TABERNACOLO (TENDA) DI RIUNIONE

TABERNACOLO (Tenda) di riunione - In alto; Pienta del T. di riunione: A atrio; B Santo; C Santissimo; a altare degli olocausti; b conca di rame; c altare dei profumi; d candelabro d'oro; e menza dei pani di proposizione; f Arca dell'Alleanza. In basso: modello del T. con le due coperture rimosse, mostranti l'armatura: aa copertura con figure di cherubini; bb copertura di pelo di montone; c armatura d'angolo; ddd traverse; e velo; f tendaggio anteriore.

Risultava di un'armatura in legno di acacia rivestito in oro, sostenente un tendaggio prezioso all'interno e protetta da coperte all'esterno. L'armatura si componeva di 48 tavoloni, di cub. 10 alt. x 1½ larg., poggianti ciascuno su 2 basi d'argento e con 2 incastri per l'agganciamento: disposti 20 x 20 ai lati sud-nord, 6 ad ovest, 2 rinforzati e forse sporgenti agli angoli di fondo ovest: fasciati tutt'intorno con 15 traverse (di acacia rivestita d'oro), 5 per lato (la sola mediana fasciante tutta la parete), infilate in anelli d'oro infissi ai tavoloni. All'interno si appendevano due pezze tessute come il tendaggio dell'atrio, ma con figure di cherubini, di 5 cubiti ciascuna, ottenute con dieci teli cuciti tra loro (cub. 28 lung. x 4 larg.), allacciate con 50 legacci e 50 fermagli d'oro al di sopra del velo che separava il « Santo » dal « Santissimo ».

Le coperte esteriori erano tre. La 1ª era un tessuto di peli di capra di cub. 30 x 4 (diviso in due pezze, una di 5, l'altra di 6 teli, = 11) ed unito con legacci e fermagli (di bronzo) come il telo di sopra. Essendo più lungo ed ampio dell'altro (di 4 e 2 cub.), i suoi lembi ricadevano in terra coprendo il velo interno e si ripiegavano sul davanti. La 2ª copertura era di pelle di montone tinta in rosso, e la 3ª di pelli di nabal (tasso, delfino, dugong?). Il velo di separazione del « Santo » dal « Santissimo » era come il velo interno: appeso a 4 colonne di acacia rivestite d'oro e uncini d'oro e con basi d'argento. Una cortina pendeva all'ingresso del « Santo » ed era come la precedente: lavoro di intreccio, ma senza cherubini; appesa a 5 colonne come sopra.

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TABITHA - S. Pietro resuscita T., del Guercino (sec. XVII) - Firenze, Galleria Pitti.
Il T. racchiudeva gli arredi del culto. Nel « Santissimo » ALLEANZA (v.). Nel « Santo »: 1) proposizione (v.), rettangolare (cub. 2 lung. × 1 larg. × 1½ alt.), di legno di acacia rivestito d'oro: con un listello d'oro per tenere fermi i piedi oppure con un bordo d'oro agli orli della mensa; in 4 anelli d'oro s'inflavano le stanghe; vi si collocavano 12 pani (corrispondenti al numero delle 12 tribù); poi palette, piattelli, coppe e tazze, tutto in oro, per le libazioni; 2) candelabro (v.) a sette bracci al lato sud; 3) l'altare dei profumi (v. ALTARE) tra la mensa e il candelabro. Il profumo era composto di stacte (styrax officinalis), onice (unguis odoratus), galbano, incenso (bosucellia thurifera). Nell'atrio, infine, vi era l'altare degli olocausti e la conca (« mare ») di rame, con sottocoppa per l'acqua delle abluzioni dei sacerdoti officianti (Ex. 30, 17-21; 38, 8). Il simbolismo del T. è evidente (cf. Hebr. 8-9; Apoc. 13, 6; 15, 5; 21, 3). Ogni oggetto aveva un simbolismo proprio.

In sei mesi furono costruite le singole parti separatamente, ed il 1º giorno di nfsān del 2º anno dell'Esodo il T. fu eretto e consacrato da Mosè: la nuvola-gloria di Jahweh l'avvolse prendendone possesso (Ex. 40). Il T. seguì gli Israeliti nelle loro vicende dal deserto alla Terra Santa: in Galgala (Ios. 4, 19; 5, 10; 9, 6; 10, 6 sg. 9, 15, 43; 14, 6); in Silo (ibid. 18, 1; 19, 51; Iudc. 18, 31; 21, 19; I Sam. 1-4; 14, 3; Ps. 78, 60); in Nobe (I Sam. 21, 1); in Gabaon (I Par. 16, 39; 21, 29; II Par. 1, 3); sul Sion (I Reg. 3, 4). Costruito il Tempio, fu conservato come una reliquia in una sala superiore di esso. Geremia l'avrebbe nascosto insieme all'arca in una caverna del M. Nebo prima della caduta di Gerusalemme (587); dopo l'esilio non fu più ritrovato (II Mach. 2, 4-5).

La storicità del T. fu negata dalla scuola di Wellhausen (proverrebbe dal documento P, e riprodurrebbe il modello del Tempio di Gerusalemme). Ma la sua fabbricazione era richiesta dalle esigenze cultuali. Oggi vi si riscontrano tradizioni anteriori al Tempio di Gerusalemme (C. R. North, J. Engnell, ecc.), e si concede l'esistenza dell'anfictiona delle 12 tribù intorno ad un santuario centrale (M. Noth, A. Alt, M. Frank, J. Cross) o ad una tenda sacra (T. H. Robinson).

BIBL.: F. X. Kortleitner, Archaeol. Bibl., Innsbruck 1917, pp. 50-102 (bibl. a p. 50 sg.); M. Noth, Das System der zwölf Stämme Israels, Stoccarda 1930; M. Frank, Staatenbildung der Israeliten in Palästina, Lipsia 1930; E. Kalt, Archeol. Bibl., trad. it., 2ª ed., Torino 1944, pp. 94-102; J. Cross, The tabernacle, in Bibl. archaeologist, 10 (1947), n. 3; W. O. E. Oesterley-T. H. Robinson, Hebrew religion, Londra 1949, p. 162 sg.; G. E. Wright, The Old Test. against its environment, ivi 1950, pp. 24,

61; T. H. Robinson, A hist. of Israel, I. Oxford 1951, p. 110; C. R. North, in The Old Test. and modern Study di H. H. Rowley, ivi 1951, p. 69; W. F. Albright, De l'âge de la pierre à la chrétienté, trad. fr., Parigi 1951, p. 195.

Bonaventura Mariani

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“TABERNACOLO (TENDA) DI RIUNIONE.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 1019. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/tabernacolo-tenda-di-riunione.