Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Abbazie e monasteri Elenco

SOLESMES, ABBAZIA DI SAN PIETRO DI

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Noto anche come: francese: Abbaye Saint-Pierre de Solesmes, Abbey of Saint-Pierre de Solesmes

SOLESMES, ABBAZIA DI SAN PIETRO - Testa di una delle pie donne, particolare del Sepolcro di Nostro Signore (scultura in pietra locale della fine del sec. XV) - Solesmes, chiesa abbaziale.
SOLESMES, ABBAZIA DI SAN PIETRO - Testa di una delle pie donne, particolare del Sepolcro di Nostro Signore (scultura in pietra locale della fine del sec. XV) - Solesmes, chiesa abbaziale.

SOLESMES, ABBAZIA DI SAN PIETRO di. - Monastero fondato nel 1010 nel Maine (in Francia), da Goffredo di Sablé, con il concorso di monaci benedettini inviati dall'abbazia de «la Couture du Mans».

All'inizio fu un piccolo priorato di cui la storia rimane oscura fino alla guerra dei Cent'anni, durante la quale il monastero fu distrutto dagli inglesi, mentre rimase la chiesa romanica. Ricostruito il priorato, questo conobbe una grande prosperità durante i secc. XV-XVI. I suoi priori, soprattutto dom Bougler (m. nel 1556), ingrandirono la chiesa, adornandola con preziose opere, tra le quali i cosiddetti sepolcri di Nostro Signore della Vergine, di ignoti autori, tra i quali si riconosce qualche mano italiana (1475-1553). Poco dopo il priorato passò in commenda: uno dei migliori priori commendatari fu l'italiano Tommaso Bonzi, emulo di s. Carlo Borromeo. Nel 1664 S. entrò nella Congregazione di S. Mauro, che nel 1723 fece ricostruire gli edifici monastici, meno la chiesa. Nel 1791 la Rivoluzione disperse i monaci: il priore dom De Sageon e il sottopriore dom Papion furono messi in prigione. Il monastero passò attraverso vari proprietari, di cui l'ultimo nel 1832 ne iniziò la demolizione. Allora dom Guéranger (v.) lo prese in affitto, quindi lo acquistò e nel 1833 vi ristabilì la vita benedettina. Nel 1837 Gregorio XVI eresse il priorato ad abbazia e dom Guéranger ne fu il primo abate. S. non tardò a divenire un centro di vita spirituale e punto di partenza d'un rinnovamento della pietà liturgica che si diffuse poi in tutta la Chiesa. I successori di dom Guéranger (m. nel 1875), dom Couturier (m. nel 1890), dom Felatte (abate fino al 1921, m. nel 1937) e l'attuale dom Coxien hanno dovuto sostenere le persecuzioni di un governo laicizzatore, quindi esilio, espulsioni dal 1880 al 1882, esilio in Inghilterra dal 1901 al 1922. Ma tali prove non hanno impedito la vitalità del monastero. Nuove costruzioni vennero erette nel 1895-1900 e nel 1936.

L'imponente edificio sulle rive della Sarthe è una meraviglia architettonica. Oltre dom Guéranger, l'abbazia ha annoverato insigni monaci nel sec. XIX e nel XX, quali dom Pitra (v.) poi cardinale e bibliotecario di S. Chiesa; dom Cagin, noto liturgista; dom Piolin, storico della chiesa del Mans; dom Quentin, revisore della Volgata e primo abate di S. Girolamo in Urbe; dom Pothier e dom Mocquereau restauratori del canto gregoriano; infine dom Delatte, autore dei noti commentari sui Vangeli, le epistole di s. Paolo e la Regola di s. Benedetto.

Bibliografia
BIBL.: Cottineau, II, coll. 3055-56.

Leone Robert

LA RESTAURAZIONE DEL CANTO GREGORIANO

Dom P. Guéranger (v.) restauratore della liturgia romana in Francia comprese che doveva essere complemento necessario anche la restaurazione del genuino canto gregoriano. Guidato dal suo gusto naturale e dai consigli del canonico Gontier di Le Mans, che s'era dato allo studio dei fondamenti storici del canto ecclesiastico tradizionale ed aveva pubblicato (1859) un'importante Méthode raisonnée du plain-chant, seppe dare alla esecuzione zione delle melodie gregoriane nel suo monastero un carattere artistico e religioso in aperto contrasto con la completa decadenza secondo la quale da molto tempo venivano eseguite. E poiché le edizioni allora in uso erano molto difettose, dom Guéranger comprese la necessità di proporne, risalendo con metodo ai manoscritti, un testo che riproducesse il più fedelmente possibile le melodie originali. Nel 1860 affidò le ricerche a dom Paolo Jaussions, cui ben presto aggiunse dom Joseph Pothier (v.) ancora novizio. I loro studi e le loro pubblicazioni aprirono definitivamente la via alla riforma del canto gregoriano da Leone XIII incoraggiata ripetutamente ed efficacemente alla fine del suo pontificato ritirando anche il privilegio delle edizioni tipiche precedentemente accordato in precedenza ad altri e che il beato Pio X dovette tener presente per la pubblicazione del Graduale romano (1907) e dell'Antifonario romano (1912) dell'edizione vaticana. La preparazione di queste edizioni dallo stesso Pontefice fu affidata ai monaci di S. col motu proprio del 25 apr. e col breve del 22 maggio 1904. Una commissione detta « vaticana » presieduta da dom Pothier, divenuto abate di S. Wandrille, fu incaricata della revisione del testo proposto dalla redazione. Questo testo doveva avere per base i lavori fatti a S., dove era stata approntata un'importante collezione di documenti fotografici ad opera specialmente di dom P. Mocquereau (v.), discepolo del Pothier, e da un gruppo di monaci specializzati in questi studi. La collaborazione fra la Commissione e la redazione ordinata da Pio X fu intralciata da gravi divergenze e la responsabilità del Graduale e più ancora dell'Antifonario ricadde solo sul Pothier.

Sciolta la Commissione vaticana, le ricerche scientifiche proseguirono ugualmente a S. sotto la direzione di dom Mocquereau che col 1887 cominciò la pubblicazione della Paléographie musicale, e col 1911 della Revue grégorienne pubblica a Tournai. Vanno anche segnalate le edizioni ritmiche solesmensi che, malgrado le discussioni sollevate, furono di grande utilità e sono tuttora molto diffuse.

Sotto la direzione di dom J. Cajard, succeduto a dom Mocquereau alla scuola paleografica, S. continua le ricerche scientifiche per rendere sempre migliori le edizioni gregoriane. L'Antiphonarium monasticum (1934) dà in modo particolare un'idea dei progressi raggiunti. - Vedi tav. LX.

In alto: VEDUTA DELL'ABBAZIA, lato prospiciente il fiume Sarthe. In basso a sinistra: SEPOLCRO DELLA VERGINE in pietra locale (ca. 1550) - Solesmes, chiesa abbaziale. In basso a destra: SEPOLCRO DI NOSTRO SIGNORE, in pietra locale (fine del sec. xv) - Solesmes, chiesa abbaziale.
Tav. LX In alto: VEDUTA DELL'ABBAZIA, lato prospiciente il fiume Sarthe. In basso a sinistra: SEPOLCRO DELLA VERGINE in pietra locale (ca. 1550) - Solesmes, chiesa abbaziale. In basso a destra: SEPOLCRO DI NOSTRO SIGNORE, in pietra locale (fine del sec. xv) - Solesmes, chiesa abbaziale.(fol. Abbazia di Solesmes)
Bibliografia6 opere
BIBL.: P. Cagin, L'Oeuvre de S. dans la restauration du chant grégor, Roma 1904; M. Rousseau, L'École grégor. de S. 1873-1910, Tournai 1910; D. G. Suñol, Introduction à la Paléographie musicale grégor., Tournai 1936; D. J. Cajard, Les débris de la restauration grégor. à S., ivi 1940; id., La méthode de S., ses principes constitutifs, ses règles d'interprétation, ivi 1951; J. Blanc, L'enseignement musical de S. et la prière chantée, Parigi 1952. Pietro Combes

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Di Leone Roberto

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 936–937.

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Roberto, Leone. “Solesmes, abbazia di san pietro di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 936–937. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/solesmes-abbazia-di-san-pietro-di.

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Roberto, Leone. “Solesmes, abbazia di san pietro di.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 936–937. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/solesmes-abbazia-di-san-pietro-di.

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