TERRE POLARI. – GEOGRAFIA - S’intende con questa denominazione il complesso dei territori continentali o insulari che si estendono nelle regioni prossime ai Poli. Mentre però nella calotta boreale, formante un vasto bacino marittimo (Oceano Artico: 14,2 milioni di kmq.), essi constano tutti di isole, massima fra queste la Groenlandia, che con il Capo Morris Jesup si spinge fino a 83° 40’ N. (il punto più settentrionale delle masse terrestri periartiche), il Polo Sud è occupato da un vasto (13,2 milioni di kmq.) contenente, che oltrepassa in senso opposto il circolo polare, toccando il 63° 30’ S. nella Terra di Graham, poche lontane le une dalle altre essendo per contro le isole, sparpagliate in una superficie liquida anche più estesa (Oceano Antartico: 20,4 milioni di kmq.).
Delle isole artiche (246,5 mila kmq.) spettano al settore europeo le più ampie (163,5 mila kmq.) fra le quali le Spitzbergen, la Novaja Zemlja e la Terra di Nansen, le prime possesso norvegese (formano la prefettura di Svalbard), notevole per il suo valore economico (pesca, e soprattutto miniere di carbon fossile) e perché
abitatio permanentemente (1000-1500 anime); le seconde pertinenti all'URSS. All'URSS appartengono poi tutte le isole del settore asiatico (Severnaja Zemlja, Nuova Siberia, Wrangel, ecc.; in complesso 8 mila kmq.), per lo più disabitate, ma di recente assurte ad uno speciale interesse per la loro posizione lungo la via marittima del NE, sulla quale l'Unione Sovietica ha cercato di organizzare un regolare traffico commerciale. Nel settore americano rientrano fra i territori artici tutta la Groenlandia (2,2 milioni di kmq.) e gli arcipelaghi canadesi (13 milioni di kmq.), tuttora di scarso valore economico, ma anch'essi fatti oggetto di studi e di ricerche sempre più approfondite per le loro presumibili e accertate risorse minerarie e per la loro importanza strategica.
L'Antartide consta, a quanto pare, di un vastissimo altopiano, elevato in media oltre i 2000 m., ancora per la quasi totalità sconosciuto, e che sembra si appoggi verso O. (Mare di Ross) ad una serie di rilievi, estollenti anche oltre i 4000 m. d'altezza (6100 m. nel settore americano) e che si crede collegheno l'arcipelago sud-americano (Terra di Graham) alla Nuova Zelanda. Tutta la regione è coperta da una spessa coltre di ghiacci; dall'altopiano immensi ghiacciai scendono verso i suoi margini, e, fondendosi, formano un tavolato di ghiaccio continuo, che finisce nella lunga (600 km.) parete con cui strappiamo sul mare. Una parte di tali ghiacciai, poi, si protende in quest'ultimo, formando le cosiddette barriere di ghiaccio: la maggiore, quella di Ross, si estende da sola su di 1/2 milione di kmq. La banchisa polare, infine, qui assai più ampia che nell'Antide, si spinge addirittura fra 60° e 50° S. Il clima è rigidissimo, certo il più freddo del globo. Date le temperature medie annue (-25°) e minime assolute (-80°), la frequenza e la violenza degli uragani e dei venti, ed il fatto stesso che il limite delle nevi permanenti sia qui (e solo qui) al livello del mare, si può dire che l'Antartide si trovi sempre in regime invernale, e di un terribile inverno. La vegetazione e la fauna mancano quasi del tutto, nell'interno; nella ristretta fascia litologica allignano solo, dove il suolo è sgombro di nevi, muschi e licheni, e vivono foche, leopardi ed elefanti marini, pinguini, procellarie e gabbiani. Con tutto ciò, sebbene insediamenti umani stabili siano dovunque impossibili, l'importanza assunta, nei mari periferici, dalla caccia ai mammiferi marini (balene, balenotteri, capodogli), la convenienza di mettere in valore la posizione strategica e commerciale del continente (basì aeree) e la speranza di sfruttare le riserve minerarie supposte o accertate (carbone, rocce radio attive?), hanno da tempo condotto ad una spartizione politica dell'Antartide in settori (perciò delimitati da meridiani), che si susseguono in questi ordine (longitudine da Greenwich): 1) Norvegese (20° O-45° E; dalla Terra di Coats alla T. Regina Maud; più le Isole Bouvet e Pietro 1; 2,5 milioni di kmq.); 2) Australiano (45°-136° e 142°-160° E, a S. del 60°; detto anche Antartide orientale, o complesso Wilkes-Underby; 4,5 milioni di kmq.); 3) Francese, o Terra Adélie: 136°-142° E., con le Isole Kerguelen, l'Arcipelago di Crozet, le Isole Mc Donald, Heard, S. Paolo e Nuova Amsterdam (370 mila kmq., dipendenti amministrativamente dal governatore del Madagascar); 4) Neozelandese o Ross Dependency: 160°E-150° O, sempre a S. del 60°; comprendente, fra l'altro, tutto il mare di Ross (2 milioni di kmq.); 5) Statunitense: 150°-80° O, nel cosiddetto Quadrante Pacifico (1800 mila kmq.); 6) Ingele: 80°-20° O, a S. del 58°, fra 80° e 50°; per il resto a S. del 50°, comprendente inoltre la T. di Graham, le Shetland, le Orcadi, le Sandwich e la Georgia australi (8,5 milioni di kmq., dipendenti amministrativamente dalle Isole Falkland; mentre le isole Tristan da Cunha, Gough e vicini isolotti sono aggregati all'isola di S. Elena). Questa partizione ha tuttavia dato luogo a numerose contestazioni; ai primi pretendenti, infatti, altri se non aggiunti (non esclusa la Germania, che rivendica una parte del settore norvegese), fra i quali Argentina e Cile appaiono i più direttamente interessati, non foss'altro per la loro posizione geografica, a metter piede nel settore britannico. L'Argentina ha già impiantato una base marittima nella Baia di Scozia (Isola Orkney meridionale) e due stazioni metereologiche nell'Isola Melchior (dinanzi alla costa occidentale della Terra di Graham) ed a Port Foster, nell'Isola Decepcion, mentre il Cile, per conto suo, aveva, fin dal febbr. 1948, stabilito un proprio insediamento (Soberania) nell'Isola Greenwich, anch'essa nel settore della Terra di Graham. L'Argentina reclama il territorio compreso fra il 25° ed il 74° O, a S. del 60°; il Cile quello compreso fra il 53° ed il 90° O.
Quanto ai due Poli va ricordato che quello settentrionale coincide con un punto dell'Oceano Artico profondo 2743 m.; quello meridionale, con un punto dell'altopiano elevato 2765 m.
Esplorazioni. Tra le varie regioni della terra, quelle polari sono state conosciute dall'uomo per ultime: la loro esplorazione prosegue anzi tuttora e con ritmo sempre crescente, per l'enorme importanza strategica ed anche economica, che, improvvisamente, esse hanno acquistato.
L'esplorazione delle terre artiche risale al medioevo, allorché i Normanni scoprirono e colonizzarono l'Islanda e la Groenlandia; prima infatti vi erano solo delle leggende sul mare iperboreo e sull'Ultima Tule, l'Isola solitaria costantemente illuminata dal sole. Nel sec. XVI i numerosi tentativi fatti per la ricerca di un passaggio a NE e a NO, dall'Europa e dall'America settentrionale cioè verso l'Asia orientale, portarono involontariamente alla conoscenza, sia pur sommaria, di molte terre artiche (Nuova Semlia, Svalbard, Isole degli Orsi, parte dell'arcipelago artico americano): vi contribuirono Barents, Frobisher, Davis, Hudson, Baffin, ecc. Dopo due secoli di stasi, le esplorazioni furono riprese nel 1818 con Ross e Parry (al quale ultimo si deve anche il primo tentativo di raggiungere il Polo) e non ebbero sempre esito felice (basti ricordare la misteriosa fine del Franklin). Nel 1850 Collison e Mc Clure scoprirono il passaggio a NO: negli anni successivi il mondo artico americano fu quasi interamente esplorato da Inglesi ed Americani.

Terre polari - Preparativi per la spedizione artica dancse ( 1605 -20). Incisione tratta dalla Nategalia Sepientrionalis, Copenhagen 1624.
Il passaggio a NE fu compiuto per la prima volta dal Nordensköld e dall'italiano Bove nel 1878. Altre fruttuose spedizioni furono quelle di Nansen (1893-96), del Duca degli Abruzzi (1899), dello Sverdrup (1898-1902), di Amundsen (1903-1906), della spedizione artica canadese (1903-10). Fu però solo all'inizio del sec. XX che si provò l'inesistenza, attorno al Polo, di un'estesa massa terrestre, continentale o insulare. L'esplorazione della Groenlandia, in particolare, è dovuta soprattutto a Jensen, Nansen, De Quervain, Nordensköld, Rasmussen, Peary, Kock e Wegener, il quale ultimo, nel 1931, vi lasciò la vita. Le principali spedizioni verso il Polo Nord, che si tentò di raggiungere fin dal 1773, furono, oltre a quelle ricordate del Nansen e del Duca degli Abruzzi, quelle di Peary – cui spetta la gloria di aver raggiunto per primo la metà, via terra, il 6 apr. 1909 – di Byrd (in aereo, nel 1926), di Amundsen-Nobile (1926), di Wilkins (1927), di Nobile (1928) e dell'aeronave Conte Zeppelin (1931). Quanto all'impresa del generale U. Nobile è da ricordare come egli ricevette, tramite il card. Tosi, arcivescovo di Milano, da Pio XI una croce con iscrizione dettata dal Pontefice stesso, perché venisse gettata sul Polo nord. Il che ebbe luogo il 24 maggio 1928. I progressi raggiunti dall'aviazione hanno portato successivamente alla conquista pressoché totale delle terre arricche. Aerei americani, russi ed inglesi hanno sorvolato negli ultimi 10 anni, in lungo e in largo, gran parte degli spazi terrestri e marini a nord del Circolo polare. Particolarmente importanti le spedizioni militari, modernamente attrezzate, sia terrestri (tra cui quella americana del 1946, detta Musk Ox, e quella danese del 1947 nella Terra di Peary, la più settentrionale del mondo), che marittime (tra le quali va ricordata quella della portaerei statunitense Midway nel Mar di Baffin).
La storia delle esplorazioni antartiche è breve e recente. I primi viaggi, da quello di Tasman a quello di Cook, dissiparono a poco a poco l'ipotesi di una terra australe, che la cartografia del sec. XVI, sulle orme di Ipparco, Marino e Tolomeo, aveva accolto, abbassando anzi il limite equatoriale di tale continente fino a latitudini prossime a 50°. G. Cook inaugurò l'esplorazione moderna: nei suoi tre viaggi compiuti fra il 1772 e il 1775 provò l'inesistenza del continente a basse latitudini e l'isolamento della Nuova Zelanda, delle Isole Kerguelen, Bouvet e Nuova Georgia australe. La seconda circumnavigazione della calotta antartica, dopo quella del Cook, fu effettuata dal Ballinghausen (1819), la terza dal Biscoe (1830), al quale si deve la prima scoperta di terraferma continentale antartica, ossia la terra di Enderby. Alle ricerche effettuate dai balenieri si susseguirono, dal 1838, le iniziative dei governi e delle società scientifiche: si ricordano i viaggi di D'Urville, di Wilkes e soprattutto di James Ross, che esplorò quel mare che prese poi il suo nome, scoprendo la Terra Vittoria e i due vulcani Erebus e Terror. Verso la fine del secolo scorso ebbe inizio, con le spedizioni della Belgica e della Croce del Sud, il periodo delle esplorazioni con sverno fra i ghiacci; tra queste eccellono quelle di Drygalski, Scott e Nordenskiöld. Dopo un primo tentativo di Shackleton (1909), il Polo Sud fu raggiunto il 14 dic. 1911 da Amundsen e il 18 gen. 1912 da Scott, che perì sulla via del ritorno. Le spedizioni di Shackleton, Larsen e Mawson degli anni seguenti accertarono la continuità del continente, dalla Terra Vittoria al Mar di Weddell, lungo il quadrato noto con il nome di Terra di Wilkes e Terra di Enderby. Ricognizioni aeree da basi terrestri furono poi effettuate da Byrd e Wilkins; il primo attraversò, nel 1929, tutto il continente, sorvolando il Polo. Successivamente furono fatte, da aerei appoggiati a navi, importanti osservazioni su territori sempre più ristretti, onde approfondite le conoscenze nei vari settori già esplorati sommariamente dai primi, eroici pionieri. La Terra di Graham è stata così studiata da Rymill (1934-37), da Ellsworth (1938), da Byrd (1939-41), da Ronne (1946-48) e da alcuni meteorologi inglesi (1947-48). All'inizio del 1947 l'ammiraglio Byrd – l'unico uomo con Amundsen che abbia visto i due Poli – organizzò una nuova e grandiosa spedizione, cui presero parte 11 navi e 4000 uomini, modernamente attrezzati e dotati, tra l'altro, di trattori anfibi, automobili ed aerei. In tale occasione fu esplorata, con l'aereo, un'area superiore alla metà di quella degli U.S.A. e 6000 km. di costa e fu nuovamente sorvolato il Polo.
L'Antartide è però ancora, in linea di massima, una terra incognita (l'ultima); se ne conoscono infatti soltanto i tratti generali e anche questi solo vagamente (non si è ancora appurato, p. es., se un canale unisce o meno il Mar di Ross al Mar di Weddell). Le parti più note sono attualmente la Terra di Graham e il Mar di Ross.