TIARINI, ALESSANDRO

TIARINI, ALESSANDRO. - Pittore, n. a. Bologna il 23 marzo 1577, m. ivi l'8 febbr. 1668. S'iniziò all'arte con Prospero Fontana e, quindi, con Bartolomeo Cesi.
TIARINI, ALESSANDRO. - Pittore, n. a. Bologna il 23 marzo 1577, m. ivi l'8 febbr. 1668. S'iniziò all'arte con Prospero Fontana e, quindi, con Bartolomeo Cesi.

Rimasto qualche tempo sotto l'influsso della scuola toscana, il T. si orientò, poi, decisamente verso l'eclettismo carraccesco, specie di Ludovico, esplicando una deviazione della natura, non insensibile al colore dei cinquecentisti veneti, e mercé il forte chiaroscuro accentuò gli effetti patetici dei soggetti sacri, nei quali emerse. La sua produzione fu, si può dire, senza respiro e si svolse principalmente a Bologna, ma anche a Reggio Emilia (1618-26 e dopo il 1650), in Romagna, in Lucchesia e a Cremona. Benché dotato di straordinaria facilità nell'inventare e nell'eseguire, il T. non ha lasciato opere notevoli nel campo dell'affresco. Come pittore ad olio, invece, egli alterna intuizioni felicissime a stasi e a convenzionalismi, per cui occorre considerare le sue innegabili virtù in certe opere singole, che figurano fra le più nobili del Seicento italiano. Il gruppo più cospicuo sta nella Pinacoteca di Bologna: una drammatica, bene architettata Pietà, l'Estasi di S. Caterina da Siena, dagli'indovinati ritmi verticali e particolari realistici, il lunettone della Vergine col Bambino, venerata dai Santi Carlo Borromeo e Matteo e dal B. Raniero, ed un solo ritratto di gentildonna. Pure a Bologna, meritano ricordare la barocca Presentazione della Vergine, nel corso di S. Maria dei Servi, e soprattutto la luminosa tela, insolitamente viva di colore, del S. Martino che risuscita il figlio della vedova nel Museo di S. Stefano. Altre opere memorabili si trovano nel Museo civico di Reggio Emilia: quali il Miracolo di S. Giovanni e l'aristocratico ritratto della contessa Camilla Ruggeri Brami. Attesta, inoltre, la perspicua capacità nel T. di aderire allo spirito pre-romantico del Tasso l'ampia scena idilliaca di Rinaldo e Armida, nella Galleria Borghese a Roma.

BIBL.: C. Malvasia, Felina pittrice, Bologna 1841, pp. 119-124; G. Cantalamessa, A. T., in Russ. nazion., 13 (1891), pp. 651-74; F. Malaguzzi Valeri, A.T., in Cronache d'arte, Bologna, 1 (1924), pp. 133-54; U. Ojetti, L. Dami, N. Tarchiani, La pitt. ital. del 600 e del 700 alla mostra di Palazzo Pitti, Milano-Roma 1924; L. Magnani, Dipinti e disegni ind. eseguiti dal T. per Bologna e Parma, in Aurea Parma, 20 (1936), pp. 54-58; H. Bodmer, s. V. in Thieme-Becker, XXXIII (1939), pp. 126-28; A. Sorrentino, Ritratti ind. del T. e del Forabosco, in Le arti, 1 (1939), pp. 508-601; U. Nebbia, La pitt. ital. del Seicento, Novara 1946, p. XIX e tav. 34.