TANGANICA - L'antica pro-cattedrale di Tosamangga, Nello sfondo la nuova Cattedrale. Vicariato apostolico di Iringa.


Tangamica - L'antica pro-cattedrale di Tosamagonga, Nello sfondo la nuova Cattedrale. Vicariato apostolico di Iringa.
Il T. è ampio più di tre volte l'Italia (936.330 kmq.) e si stende fra 1° e 1° S., all'incirca, dal Lago Vittoria al Lago Niassa, affacciandosi sull'Oceano Indiano con una costa di 850 kmq. Risulta in complesso da un vasto altopiano (ca. 1000-1500 m. d'altezza), con clima tropicale attenuato dal rilievo, eccetto che sulla fascia litoranea, d'altronde piuttosto ristretta (20-30 km. di profondità). La piovosità, che cresce da S. a N., è concentrata di regola nella stagione estiva, a S. e nel centro, ed in due periodi più umidi, a N., separati da due stagioni asciutte. Il paese è ricoperto per lo più da steppe e savane, che trapassano a foreste nella bassa fascia costiera ed a pascoli montani nelle regioni più elevate. Dovunque ricca la grossa fauna di ruminanti e carnivori felini, e ricchissima l'avifauna.
Il paese ha cospicue risorse agricole, forestali (40% della superficie territoriale) e minerarie. I prodotti principali sono oggi l'agave sialana, il cotone, il caffè e le arachidi, cui si aggiungono non trascurabili quantitativi di riso, sesamo, thè, ecc. L'allevamento è fiorente (6,4 milioni di capi bovini; 3,5 di ovini; 2,3 di caprini, ecc.), nonostante che il flagello della steppe ne riduca le grandi possibilità. Dal sottosuolo si estraggono oro, diamanti, stagno e mica; ma le ingenti riserve di carbon fossile prossime al Lago Vittoria sono ancora intatte. Notevoli progressi si sono fatti negli ultimi anni nelle comunicazioni interne (2600 km. di ferrovie), che hanno dato un forte impulso al commercio, nel quale le importazioni superano ovunque le esportazioni.
La popolazione (7,3 milioni di ab.) è costituita quasi tutta da negri bantu e nilotici, con Suaheli sulla costa; gli Europei sono ca. 20 mila e 45 mila gli Indiani. Essa è ripartita in 8 province, di cui le più densamente abitate sono quelle meridionali. Numerosi i centri urbani, di cui il più popoloso, Dar es Salam (70 mila ab.), sulla costa a S. dell'Isola Zanzibar, è la sede del governo Uggi, sul Lago Tanganica (25 mila ab.), è il più importante dell'interno.
BML: C. Gilman, *A population map of Tanganyika territory*, Dar es Salam 1936; Ch. Lembuscher, *Tanganjika*, Oxford 1944.
EVANGELIZZAZIONE. - Partendo dalla isola di Zanzibar i Missionari dello Spirito Santo nel 1867 iniziarono la missione di Bagamoyo nel territorio attuale di T., fondando scuole ed orfanotrofi per i numerosi giovani schiavi riscattati, e poi un villaggio cristiano.

Nel 1878 l'interno della terra presso i grandi Laghi Tanganica e Victoria Nyanza fu affidato ai Padri Bianchi. Grandissimi ostacoli ad una efficace attività missionaria erano la caccia dei negri e l'influsso dei maomettani, che fu arginato dall'occupazione da parte della Germania e dalla creazione della colonia dell'Est-Africa tedesca nel 1885. Nel 1887 la parte meridionale della costa fu affidata ai Benedettini di S. Ottilia. Allora le missioni poterono molto progredire, anzitutto per la fondazione sistematica di scuole. Un contraccolpo a questi progressi fu la ribellione del 1905, durante la quale mons. Cassiano Spiss, O.S.B. (S. Ottilia), vicario apostolico del Zanzibar meridionale, fu trucidato insieme con 2 fratelli e 2 suore, e molte stazioni furono distrutte. Un altro contraccolpo fu la prima guerra mondiale: i Benedettini, perché tedeschi, furono espulsi. Subentrarono, quando il territorio cadde sotto mandato inglese, i Cappuccini svizzeri e i Benedettini svizzeri. Inoltre di alcuni distretti s'incaricarono i Missionari della Consolata (1922), i Passionisti (1935), i Pallottini (1943), i missionari di Maryknoll (1950) e i Rosminiani (1950). Il 25 marzo 1953 fu istituita la gerarchia ordinaria. Così si hanno attualmente nel territorio del T. 18 fiorenti missioni: Bagamoyo, nel 1906 vicariato ap., affidato alla Congregazione dello Spirito Santo, ora diocesi di Morogo. Bukoba, nel 1929 vicariato ap. affidato alla Società dei Missionari d'Alfia (Padri Bianchi), ora diocesi. Dar-es-Salaam, nel 1887 prefettura ap. di Zanguebar meridionale, nel 1902 vicariato ap., nel 1906 nome attuale, affidato ai Cappuccini. Dodoma, nel 1935 prefettura ap., affidata ai Passionisti, ora diocesi. Iringa, nel 1922 prefettura ap., nel 1948 vicariato ap., affidato ai Missionari della Consolata di Torino, ora diocesi. Karema, nel 1946 vicariato ap., affidato ai Padri Bianchi, ora diocesi. Kigoma, nel 1880 provincariato di T., nel 1887 vicariato ap., nel 1946 nome attuale, affidato ai Padri Bianchi, ora diocesi. Kilima-Njaro, nel 1910 vicariato ap., affidato alla Congregazione dello Spirito Santo, ora diocesi di Moshi. Maswa, nel 1946 vicariato ap., affidato ai Padri Bianchi, ora diocesi. Mbeva, nel 1932 missione di Tukuyu, nel 1938 prefettura ap., nel 1949 vicariato ap. con il nome attuale, affidato ai Padri Bianchi, ora diocesi. Mbulu, nel 1949 prefettura ap., affidata ai Pallottini, ora diocesi. Musoma, nel 1950 prefettura ap., affidata alla Società di Maryknoll. Mwanza, nel 1894 vicariato ap. di Victoria Nyanza meridionale, nel 1915 nome di Victoria Nyanza, nel 1929 nome attuale, affidato ai Padri Bianchi, ora diocesi. Ndanda, nel 1931 abbaia «nullius», affidata ai Benedettini di S. Ottilia. Peramiko, nel 1913 prefettura ap. di Lindi, nel 1927.
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(per cortesia di Donna Carlangela Aimone-Cat)

1731
TANGANICA — TANNOIA ANTONIO
abbazia « nullius », nel 1931 nome attuale, affidato ai benedettini di S. Ottilia. KAGERA INFERIORE, vicariato ap. nel 1951, ora diocesi di Rutabo. TABORA, nel 1887, vicariato ap. di Unyamenbe, nel 1925 nome attuale, affidato ai Padri Bianchi, ora diocesi. TANGA, nel 1950, preferta ap. affidata ai Rosminiani. — Vedi tav. CXXII.