TABARELLI, RICCARDO

TABARELLI, RICCARDO. - Teologo stimmati-no, n. a Cembra (Trentino) nel 1859, m. a Roma il 9 ott. 1909.

Insegnò filosofia e teologia scolastica, prima nelle scuole della sua Congregazione e poi a Roma all'Apollinare e presso l'Accademia di S. Tommaso d'Aquino, di cui era membro urbano. Partecipò al rinnovamento neoscolastico, stimolato specialmente dai contatti avuti in gioventù con il p. KLEUTGEN, JOSEPH (v.), da cui attinse la solidità dei principi e la sicurezza del giudizio nell'individuare i nuovi errori e nell'uso della teologia positiva, che stava facendo i primi passi. La diretta conoscenza degli indirizzi della filosofia e teologia tedesca, la vasta cultura generale e una particolare efficacia nell'inquadramento dei problemi davano al suo insegnamento una così viva tensione che gli alunni superstiti, tra i quali S. S. Pio XII, ricordano ancora per il sicuro e forte orientamento impartito. E la scuola di p. T. non solo passò illesa attraverso la crisi modernista, ma con il suo sano spirito di modernità contribuì efficacemente a rintuzzarla. Combatté inoltre il rosminianesimo (v. L'ottimismo del mondo, Parma 1887), il positivismo, il razionalismo e l'antitomismo di Frohschammer in una serie di saggi pubblicati nel Bollettino dell'Accademia di S. Tommaso. Dei suoi corsi teologici sono stati pubblicati il De Deo Uno (Roma 1906), che comprende le qq. 2-14 della Sum. Theol., 1ª, e il De Gratia

Christi (ivi 1908), vasto commento alle qq. 109-11 della 1ª-2ªe. Il p. T., benché scagionasse Rosmini dall'accusa di panteismo, vedeva nella sua concezione dell'essere una derivazione diretta dalla filosofia tedesca, in particolare dal panteismo di Krause (De Deo Uno, cit., p. 125). Nella controversia sull'efficacia della Grazia, impressionato specialmente dalla terminologia di alcuni tomisti del '600, che gli sembrava lesiva dell'umana libertà, inclinò ad una forma di congruismo mitigato (De Gratia, cit., pp. 260 sgg., 313 sgg.) che, anche se non può persuadere in sede di schietto tomismo, testimonia un sincero sforzo di comprensione (riconosciuto anche dalla domenicana Revue d. sciences phil. et théol., 2 [1908], p. 804 sgg.) per salvare l'efficacia intrinseca della Grazia e rendere la divina prescienza indipendente da qualsiasi oggetto estrinseco.

BIBL.: M. Grabmann, Die Gesch. d. scholast. Methode, I. Friburgo in Br. 1909, p. 23, n.; P. Mandonnet-Destrez, Bibl. thom., Le Saulchoir, Kain 1921, nn. 1475, 1554; A. Michelitsche, Die Kommentatoren z. Summa Theol. des hl. Th. V. A., Graz-Vienna 1924, pp. 39-70; G. Lona, Nel primo centen. della nasc. di un grande teol. trentino, don R. T., in Strenna trentina, 28 (1951), p. 65 sg. Cornelio Fabro
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“TABARELLI, RICCARDO.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 1016. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/tabarelli-riccardo.