TEUTONICO ORDINE

TEUTONICO ORDINE. - L'O. T., già Ordo equestris Teutonicus, detto anche Kreuzherren e Deutschherren, ebbe inizio nel 1190 ad Accon da Crociati di Brema e di Lubecca con un ospedale di tende. Nel 1191 fu posto sotto la tutela pontificia; nel 1198, impegnato nella lotta per la fede, divenne ordine cavalleresco. Confermato dal Sommo Pontefice il 19 febbr. 1199, assunse regola ed organizzazione degli Ordini dei Templari e di S. Giovanni (ora ordine dei Cavalieri di Malta) e si componeva, come quelli, di cavalieri, chierici, fratelli conversi, suore e famigliari (Terz'ordine).

I membri dell'O. T. portavano come segno distintivo una croce nera su mantello bianco (il mantello dei conversi e delle suore era scuro).

Il potere legislativo ed elettivo era in mano del Capitolo generale e del gran maestro, quello delle province presso il commendatore provinciale (Landkomtur), quello delle singole case presso il commendatore: più provincie avevano un maestro regionale (Landmeister). La casa dell'Ordine si chiamava commenda, la provincia « ballivia ».

Il gran maestro aveva come collaboratori 5 commendatori maggiori: grancommendatore, maresciallo, tesoriere, ospedaliere, drappario. La Casa generalizia da Accon fu trasferita nel 1291 a Venezia, nel 1309 a Marienburg, nel 1457 a Königsberg, nel 1526 a Mergentheim, nel 1809 a Vienna. Dalla Terra Santa l'O. T. si diffuse in Grecia, Italia, Spagna, Francia, Germania e nei paesi intermedi, di modo che si formarono 22 ballivi: 13 in Germania, 3 in Italia (Italia settentrionale, Puglie, Sicilia), una per ciascun paese in Spagna, Francia, Romania, Grecia, Armenia, Terra Santa.

Dal 1211 al 1225 gli fu affidata la protezione della Transilvania ungherese contro i Mongoli: poi, per incarico del Papa e dell'Imperatore, assunse nel 1226 la lotta contro i Prussiani pagani, che minacciavano e devastavano la Polonia; nel 1237 la protezione della missione cristiana in Livonia, Curlandia, Estonia e Lettonia e verso il 1254 anche la propagazione della fede nella Lituania e nei paesi ortodossi limitrofi. Mediante questo apostolato la Prussia e la Livonia entrò il 1283 furono evangelizzate, e proprio qui nacque uno Stato potente, che si estendeva dall'Oder a Leningrado, comprendendo 8 sedi vescovili, di cui 3 incorporato all'Ordine: Pomerania, Samland e Kulmerland. I Fratelli dell'O. T. coltivarono la Prussia e la Livonia con tanto successo che vi sorsero ca. 160 città, ed ai villaggi degli indigeni se ne aggiunsero molti altri nuovi. Ogni villaggio aveva la sua chiesa ben dotata, città e borgate avevano chiese parrocchiali riccamente dotate (le pievanie erano allora molto estese), centinaia di ospedali, ricoveri e scuole. I Fratelli fuori del territorio dello Stato dell'O. T. erano occupati in ca. 800 chiese con cura di anime, in 65 ospedali ed in molte scuole.

In Grecia dovevano combattere continuamente contro i maomettani, in Sicilia contro i pirati. La vita intellettuale fu curata con opere storiche da Dubsurg, Jeroschi, Anpeke, Wigand von Marburg; o con commentari della S. Scrittura e delle vite dei santi. Rinomati poeti furono il vescovo Anselmo di Varmia, Enrico von Hesler, Tilo von Kulm, Ugo von Langenstein.

Dal 1467 al 1570 l'O. T. dovette cedere i suoi territori alle nuove grandi potenze che avanzavano verso il mare: Polonia, Lituania e Russia. Nel 1410 per la sconfitta di Tannenberg; nel 1453-67 per la guerra con la Polonia, con la perdita della Prussia occidentale; nel 1525 con la consegna della Prussia orientale alla Polonia, fatta dal supremo maestro Alberto von Brandenburg, apostrato dalla fede e dall'Ordine; nel 1562 per la grande guerra con i Russi.

L'Ordine cedette le ballivi della Germania settentrionale ai protestanti, quelle della Francia, Spagna, Italia e Grecia nelle vicende belliche dopo il 1500. Nel 1525 la sede generale venne trasferita a Mergentheim e le cariche del gran maestro e del maestro germanico furono unite. Inoltre, per ovviare alla propaganda protestante, i Fratelli dell'Ordine fecero stampare la S. Scrittura e libri catechistici, fondarono 2 seminari maggiori e schierarono un proprio esercito specialmente contro i Turchi (Regimento Hoch-und Deutschmeister). Così fu salvata la fede ortodossa in tutti i territori rimasti all'O. T.

In seguito alla Rivoluzione Francese, l'Ordine perdette molte case, venne espulso dalla Germania e sospeso da Napoleone (1805-1809). L'imperatore Francese si portò lo salvo di nascosto in Austria e nel 1839 esso fu di nuovo solennemente riconosciuto. Il supremo maestro arciduca Massimiliano (1835-63) si dedicò alla sua ricostruzione, obbligando i sacerdoti ad una vita comune in conventi, erigendo seminari minori, risuscitando l'istituto delle Suore della carità dell'O. T. Fondò in tutti i territori dell'O. T. scuole, asili, ospedali, ricoveri ecc., in cui le suore insegnavano e assistevano gratuitamente. Il supremo maestro arciduca Guglielmo aggiunse una grande organizzazione sanitaria per tempi di guerra.

Dopo la guerra del 1914-18, dietro iniziativa del supremo maestro arciduca Eugenio (1893-1923), venne trasformandosi in Ordine clericale e fu riconfermato dalla S. Sede con la Regola aggiornata il 27 nov. 1929. Da questa data esso si compone di sacerdoti e fratelli laici, e, in virtù di speciale privilegio, gli compete la direzione suprema delle Suore di carità dell'O. T. Collaboratori e benefattori gli possono essere aggregati come i Mariani.

Fratelli e suore esercitano la loro opera in Austria, Italia, Cecoslovacchia, Jugoslavia e dal 1945 in Germania, con cura d'anima in ospedali, scuole, ecc. Oggi l'O. T. non conta che 131 membri con poche case.

BIBL.: H. von Treitsche, Das deutsches Ordensland Preussen, Lipsia 1872 (nuova rielaborazione, in Hist. und polit. Aufsätze, 1871-1871); H. Prutz, Preussische Gesch. I. Stoccarda 1900; id., Die geistl. Ritterorden, Berlino 1908, pp. 101-41; E. Corpor, Hermann von Salza und die Gründung des Deutschordensstaates in Preussen, Tubinga 1934; E. Maschke, Der deutsche Ordensstaate Gestalten seiner grossen Meister, Amburgo 1939; E. Ivachin-W. Hubatsch, Regesta hist.-diplom. Ord. S. Mariae Theutonic., voll., Gottinga 1948-50.