TASSILONE II, DUCA DI BAVIERA

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TASSILONE II, duca di BAVIERA. – Figlio di Chiltrude, sorella di Pipino il Breve, successe al padre Odilone, grazie all’intervento dello zio (748); m. ca. il 13 dic. 798.

Pur avendo giurata fedeltà a Compiègne (757) T., tuttavia, non abbandonò il pensiero di rendersi indipendente. Durante la campagna di Aquitania, lasciò improvvisamente l’armata dei Franchi (763) per tornare in Baviera. La sua conciliazione con Pipino avvenne nel 765 per mediazione del Papa; ma non fu sincera. Carlomagno, diffidando di questo suo vassallo, volle che gli prestasse giuramento a Worms (781) e gli consegnasse dodici ostaggi. T. si scoprì nel 786, quando sua moglie Liutberga, figlia di Desiderio, ultimo Re dei Longobardi, lo incitò a tradire l’Imperatore e a vendicare la sconfitta di Arechi, duca di Benevento, suo fratello. T. s’accordò con gli Avari e li spinse a combattere i Franchi; ma Carlomagno lo citò a comparire a Worms per rispondere del delitto di lesa maestà (787). Il Duca si rifiutò di obbedire, ma l’invasione dei suoi Stati da parte dell’armata franca lo costrinse alla sottomissione e ad Ingelheim (788) fu condannato a morte come traditore. La sentenza, tuttavia, fu commutata nella relegazione in un monastero, forse quello di S. Goor, presso Coblenza. Nel 794 rinunciò solennemente a tutti i suoi diritti sul Ducato di Baviera, sia in nome proprio, sia in nome dei suoi figli d’altronde già chiusi in un monastero (cf. Capitolaria regum Franco-rum, in MGH. ed. A. Boretius-V. Krause, I. Hannover 1883, p. 74, n. 28, art. 3). È incerto se, dopo questo, T. si ritirò nell’abbazia di Jumièges, in Normandia. Il calice offerto da T. a Kremsmünster è riprodotto alla V. CALICE.

BIBL.: Eginardo, Vie de Charlemagne, ed. L. Halphen, 2a ed., Parigi 1938; Fliche-Martin-Frutaz, VI. nn. 40, 57, 60 sq. Guglielmo Mollat