Noto anche come:
tedesco: Dorkas;
inglese: Dorcas;
Tabita
TABITHA - S. Pietro resuscita T., del Guercino (sec. XVII) - Firenze, Galleria Pitti.
TABITHA (Ταβιδά). - Cristiana (μαθήτρια « discepola ») della primitiva Chiesa di Ioppe, risuscitata da s. Pietro (Act. 9, 36-42).
Con le sue sostanze soccorreva i bisognosi ed era « ricca di opere buone ». È possibile appartenesse al gruppo delle « vedove » (il cod. Sessoriano 82 la dice « vedova »), già organizzate fin dal tempo dell'ordinazione dei sette Diaconi (Act. 6, 1), benché forse ancora non così come appare da I Tim. 5, 9 sgg. Venuta a morte mentre s. Pietro si trovava a Lidda, tre ore da Ioppe, fu da lui risuscitata in circostanze che in parte richiamano la risurrezione della figlia di Giairo (Mc. 5, 35-43), alla quale infatti s. Pietro aveva assistito e che s. Luca poteva conoscere anche dal Vangelo di s. Marco. A torto gli acattolici Baur, Holtzmann, Pfleiderer, Knopf considerano questo miracolo un « doppione » per negarne la storicità.
T. è trascrizione dell'aram. ρῥῖτι (ebr. ʾebhijjāh, greco δαραάς), « gazzella » (considerata dai Semiti e dalla Bibbia come tipo di bellezza; cf. l'ebr. ʾebhī, « ornamento »); era molto usato come nome di donna a somiglianza di altri nomi di animali (Rachele. Debora, Iemina).
Bibliografia4 opereE. Jacquier, Les Actes des Apôtres, Parigi 1926, pp. 307-10; J. Viteau, L'institution des diacres et des veuves, in Revue d'histoire ecclési
BIBL.: E. Jacquier, Les Actes des Apôtres, Parigi 1926, pp. 307-10; J. Viteau, L'institution des diacres et des veuves, in Revue d'histoire ecclésiastique, 22 (1926), pp. 521-26, 528-34; A. Steinmann, Die Apostelgeschichte, Bonn 1934, p. 101 sg. (con bibl.); G. Ricciotti, Gli Atti degli Apostoli tradotti e commentati, Roma 1951, p. 179 sg.
ARCHEOLOGIA
In un frammento di sarcofago di Arles è rappresentata la scena del miracolo della resurrezione di T., secondo la narrazione degli Act. 9, 36-42: l'Apostolo si avvicina al letto dove la defunta T. è deposta, le prende il braccio ed essa si solleva; in primo piano sono due vedove velate, dinanzi all'Apostolo due altre figure femminili in ginocchio. Lo stesso soggetto è stato identificato da G. Wilpert in un sarcofago di St-Maximin; esso poi è riprodotto in un avorio del British Museum.
Bibliografia2 opereO. M. Dalton, Catalogue of the ivories of the British Museum, Londra 1909, tav. 7, n. 292; Wilpert, Sarcofagi, I, tav. 145, 6-5.
BIBL.: O. M. Dalton, Catalogue of the ivories of the British Museum, Londra 1909, tav. 7, n. 292; Wilpert, Sarcofagi, I, tav. 145, 6-5.
Josi, Enrico, and Luigi Vagaggini. “Tabitha (ΤΑΒΙΔΆ).” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, col. 1684. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/tabitha-tabida.
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Josi, Enrico, and Luigi Vagaggini. “Tabitha (ΤΑΒΙΔΆ).” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, col. 1684. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/tabitha-tabida.
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