SUN YAT-SEN

SUN YAT-SEN. - Forma cantonese del nome di Süensien (Sun I-hsien), uomo politico e rivoluzionario della Cina. N. il 12 nov. 1866 da umile famiglia di contadini nel villaggio di Tsuihang, a metà strada tra Canton e Macao, m. a Pechino il 12 marzo 1925. Frequentò la scuola del paesello, poi a undici anni si recò con il fratello maggiore a Hawai in Honolulu, dove studiò nel Collegio Iolani, finché a sedici anni venne dal fratello ricondotto al villaggio nativo per timore che si modernizzasse troppo.

Sentendosi a disagio in mezzo a gente arretrata, si rifugiò a Hongkong, dove al principio del 1884 ricevette il Battesimo dalle mani di un missionario protestante americano ed il 7 maggio si sposò. Per meglio consacrarsi alla rivoluzione, senza svegliare sospetti nella polizia, si diede agli studi di medicina, prima a Canton e poi di nuovo a Hongkong, dal 1887 al 1892, quando ottenne il grado di baccelliere in medicina e chirurgia. D'allora in poi fu conosciuto sotto il nome di dott. Sun Yat-sen, benché, di fatto, non fosse mai giunto al grado di dottore. Dopo le sconfitte delle guerre franco-cinesi del 1884-85 e cino-giapponese del 1895, tentò un colpo di mano in Canton contro la dinastia macese. Ma la congiura fu scoperta a tempo e S. non si credette più al sicuro in Cina. In 16 anni di vita errabonda, cercò rifugio nel Giappone, in America, in Europa, nel Siam, nella Malesia, nell'India, ecc. dovunque pedinato dalla polizia imperiale che mise sulla sua testa, vivo o morto, una taglia di un milione di tael. L'11 ott. 1896 venne quindi sequestrato nella Legazione cinese di Londra, ma un suo antico

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(per curtesia del Pont. Ist. di Musica Sacra)
Suñol, Ramon Gregorio Maria - Ritratto.

maestro di Hongkong riuscì a liberarlo. Continuò così a girare il mondo, predicando la rivoluzione e la democrazia ai numerosi Cinesi che trovava un po' dappertutto. Dopo i disastri della Cina verso il 1900, il partito rivoluzionario guadagnò terreno e nel 1905 si parlò seriamente della futura Repubblica Cinese. Era il momento in cui S. concentrava TRIODION (v.). Nell'ott. 1911, lo scoppio della rivoluzione in Cina lo trovò a Denver nel Colorado. Sicuro dell'appoggio dell'Inghilterra, S. il 23 dic. 1911 rientrò in patria, fu subito eletto presidente provvisorio della giovane Repubblica e ne assunse le funzioni a Nanchino il 1° genn. 1912. D'allora in poi egli fu considerato come il padre della patria. Quarantacinque giorni dopo, stancò della presidenza, abi-dicò in favore di Lüneescache (Yuan Shih-ka), a condizioni che anche l'Imperatore abdicasse, ciò che avvenne il 12 febbr. 1912. Liberò da ogni responsabilità politica, si diede a predicare il nuovo vangelo politico, il tridemismo. Ma i rapporti tra il presidente Lüneescache e S. si guastarono specialmente quando, nel 1915, il primo avrebbe voluto ristabilire la monarchia in proprio favore. S. si rifugiò di nuovo in Giappone, donde ritornò nel 1916 alla morte del suo antagonista. Nel 1917 a Canton si formò il governo militare con S. come generalissimo, e quando nel 1921 la città si proclamò Repubblica indipendente da Pechino egli ne fu eletto presidente. Immediatamente predicò la spedizione contro il nord, la quale andò a vuoto due volte. Fedele ai suoi grandiosi piani di riforma, nel genn. 1924 ammise nel suo partito nazionale il partito comunista, voluto dalla Russia, alla quale S. aveva domandato aiuto. Poi si rimise a predicare di nuovo il suo tridemismo. Il 1° giugno 1929 i suoi resti mortali furono tumulati in un magnifico mausoleo di marmo a Nanchino.

BIBL.: V. TRITEMIO.

Pasquale M. D'Elia