TARTAROTTI, GIROLAMO

TARTAROTTI, Girolamo. - Erudito, n. a Rovereto il 2 genn. 1706, m. ivi il 16 maggio 1761. Fu amico di Scipione Maffei, di Apostolo Zeno e del Muratori. A Rovereto fondò, nel 1730, l'Accademia dei Dodonei.

Fu segretario a Roma, presso il card. Passionei, indi segretario di Marco Foscarini (il futuro doge) a Venezia, dove rimase dal 1741 al 1743, quando ritornò alla sua Rovereto, dove attese ad illustrare la storia patria. Le sue opere De origine Ecclesiae Tridentinae (1743); Memorie storiche intorno alla vita e alla morte dei ss. Sinisi, Martiri e Alessandro (1745) e De episcopatu Sabionensi s. Cassiani mart. deque Ingenuini eiusdem urbis episcopi actis accesero nuove polemiche che divennero violente con le Memorie antiche di Rovereto (Venezia 1754), dove negò la santità e il martirio del b. Adelpieto, vescovo di Trento. Ebbe fiero avversario p. Benedetto Bonelli che così suscitò non gli diede mai tregua. T. nel 1749 pubblicò a Rovereto Del Congresso notturno delle Lammie: entrando in polemica con Giannibaldo Carli, il celebre criminalista Melchiori, Scipione Maffei e il p. Bonelli. Il T. si occupò anche di letteratura. Mentre il 16 maggio 1761, sulla Piazza del Duomo di Trento, il carnefice gettava al rogo, foglio per foglio, il suo libro Lettera seconda d'un giornalista d'Italia, egli moriva. La sua morte fu seguita dall'interdetto lanciato sulla Chiesa arcipretale di Rovereto, per un busto che la città voleva erigere al suo insigne cittadino.

Bibl.: C. Vannetti, Vita di G. T., Napoli 1889; D. Provenzal, Una polemica diabolica nel sec. XVIII, Rocca S. Sciano 1901; E. Broll, Studi su G. T., Rovereto 1901; E. Fraccassi, G. T., Vita e opere, Feltro 1906; G. B. Emert, Lettere autografe di illustri italiani..., in Atti Accad. roversiana, 4° serie, 15 (1942), pp. 33-62.

Antonio Rossaro