STORIA

STORIA. - Gli Sloveni (Sclauen, Stlauen degli antichi testi), quale frazione più occidentale di quelli che

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(da K. Hislacher, Jugoslavica, Berlino BD, tav. II) Slovenia - Veduta del Kamnik.

che si dissero poi Slavi meridionali, si insediarono a gruppi piccoli e frazionati, senza unità statale, verso la fine del sec. vi nei territori alpini delle vallate della Sava e dell'alta Drava, con propaggini etnich
si dissero poi Slavi meridionali, si insediarono a gruppi piccoli e frazionati, senza unità statale, verso la fine del sec. VI nei territori alpini delle vallate della Sava e dell'alta Drava, con propagini etniche verso l'Isonzo e il Timavo superiore.

Il fatto di essersi insediati nei territori alpini, mentre gli Avari dominavano le pianure, li sottrasse ben presto alla loro schiavitù. Rettili dal 623 al 658 dal capo franco Samo, intorno a questo periodo cominciarono ad abbracciare il cristianesimo, mentre successivamente le diocesi di Salisburgo con il vescovo Liufram (850) e di Aquileia saranno particolarmente attive nel condurre gli Sloveni al cristianesimo. Dal punto di vista politico, da quest'epoca sino al 1918 essi rimasero sempre nell'orbita dei potentati feudali germanici o, infine, nell'ambito dell'Impero asburgico. Questa condizione storica impedì la formazione di una classe dirigente nobile e feudale strettamente slovena e gli Sloveni entrarono nel novero di quelle che F. Engels chiamò «nazionalità senza storia», in quanto inserite nella vicenda storica di complessi politici più vasti.

Entrato in crisi il dominio franco, la S. passò sotto quello dei Bavari (745-858), quindi ancora dei Franchi (788-907), dei Magiari (907-955); finché nei sec. XI-XIII piccole dinastie feudali tedesche o comunque soggette all'Impero, dominarono le varie parti della S.: i Babenberg, gli Andechs-Merano, gli Spanheim, i conti di Cilli, il patriarcato di Aquileia, i conti di Gorizia finché con la salita degli Asburgo al trono imperiale la S. rimase stabilmente legata a Vienna (salvo la parentesi napoleonica) sino al 1918.

Un momento importante nel processo di formazione di una coscienza nazionale slovena è rappresentato dalla Riforma e dalla Controriforma, poiché l'una e l'altra contribuirono potentemente alla formazione di una lingua scritta slovena e, conseguentemente, a individuare meglio la nazionalità slovena. Primus Trubar, sloveno riformato, intorno al 1551 stampò a Tubinga un Catechismo, un Abcedario e nel 1557 l'intero Nuovo Testamento in lingua

slovena; nel 1584 Giorgio Dalmatin tradusse l'intera Bibbia, mentre Adam Bohorič, scolaro di Melantone, con le sue Arcticae horulae (1584) stese la prima grammatica slovena. Per contro, esponenti della controriforma in S. - da M. Kastelec al cappuccino p. Hyppolitus ecc. per tutto il sec. XVIII - risposero a questa letteratura riformata con grammatiche, omelie, prediche, traduzioni della Bibbia (Japelj e Kumerdej, 1784-1802) ecc. La coscienza nazionale slovena ne uscì rafforzata e, più tardi, in sede politica, la creazione delle Province Illiriche da parte di Napoleone, con capitale Lubiana (1809-13), sarà considerata come un nuovo suggello alla loro fisionomia nazionale, anche se la mancanza di una classe dirigente slovena permanesse come elemento di fondo negativo che scomparirà solo a partire della seconda metà del sec. XIX. A questa epoca, dal 1848 in poi, si nota in S. un certo risveglio nazionale limitato al campo letterario, mentre sino al termine della prima guerra mondiale rimarrà immutata la fedeltà asburgica ed essa troverà manifestazione ancora il 30 maggio 1917 per bocca di mons. Korosec, capo del partito popolare sloveno. Nel 1918 la S. entrò a Jugoslavia (v.). Durante la seconda guerra mondiale, a seguito del crollo jugoslavo, la S. settentrionale fu annessa alla Germania, quella meridionale con Lubiana all'Italia, oltre a piccole zone assegnate all'Ungheria (20 apr. 1941). Dopo la fine della guerra la S. è tornata a far parte della Jugoslavia ed ha guadagnato in estensione con i territori della Venezia Giulia, staccati dall'Italia in forza del Trattato di pace del 10 gen. 1947. Essa, per la Costituzione del 10 gen. 1946, è una Repubblica federale della Federativa jugoslava.

BIBL.: L. Pivko, Zgodovina Slovencev (Storia degli Sloveni), Lubiana 1909; J. Gruden, Zgodovina slovenskega naroda (Storia del popolo sloveno), 6 voll., ivi 1911-16; J. Krek, Les Slovènes, Parigi 1917; M. Murko, Die Bedeutung der Reformation u. Ge- genreformation für das geistige Leben der Südslaven, Praga 1927; Angelo Tamborra