SUGERO

SUGERO. - Abate dell'abbazia di St-Denis a Parigi, n. a St-Denis o ad Argenteuil nel 1081, m. a St-Denis il 13 genn. 1151.

Entrò nel priorato di St-Denis de l'Estrée nel 1091, dove rimase dieci anni e studiò insieme col figlio del re Filippo I, il principe Luigi (poi Luigi VI); nel 1106 rappresentò il suo abate al Concilio di Poitiers; il 9 marzo 1107 incontrò Pasquale II alla Charité-sur-Loire, dove il Papa consacrò la chiesa; nello stesso anno il suo abate lo inviò quale preposto a Berneval, quindi nel 1109 a Tours-en-Beauce, una delle grandi proprietà dell'abbazia; Luigi VI lo fece suo inviato presso Gelasio a Maguelonne il 15 nov. 1118 e presso Callisto II nel febbr. 1119 a Cluny e nel genn. 1122 a Bitonto. Alla morte dell'abate Adamo è nominato suo successore e, rintrato a St-Denis, fu ordinato subito prete l'11 marzo 1122 e il giorno successivo fu benedetto abate. Sua prima cura fu la riforma dell'abbazia dallo spirito mondano che vi era penetrato. Continuò nello stesso tempo ad essere consigliere di Luigi VI e VII, e nell'assenza di quest'ultimo, da lui deprecata, per la seconda crociata, fu nominato reggente del Regno (1147-49). La reggenza ebbe tale successo, che Luigi VII, al suo ritorno, gli conferì il titolo di «Padre della nazione». La morte lo colse mentre stava per partire con una nuova crociata, raccolta da lui stesso.

Lasciò varie opere importanti per la storia della epoca: Vita Ludovici Grassi regis e Historia Ludovici VII (che nella forma presente è opera di un monaco di St-Germain-des-Prés), tutte e due troppo elogiative e lacunose per quel che riguarda episodi biasimevoli dei due Re. Di lui si hanno inoltre parecchie lettere e documenti politici e un lungo testamento del 1137.

S., oltre che alla riforma del monastero (da lui descritta nel suo Liber de rebus in administratione sua gestis) è celebre per la ricostruzione della chiesa dell'Abbazia, opera decisiva per l'introduzione e il trionfo del gotico e per gli altri lavori e interventi in pro del monastero. Restaurò infatti le chiese e le cappelle vicine all'abbazia, specie la chiesa di S. Paolo, e ne accrebbe le rendite; ottenne da Luigi VI, che vi era stato educato, la conferma degli antichi privilegi; costruì 80 nuove case intorno al monastero. Dalla fine del sec. 24 una leggenda narrava che lo stesso Redentore, assistito dai ss. Pietro, Paolo e Dionigi, aveva consacrato la chiesa di St-Denis (J. Leclercq, La censée, légendaire de la basil. de St-Denis et la question des indulg., in Rev. Mabillon, 1943, pp. 74-84). Ca. il 1130 iniziò il restauro della navata carolingia, ca. il 1135 la ricostruzione delle porte e della parte anteriore della vecchia Basilica che era stata ultimata nel 775 dall'abate Fulrado (L. Levillain, L'église caroling. de St-Denis, in Bull. monumental, 1907, pp. 211-

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SUGERO - Chiesa abbaziale di St-Denis, ricostruita dall'abate S. (sec. XII) con rifacimenti posteriori.
(fot. Arts Phasomécaniques)
262; S. Mac Knight Crosby, New excavations in the abbey church of St-Denis, in Gazette des Beaux-Arts, 1914, pp. 115-26). S. la ingrandì prendendo le colonne monolitiche a Pontoise e le travi per il tetto nella foresta di Yveline. L'ingresso ebbe porte di bronzo, quella di sinistra apparteneva all'antica chiesa ed era stata donata da un monaco Airardo, ivi rappresentato nei due battenti in atto di offrire la porta a S. Dionigi. L'iscrizione è della seconda metà del sec. XI e fu copiata da A. van Bucher di Utrecht nel 1585 e meglio da Peiresc (L. A. van Langeraad e A. Vidier, in Mém. de la Soc. hist. de Paris et de l'Isle de France, 26 [1899], pp. 59-195 e B. De Montesquieu, in Bull. de la Soc. notion. des antiq. de France, 1946). S. offrì le altre due porte in bronzo dorato. In quella centrale i bassorilievi rappresentavano le scene della Passione, Risurrezione e Ascensione del Signore, S. era effigato ai piedi del Signore assiso a mensa con i discepoli di Emmaus; egli dettò pure le iscrizioni relative e contornò le due nuove porte di sculture; su quella di sinistra fece eseguire un musaico. La tre porte furono tolte e fuse dalla Rivoluzione (14-20 apr. 1794), che spezzò le teste delle statue; quelle salvate sono ora nel Museo del Louvre. Sul timpano della porta centrale fu posto il Giudizio finale, poi i medaglioni degli Apostoli, la risurrezione dei morti, le Vergini prudenti e le folli; i segni dello zodiaco, i mesi. Formigé ha di recente ritrovato sotto uno strato di polvere dette scene. Il 14 luglio 1140 si pose la prima pietra del nuovo coro, alla presenza del re Luigi VII; venne poi ingrandita la cripta aggiungendovi le cappelle a raggera; l'altar maggiore del nuovo coro fu dedicato ai ss. Dionigi, Rustico ed Eleutero. Nel Libellus de consecratione ecclesiae S. Dionisii (ed. Lecoy De la Marche, pp. 211-38) S. descrisse la consacrazione

avvenuta l'11 giugno 1144 aggiungendovi la cerimonia della posa della prima pietra delle fondazioni del nuovo coro. La basilica di S. servì poi di modello per le cattedrali di Cambrai, di Laon, di Notre-Dame di Parigi, di Noyon e di Senlis. Rovinata da un fulmine, P. de Montereau ne iniziò la ricostruzione nel 1230, che terminò nel 1280. Caterina de' Medici vi aggiunse la cappella dei Valois. Le esplorazioni compiute negli aa. 1938-39 e dal 1946 al 1953 hanno rimesso in luce parte delle fondazioni a grossi blocchi della Basilica carolingia terminata nel 775 dall'abate Fulrado, l'abside col suo passaggio alla cripta; il Formigé ha inoltre identificato una pianta del S. Sepolcro tracciata su una pietra, che è copia di quella eseguita dal francescano Bernardino Amico nel 1515-16; è noto che i canonici di St-Denis chiamarono nel 1605 i Francescani per il servizio della Basilica.

BIBL.: opere in PL. 186, coll. 1211-1468; edd. migliori: quella a cura di A. Lecoy de la Marche (in Collection de la Soc. de l'hist. de France, Parigi 1867) e quella a cura di A. Molinier (in Collection des textes pour servir à l'étude... de l'histoire, ivi 1887); una traduzione francese del Libellus è stata data da J. Leclercq, Comment fut construit St-Denis, ivi 1945. Studi: J. Doublet, Hist. de l'abbaye de St-Denis, ivi 1625; M. Felibien, Hist. de l'abb. royale de St-Denis, en France, ivi 1706; E. Berger, Annales de St-Denis, in Biblioth. de l'Ecole des Chartes, 40 (1879), p. 261 sgg.; F. Bournon, Hist. de la ville et du canton de St-Denis, Parigi 1892; O. Cartellieri, Abt. Suger von St. Denis, Berlino 1898; A. Molinier, Les sources de l'hist. de France des origines aux guerres d'Italie (1494), II, Parigi 1887, p. 181 sgg.; P. Vitry-G. Brière, L'égl. abbaziale de St-Denis et ses tombeaux, 2e ed., ivi 1925; G. Lebel, Hist. administr., économ. et financière de l'abb. de St-Denis, étudiée spécialement dans la prov. eclés. de Sens, ivi 1935; Cottineau, II (1930), coll. 2650-37; E. Panofsky, Abbot Suger on the abbey church of St-Denis and its art treasures, Princeton 1946; M. Aubert, Suger, St-Wandrille 1950. Gli archivi dell'abbazia sono negli Arch. nazion. di Parigi (LL 829-60, LL 1157-59; 1163-1211; 1327); documenti sono anche negli Atti reali (LL 1327). Enrico Josi
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“SUGERO.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 906. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/sugero.