SPIRITUS PARACLITUS. - Enciclica del papa Benedetto XV, pubblicata il 15 sett. 1920 (AAS, 12 [1920], pp. 385-422 e Denz-U, nn. 2186-2188) per celebrare il 15º centenario della morte di s. Girolamo (v.), d'importanza basilare per la scienza biblica cattolica. Occupa un posto intermedio tra la Providentissimus Deus (v.), del 18 nov. 1893, e la Divino afflante Spiritu (v.), del 30 sett. 1943, e dà la piena soluzione della questione biblica.
Se la Providentissimus elimina i tentativi di limitare l'ispirazione (v.) delle S. Scritture, se la Divino afflante Spiritu dà ampio respiro per le ricerche metodiche intorno agli agiografi o « autori strumentali » della Bibbia ed ai generi letterari (v.) da essi usati, la S. P. dà la più energica affermazione della verità assoluta, totale, indefettibile, della Bibbia. Elimina la distinzione tra l'elemento religioso detto primario e l'elemento umano detto secondario, sostenendo che l'inerranza (v.), effetto primario dell'ispirazione, si estende semplicemente a tutto ciò che, sotto l'assistenza dello Spirito Santo, l'autore strumentale ha voluto affermare, insinuare, dire. Elimina poi la distinzione altrettanto infelice tra la verità assoluta e la verità relativa o anche economica fra le diverse parti della Bibbia. La verità relativa è quella che non è verità in sé, ma soltanto quanto alle idee sorpassate di quei tempi. Di conseguenza la S. P. condanna la teoria delle apparenze storiche, che era stata oggetto di lunghe discussioni anche fra i cattolici, e risolve la controversia circa l'interpretazione di un passo della Providentissimus. Mette in guardia contro altri tentativi di minare la verità assoluta della Bibbia con l'esagerazione di principi in sé giusti, come la supposizione troppo avventata e troppo estesa di citazioni implicite (v.), di narrazioni storiche solo in apparenza (p. es., midhrdā, racconti popolari, romanzi ecc.), di generi letterari incompatibili con la verità integrale della Parola di Dio, o di opinioni concernenti l'origine di certi libri biblici (specialmente del IV Vangelo) che ne diminuiscono l'autorità umana e ne distruggono l'autorità divina: sarebbe in errore chi dicesse che s. Giovanni mescola i detti e fatti di Gesù con proprie vedute personali o con quelle di un'altra generazione cristiana.
Finiti gli ammaestramenti dogmatici, già preceduti da parecchi decreti della Commissione biblica, la S. P. esorta tutti ad un grande amore verso la parola di Dio, parla delle virtù intellettuali e morali richieste per il suo studio, raccomanda la lettura quotidiana della Bibbia da parte dei fedeli e dà utilissimi consigli per la predicazione: i pastori debbono nutrire il gregge, in tutte le peripezie della vita, d'un cibo spirituale attinto massimamente dal senso letterale della Bibbia. Con ciò l'enciclica incoraggia i movimenti biblici sorti in Austria, Brasile, Canada, Francia, Germania, Spagna, Svizzera ed altrove, e iniziati anche in Italia; specialmente promuove la Pia Società di S. Girolamo (v.).
L'encicl. S. P. ha valore speciale per il tempo presente, in cui la verità assoluta della Bibbia viene aggredita più aspramente che mai: a) con l'eliminazione della mitologia (tale sarebbe il cristianesimo nei suoi misteri; v.
STRAUSS, D. F.) di R. Bultmann (v. VANGELO), che tanto assilla il protestantesimo mondiale; b) con l'eliminazione persino di ogni messaggio centrale (kerygma) della Bibbia, intrapresa dal teologo svizzero F. Buri; c) con l'eliminazione dei misteri (Sacramenti) dal testo neotestamentario fatta da Markus Barth, figlio del noto Karl Barth. Si tratta nei tre casi di un ultimo attacco del razionalismo e mitismo moderno contro la verità della Bibbia. Si vogliono cancellare dalla Bibbia: le verità trascendenti, il messaggio della croce e risurrezione, i Sacramenti fondamentali per la nuova vita dei figli diletti di Dio (p. es., facendo credere con artifici dialettici che nel Nuovo Testamento non vi sia alcun passo che parli del Battesimo in quanto è Sacramento). Di fronte a tali tentativi realmente sovversivi la S. P., che potrebbe dirsi l'inno cattolico alla Verità assoluta ed intangibile della Bibbia, è un richiamo continuo all'ordine: cioè che la Bibbia contiene una verità al di sopra dei sogni temerari del mitismo attuale, al di sopra dell'orgoglio razionalistico.
Bibliografia12 opere
Pietro Nober