TAMBURINI, MICHELANGELO

TAMBURINI, MICHELANGELO. - Decimo-quarto generale della Compagnia di Gesù, n. a Modena il 27 sett. 1648, m. a Roma il 28 febbr. 1730.

Insegnò per 12 anni filosofia a Bologna e teologia a Mantova: indi restò qualche tempo al servizio del card. Rinaldo d'Este, come teologo privato; poi governò la provincia veneta, fu segretario del generale T. Gonzalez e dal 1703 suo vicario. Il 3 genn. 1706 fu eletto generale.

Si può dire che sotto di lui l'Ordine toccò l'apogeo della sua attività apostolica; le missioni interne, soprattutto delle campagne, ripresero vigore in Italia e fuori (basti citare l'opera di s. Francesco di Girolamo a Napoli; del b. Antonio Baldinucci nella campagna romana, del ven. Emm. Padial nella Spagna); le missioni estere, in particolare quella del Paraguay, vennero fornite di numerosi e validi missionari; egli ottenne, inoltre, la canonizzazione di s. Francesco Borgia (1742), di s. Stanislao Kostka e s. Luigi Gonzaga (1726). Non mancarono però le prime avvisaglie foriere della tempesta che poi sfociò nella soppressione dell'Ordine; in Francia la vendetta dei giansenisti per la bolla Unigenitus e la distruzione di Porto Reale, attribuite ai Padri; l'interdetto per 15 anni lanciato sui Padri di Parigi dal card. de Noailles; in Piemonte la questione della Università; in Spagna quella delle tasse quinquennali. Più di tutto preoccupò il T. CIANRESI (v.) per la quale presentò a Clemente XI, il 20 nov. 1710, una solenne dichiarazione (edita in Juris pontificii de propaganda fide, parte 1°, vol. II (Roma 1889), pp. 223-24) di incondizionata sottomissione e fedele osservanza da parte sua e di tutto l'Ordine. Al'inizio della sua carica già aveva emanata la proibizione di insegnare 30 proposizioni filosofiche favorevoli ai sistemi di Descartes e di Leibnitz (cf. C. de Rochemontex, Le collège Henry IV à la Flèche, IV, Le Mans 1889, pp. 89-93; M. Pachter, Monumenta Germaniae paedagogica, IX, Berlino 1890, pp. 122-25).

Article illustration

Clemente XI, il 20 nov. 1710, una solenne dichiarazione (edita in Juris pontificii de propaganda fide, parte 1°, vol. II (Roma 1889), pp. 223-24) di incondizionata sottomissione e fedele osservanza da parte sua e di tutto l'Ordine. Al'inizio della sua carica già aveva emanata la proibizione di insegnare 30 proposizioni filosofiche favorevoli ai sistemi di Descartes e di Leibnitz (cf. C. de Rochemontex, Le collège Henry IV à la Flèche, IV, Le Mans 1889, pp. 89-93; M. Pachter, Monumenta Germaniae paedagogica, IX, Berlino 1890, pp. 122-25).

Ida P. Tami, Storia generali dell'Inquititune, Milano 1805, p. 10; Tamburini, Pietro - Ritratto.

BIBL.: Sommervogel, VII, 1827-30; Pastor XV, 348-50, 478-91; J. Brucker, L'élection du général de Jésuites, in Etudes, 1900 (1906), pp. 76-84; A. Astrain, Hist. de la C. de J. en la antisemitic de España, VII, Madrid 1925, V. indice; F. Rodriguez, Hist. du C. de J. en antisemitic de Portugal, IV, 1. Porto 1950, V. indice; E. Rosa, I Gesuiti, 2° ed., Roma 1930, pp. 341-51. Celestino Testore