TEOFILATTO (Theofilacias, Theophilactus). - Greco d'origine, come sembra, annoverato impropriamente fra gli antipapi.
Arcidiacono della Chiesa romana sin dal pontificato di papa Zaccaria, si hanno di lui due lettere scritte a Bonifacio, l'apostolo della Germania (S. Bonifatti et Lulli ep., 84, 85; ed. E. Dümmler, in MGH, Epist. Merovingii et Karolini aevi, I [1892], pp. 366-67). Dall'ott. 753 al luglio 755 accompagnò Stefano II a Pavia e in Francia. Alla morte di Stefano (26 apr. 757), il partito filobizantino oppose T. a Paolo I, fratello del defunto e semplice diacono, ma gli elettori di quest'ultimo essendo più numerosi ebbero la vittoria e i partigiani di T., asserragliati in casa dell'arcidiacono, furono dispersi; di T. non si parlò più e Paolo scrisse a Pipino di essere stato eletto «a cuncta populorum caterva» (Liber Carolinus, ep. 12; ed. W. Gundlach, ibid., p. 505).