TASSO, TORQUATO. – N. da Bernardo e da Porzia de’ Rossi a Sorrento l’11 marzo 1544, trascorse a Napoli la prima infanzia con la madre e la sorella, che lasciò (la prima per non più rivederla, e la seconda per rivedere solo nel 1577 in un incontro romanticamente avventuroso ed elegiaco) verso il 1554 per raggiungere a Roma il padre, esule dal 1552. Dopo un breve soggiorno a Bergamo presso la famiglia paterna, si ricongiunse con il padre a Pesaro e a Urbino, dove, nella raffinata Corte di Guidubaldo II della Rovere e nella consuetudine con il letteratissimo Bernardo, iniziava la sua esperienza delle corti e delle lettere. Nel 1559 si trovava a Venezia, con Bernardo (che vi si era trasferito per curare la stampa dell’Amadigi): e lì quasi certamente intraprendeva la composizione del Gierusalemme, il primo abbozzo di quello che doveva essere poi il suo maggiore poema. Passato nel 1560-61 a Padova per attendere allo studio del diritto, non abbandonava quella che ormai si rivelava come una irresistibile vocazione poetica; così, mentre scriveva i primi versi dettati dall’amore per Lucrezia Bendidio e per Laura Peperara, intraprendeva e portava a termine Il Rinaldo, poema in dodici canti in ottave, pubblicato a Venezia nel 1562 con il permesso del padre.
A Padova la sua formazione letteraria si giovava della conversazione e delle lezioni di Sperone Speroni, di Francesco Piccolomini, di Carlo Sigonio e dell’ambiente degli Eterei, l’Accademia fondata da Scipione Gonzaga, con il quale il poeta strinse affettuosa amicizia. E tra le Rime degli Accademici Eterei, nel 1567, il T. pubblicava il primo notevole gruppo di liriche. Sul finire del ’65, assunto al servizio del card. Luigi d’Este, si era intanto trasferito a Ferrara. Qui, presso la Corte estense, alla cui vita fastosa partecipava con brillante successo, e nell’Accademia ferrarese, nella quale doveva pronunziare un’ora-
TASSO, TORQUATO. – Ritratto, Dipinto di A. Allori (forse nel 1590). Firenze, Galleria degli Uffizi.
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