THEINER, AUGUSTIN. - Sacerdote e storico, n. a Breslavia l'11 apr. 1804, m. a Civitavecchia l' 8 ag. 1874. Figlio di padre tedesco e di madre polacca, ebbe per fratello maggiore Johann Anton T. il quale lo convinse a dedicarsi agli studi giuridici e storici.
Diede, per la parte relativa all'origine ed allo svolgimento storico del celibato ecclesiastico, la propria collaborazione all'opera pubblicata dal fratello nel 1828, e laureatosi quindi in filosofia ed in giurisprudenza si dedicò agli studi di diritto canonico. Per una erudita monografia sulla formazione delle decretali di Gregorio IX (Commentatio de Romanorum Pontificum epistolarum decretalium antiquis collectionibus et de Gregorii IX Pontificis Maximi decretalium codice Lipsia 1829), gli fu offerta una cattedra universitaria a Berlino, che T. rifiutò per visitare biblioteche, archivi, musei, per tutta l'Europa alla ricerca di argomenti di studio. A Parigi conobbe il Lamennais, e dietro consiglio del vescovo di Orléans, Beauregard, e del Moehler, venne a Roma nel 1833 e si rinchiuse nel Seminario di S. Eusebio. Fece atto di sottomissione per gli errori propalati nell'opera sul celibato ecclesiastico e diede conto della sua conversione in un'opera pubblicata, anche in versione italiana, nel 1834, con il titolo Il Seminario ecclesiastico a gli otto giorni a S. Eusebio in Roma. Ordinato sacerdote, entrò nel 1839 nella Congregazione dell'Oratorio e nella biblioteca di S. Maria Nuova in Vallicella riprese gli studi storici, non mai abbandonati negli anni precedenti. Sino dal 1836 aveva pubblicato le Disquisitiones in praecipuas canonum et decretalium collectiones; e poi altri scritti quale quello sulle condizioni del cattolicesimo in Polonia ed in Russia (Die neuesten Zustände der katholischen Kirche in Polen und Russland, 1841), o su particolari vicende della religione e della Chiesa nei paesi germanici. Nel 1849 polemizzò con il Rosmini e ne criticò la tesi sull'elezione dei vescovi sostenuta nelle Cinque Piaghe della Chiesa (Lettera storico-critica intorno alla elezione dei vescovi mediante il clero ed il popolo, Napoli 1849). Assai benvenuto da papa Pio IX, il T. ebbe da lui l'incarico di comporre una storia del pontificato di Clemente XIV da contrapporre a quella da poco uscita del Crétineau-Joly. Nominato dal Papa coadiutore del prefetto dell'Archivio Vaticano con diritto di successione nel marzo 1851, poté raccogliere e studiare i documenti necessari a quell'opera che fu stampata nel 1853, sollevando grande scalpore per la sua avversione ai Gesuiti e suscitando numerosi scritti di confutazione più esatti e più fondati, tra cui quella di G. Boero (v.) e F. X. de Ravignan (v.). Nominato prefetto dell'Archivio nel nov. 1855, il T. in continuazione degli Annales ecclesiastici del Baronio pubblicò nel 1856 tre volumi conducendo la narrazione fino al termine del pontificato di Gregorio XIII; inoltre curò una nuova edizione dei medesimi Annales, in 37 voll. (Bar-le-Duc 1864-85). Dalle carte dell'Archivio Vaticano trasse: Vetera Monumenta Historica Unghariam Sacram Illustrantia (2 voll., 1859); Polonia (4 voll., 1860-64); Slavi meridionali (2 voll., 1863); Irlanda e Scozia (1864); Monuments historiques relatifs aux règnes d'Alexis Michaëlovitch, Feodor II et Pierre le Grand (1859). Nuove polemiche suscitò l'Histoire des deux Concordats de la République française et de la République cisalpine conclus en 1801 et en 1803 (1869). Favorevole agli antinfallibili, il T. comunicò durante il Concilio ecumenico il regolamento interno del Concilio di Trento al card. Hohenlohe, contravvenendo in tal modo al segreto d'ufficio, per cui Pio IX lo destituì da prefetto. Alla sua morte vide la luce a Zagabria l'edizione incompleta degli Acta genuina Concilii Tridentini (2 voll.). La produzione scientifica del T. si distingue, più che per sana critica e profondità storica, per la ricchezza di dati e di notizie, sebbene non sempre pienamente attendibili.
Il fratello JOHANN ANTON, n. a Breslavia il 15 dic. 1799, m. ivi il 15 maggio 1860, fu anch'egli sacerdote e scrittore. Ordinato nel 1832, fu nominato due anni dopo professore straordinario di esegesi e di diritto ca-
