a base della s. sta una esperienza mistica, non chiaramente soprannaturale, bensì intuitiva, visionaria naturale.

I. RAPPRESENTANTI PRINCIPALI

Primo sofologo nel senso proprio è Vladimiro Soloviev (1853-1900). Dipendono da lui il sacerdote P. A. Florenskij (n. nel 1881), l'arciprete S. N. Bulgakov (1871-1944), i due fratelli Sergio N. e Eugenio N. Trubetskoj (1862-1905; 1863-1920), i poeti simbolisti, tra i quali principalmente V. I. Ivanov (1866-1949), poi L. P. Karsavin (n. nel 1882), V. Il'in, L. Zander (discepolo di Bulgakov ed autore dell'opera Dio e il mondo [in russo], 2 voll., Parigi 1948) in senso molto ristretto anche N. A. Berdjaev (1874-1948), e altri.

II. DOTTRINA

Soloviev parla della Sofia anzitutto nelle Lezioni sulla divino-umanità (sul teandrismo; 1878-1881), nella terza parte di La Russie et l'Eglise universelle (1889) e in una lunga poesia autobiografica Tre incontri (cioè con la Sofia-Sapienza; 1898). Poticamente la delle scrive come un essere femminile di singolare bellezza, come una «eterna amica». Speculativamente la determina come «l'unità prodotta nel divino organismo di Cristo», «il corpo di Dio, la materia della divinità pervasa dal principio dell'unità di Dio», come «unità creata, principio dell'umanità, l'uomo ideale o normale» o anche «l'umanità ideale perfetta, contenuta ab eterno nell'essenza totale di Dio o di Cristo», o, infine (in un discorso del 1898 su A. Comte), come «essere grande reale e femminile, la vera, pura e piena umanità stessa, la più alta e comprensiva forma e l'anima viva della natura e dell'universo, che è sempre unita con la divinità e tutto unisce con essa». Soloviev talvolta distingue la Sofia dall'unita del mondo», che, con la caduta si separò da Dio, talvolta piuttosto l'identifica con lei.

Opera principale del Florenskij è il libro Colonna e fondamento della verità (Mosca 1914; cf. I Tim. 3, 15). Criterio di verità è per lui la bellezza spirituale; la Sofia, come «quarta ipostasi», partecipa alla vita della S.ma Trinità. Dal punto di vista dell'Ipostasi del Padre, essa è sostanza ideale, fondamento della creatura, la potenza o forza del suo essere; dal punto di vista dell'ipostasi del Figlio, essa è la ragione, il senso, significato, la verità o la giustizia della creatura; dal punto di vista dello Spirito Santo, essa è la spiritualità, santità, purezza, illibertezza, bellezza della creatura. Più in concreto e nell'ordine della salvezza, Florenskij vede la Sofia come il corpo (l'umanità individuale) di Cristo, poi il suo corpo sociale o la Chiesa, e dentro la Chiesa specialmente quella creatura che di più splendere nella sua bellezza verginale ed immacolata: Maria, la Madre di Dio.

Più di tutti gli altri Bulgakov ha svolto il tema sofistico, dapprima più dal punto di vista filosofico (nel libro La luce senza tramonto, Mosca 1917), poi più teologicamente. Fondamentali sono due trilogie: 1) la moralogia esposta nel libro Il roceto ardente; la dottrina su S. Giovanni Battista, contenuta in L'amico dello Sposo; e l'angelologia in La scala di Giacobbe; 2) la dottrina sull'umanità divina, che comprende i tre volumi: L'Angelo di Dio (la cristologia); Il Consolatore (la pneumatologia); e la Sposa dell'Angelo (l'eccelsiologia e l'escatologia). Come i suoi predecessori egli identifica la Sofia non tanto con la sapienza personale, cioè con Cristo, quanto con l'essenza o la sostanza di Dio comune a tutte e tre le Persone divine. Per lui Sofia è lo stesso che l'idea di Dio, il prototipo eterno del mondo creato in Dio, il nome di Dio, il tutto, un essere vivo e tutt'uno, l'anima del mondo; essa risponde all'amor di Dio, secondo il suo carattere passivo, femminile (l'eterna femminilità, secondo l'espressione già adoperata da Soloviev), creaturale, con un amore recettivo. Accusato di introdurre in Dio una quarta ipostasi, Bulgakov di poi distingueva tra ipostasi ed ipostasie, affermando che la Sofia non è una ipostasi, ma solamente un'ipostasie (personificazione). Difatti nel sistema di Bulgakov la Sofia appare talvolta come essere intermediario tra Dio e creatura, talvolta identica e con Dio o con la creatura. Essa, secondo lui, ha «un doppio volto»: con la sua faccia rivolta a Dio è la sua immagine; con la sua faccia rivolta al mondo essa ne è l'eterno fondamento.

III. ORIGINE ED ARGOMENTI DELLA DOTTRINA

Hanno influito sulla formazione della s. il culto della Sapienza di Dio in Oriente, sia a Bisanzio (la Haghia Sofia), sia in Russia; la dottrina del mistico protestante Giacomo Böhme (1575-1624) sulla «Vergine Sofia»; i seguaci di Böhme, cioè tra gli idealisti tedeschi Hegel e specialmente Schelling e von Baader, ed il mistico inglese Pordage; alcuni celebri scrittori russi, Bucharev, Gogol e Dostojevskij.

Poi è indubbia l'influenza del platonismo di Filone e del neoplatonismo, direttamente e mediante l'idealismo germanico. Bulgakov vede nella medesima linea le cifre presso i pitagorei, i nomi presso taluni mistici, le idee in Platone, le entelechie in Aristotele, i caratteri ebraici nella Cabala, le energie divine dei Palamiti e la Sofia.

I sofologij vedono una conferma della loro dottrina nella S. Scrittura (specialmente nelle teofanie e nei libri sapienziali del Vecchio Testamento; le apparizioni di Dio, la «gloria» di Dio, il «nome» di Dio, la nube e la colonna di fuoco, sono per loro manifestazioni della Sofia) e nell'insegnamento dei ss. padri Atanasio, Gregorio di Nissa, Agostino, Pseudo-Dionigi Areopagita, Massimo Confessore, Giovanni Damasceno, sui prototipi delle creature in Dio come idee di Dio, pensieri, intenzioni, provvidenze, predestinazioni.

Un altro argomento traggono i sofianici dalla liturgia bizantina. Dal fatto che il culto della Sofia ha un carat-

tere e cristologico e mariano, che la Sofia si venera e nelle feste di Cristo (Natale e Pasqua) e della Madonna (Natività ed Assunzione) essi concludono che la Sofia può personificare diversamente e non si deve senz'altro identificare solo con Cristo, Maria Santissima, la Chiesa, ecc.

Simile argomento essi tolgono dall'iconografia russa, specie dalle tre rappresentazioni della Sofia: 1) a Jaroslav (una schiera di diversi rappresentanti della Chiesa attornia il gruppo della Crocifissione); 2) a Kiev (la Madonna con il Bambino, circondata da santi ed angeli, troneggia in un tempio costruito su sette colonne; allusione ai Prov. 9, 1); 3) a Novgorod (si vede un angolo alato e di colori di fuoco, con un lato la Madonna e all'altro s. Giovanni Battista; sopra questo gruppo principale si vede, in un piccolo medaglione, ancora Cristo, e più in alto si vedono angeli). Le scene rappresentate in queste tre icone hanno ispirato i titoli dei libri di Bulgakov. Comune a queste tre immagini è il nesso tra umanità celeste e terrestre: la presenza di Cristo e di sua Madre. Più difficile è l'interpretazione dell'angelo nell'icona di Novgorod (forse ispirata da fonti occidentali; cf. il racconto del b. Enrico Susone, nell' *Horologium sapientiae* del 1334, di una visione, in cui vide l'Eterna Sapienza talvolta come giovanetto, talvolta come vergine bellissima; d'altra parte si veda anche il racconto dell'apparizione della Sapienza al giovane s. Cirillo, apostolo degli slavi ispirato da Gregorio Nazianzeno). Solo-vie, Florenskij e Bulgakov vedono nell'angelo «l'angelo della creatura», «l'anima ideale del mondo», «la divina tutt'unità nella Sapienza», in una parola, la divina Sofia.

IV. LA CONTROVERSIA SOFIANICA

Si rimproverava a Bulgakov di introdurre in Dio una quarta ipostasi, di ammettere tra Dio e creatura un essere intermediario come gli antichi gnostici, di arrivare al panteismo con l'identificazione della Sofia da una parte con Dio, dall'altra con la creatura. Nel 1935 la s. di Bulgakov (soltanto indirettamente anche quella di Florenskij e Soloviev) fu condannata come eretica, prima dal metropolita, futuro patriarca, Sergio di Mosca, e poi da quella Chiesa russa di emigrati che aveva allora la sede metropolitana a Karlovsti in Iugoslavia. La condanna da quest'ultima gerarchia fu preparata col libro voluminoso dell'arcivescovo Serafim (Sobolev) dei Russi in Bulgaria: *Nuova dottrina sulla Sofia, sapienza divina* (Sofia 1935). Il metropolita Eulogio, alla cui giurisdizione Bulgakov apparteneva, non condannò la dottrina, ma consigliò a Bulgakov di riesaminarla.

V. GIUDIZIO DAL PUNTO DI VISTA CATTOLICO

La s. è una specie di intuizione universale artistica, filosofica, teologica, e, in un certo senso, mistica. Lo svantaggio del metodo intuitivo è l'assenza delle distinzioni necessarie tra soggetto ed oggetto, Dio e creatura. Soloviev, Florenskij, Bulgakov, altri (i due fratelli Trubetskoy invece rimangono più nei limiti ammissibili), non evitano sufficientemente il pericolo del misticismo, gnosticismo, panteismo, intendendo però sempre il «pan-en-teismo», cioè di vedere tutte le cose non come Dio, ma come congiunte con Dio e fondate in lui. Nella s. ben intesa però sono nascoste ricchezze e tesori inesauribili: Iddio stesso, Padre, Figlio e Spirito Santo, è essenzialmente Sapienza; il Figlio di Dio è la sapienza personale. Nella Sapienza divina, sia essenziale, sia personale è fondato il mondo, la creatura, ogni bellezza e perfezione creata. Tutto l'ordine naturale e soprannaturale non è altro che un'immagine, un vestigio, una traccia del prototipo divino (cf. l'insegnamento dei Santi Padri). Specialmente le creature razionali sono immagini di Dio, specchi della sua sapienza e bontà, già con la loro natura, e più ancora mediante la Grazia; ciò vale specialmente dei santi della Chiesa, anzitutto di Maria e di Cristo uomo e Dio.
BIBL.: S. Bulgakov, *The Wisdom of God, A brief summary of sophiology*, Nuova York - Londra 1937; A. M. Ammann, *Darstellung und Deutung der Sophia im vorbetrinchen Russland*, in *Or. chr. per.*, 4 (1938), pp. 120-56; C. Lialine, *Le débat sophologique*, in *Renéhon*, 2 (1936), pp. 168-205; B. Schultze, *Der gegenwärtige Streit um die Sophia, die göttliche Weisheit*, in *der Orthodoxie*, in *Stimmen der Zeit*, 137 (1940), pp. 318-24; d. *Zur Sophiafrage*, in *Or. chr. per.*, 3 (1937), pp. 655-61; d. *Ein Beitrag zur Sophiafrage*, ibid., 5 (1939), pp. 223-26; d. *Sofia, in Humanitas*, 1 (1946), pp. 223-30; L. Zander, *Le Père Serge Boulgakov*, in *Renéhon*, 19 (1946), pp. 168-85; B. Schultze, *Russische Denker. Ihre Stellung zu Christus, Kirche und Papsttum*, Vienna 1950; A. Litva, *La «Sophia» dans la création selon la doctrine de Serge Boulgakov*, in *Or. chr. per.*, 16 (1950), pp. 39-74.